Milano-Fehervar 3-4 ot (1-0; 0-1; 2-2; 0-1)

Si torna sul ghiaccio, dopo il complesso week end di apertura dell’arena di Rho, per la prima delle due sfide back to back con gli ungheresi del Fehervar. Dal Colle è l’unico rientro dall’infermeria, e torna a girare con McKegg e Kostner nel terzo blocco (con Gios e Albis dietro). Il primo è quello di Lindquist (con Wylie e Dello), il secondo quello di McLaughlin (con Valentine e Grant), il quarto quello di Cuglietta. Primo periodo sostanzialmente equilibrato, con fasi di pressione alternate, spezzato poco prima di metà drittel dalla rete di Dal Colle che converte in gol dallo slot un assist di Diego Kostner. Il Milano pare qualitativamente superiore anche se a tratti – come di consueto – rischia troppo in una fase difensiva in cui intesa e ritmo non sono ancora consolidati, lasciando a Smith il compito di ‘tenere’. Entrambe le squadre sprecano un powerplay.
Altra superiorità numerica per il Fehervar a inizio secondo drittel: i rossoblu sfiorano due volte lo short handed gol ma nella seconda occasione si scoprono e gli ungheresi segnano a pochi secondi dallo scadere dei due minuti. Gli arbitri annullano giustamente per ostruzione su Smith. Seguono un powerplay per parte senza esito. A metà drittel si infortuna il goalie del Fehervar, Halasz, sostituto dal backup Reijola (in realtà il portiere titolare). Il periodo prosegue secondo copione, il Milano crea di più e ha diverse occasioni, ma gli ungheresi sono sporadicamente pericolosi finché, a quattro dall’intervallo, un’ incertezza difensiva in balaustra porta alla costruzione di un tiro di Farren su cui Smith è schermato: 1-1 e ultimi minuti del drittel di estrema sofferenza. Terzo periodo che si apre con una combinazione Dello – Madaschi, assist per Pietroniro che in uno vs zero fulmina Reijola: 2-1 e timido ottimismo, freddato poco più di un minuto dopo dal nuovo pareggio di Cheek che penetra la difesa rossoblu con una facilità disarmante e supera Smith. Una storia già vista: il Milano nell’ultimo drittel cala fisicamente, diventa meno lucido anche in fase di costruzione e rischia grosso, finché a sette dalla fine Erdely porta in vantaggio gli ospiti. La reazione milanese è sterile, solo un’ingenuità ungherese (penalità per ritardo del gioco a due dalla fine) offre ai rossoblu l’occasione di un powerplay che togliendo Smith per un sesto uomo di movimento diventa doppio: a diciotto secondi dalla sirena Grant segna dalla blu e guadagna l’overtime, oltre che un punto in classifica. Il 3 vs 3 dura poco più di un minuto, finché Cheek sigla la vittoria del Fehervar. Ormai le partite del Milano hanno trama ricorrente, la fase difensiva non regge, e i miracoli di Smith non possono diventare conditio sine qua non. Domani si replica: stesso posto, stessa ora, stesso avversario.

Author: Carlo Sansilvestri