Hannoun, il Dante rossoblu.

Art House Center, Prince Albert, Saskatchewan.

E’ 13 maggio 2019,  è in corso la serie finale della WHL, una delle più importanti leghe Major junior nordamericane.

Prince Albert Raiders e Vancouver Giants si giocano la Ed Cynoweth Cup.

E’ una delle finali più “drammatiche” nella storia della lega: i Giants hanno recuperato uno svantaggio di due gare, pareggiando la serie 3-3 e portandola alla decisiva gara 7.

Sessanta minuti non sono sufficienti, siamo 2-2 e l’overtime è lì dietro l’angolo, a imporre un ultimo sforzo a stomaci, fegati e coronarie ormai messi a dura prova.

Al minuto 18.25 del supplementare un assist di Noah Gregor pesca la stecca di un canadese con origini italiane, arrivato ai Raiders solo a gennaio, Dante Hannoun: tap-in, gol, delirio.

Infine uscimmo a riveder le stelle. O forse non erano stelle ma stecche, caschetti e guantoni che volavano al cielo.

“Ho blacked-out due volte durante l’esultanza per il gol”, ricorderà Dante.

Momenti che rimangono dentro per una vita.

Nato nel 1998 a Delta, British Columbia, Canada, da madre di origini italiane, Dante Hannoun, che ha passaporto italiano, è un’ala destra/centro, stecca destra, di 168 cm. per 73 kg.

Cresce in una famiglia in cui si respira hockey. Lui è il più piccolo, che da un lato significa prenderle, dall’altro avere molte occasioni per imparare. Suo hockey-pal nelle estati della British Columbia è Matthew Barzal; i due si reincontreranno ai mondiali del 2022, uno con la maglia azzurra, l’altro con la foglia d’acero sul petto e lo status di star dei New York Islanders.

Quindicenne, Dante è draftato col numero undici assoluto nel Bantam draft del 2013 dai Victoria Royals in WHL. Debutta a fine stagione 2013/14 e avvia un quinquennio che chiuderà con 326 punti (130+196) in 369 partite, quasi completamente vissuto coi Royals, di cui è ormai giocatore simbolo.

Tranne gli ultimi mesi: nel gennaio 2019, mentre Dante guida la classifica della sua squadra come punti complessivi, i Prince Albert Raiders, che puntano con decisione al titolo mancante dal 1985, cercano un’ala con le sue caratteristiche: intensità e velocità, ottima visione di gioco ed un playmaking efficace.

Ottengono l’attaccante italo-canadese tramite una trade che svolta la loro stagione.

Nella sua nuova squadra, infatti, Hannoun realizza 31 punti (10+21) nelle 28 rimanenti gare di regular season, più altri 24 punti (14+10) in 23 partite di playoff, culminanti nel golden goal all’overtime di gara-7 delle finali.

Da bandiera storica dei Royals a “eroe per sempre” dei Raiders nel giro di pochi mesi.

L’anno successivo Hannoun partecipa ad un camp dei Boston Bruins e trova un contratto da professionista direttamente con gli Atlanta Gladiators in ECHL, per i quali realizza 19 punti (5+14) in 24 gare, ma nella seconda parte della stagione arriva l’occasione per trasferirsi in Europa e avviare una carriera professionistica nel nostro continente.

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura: la prima destinazione di Dante è Bolzano, nell’allora EBEL L’impatto non è dei migliori: 3 punti in 19 partite: la diritta via era smarrita.

Serve un ottimo anno in Alps (49 punti in 40 gare), con la maglia del Vipiteno, per adattarsi al nuovo contesto e tornare in EBEL con un diverso spirito.

Comincia un triennio in Val Pusteria, ove gira generalmente nei primi due blocchi mettendo sul ghiaccio la sua intensità e le sua visione di gioco, totalizzando 102 punti (26+76) in 144 gare.

Matura anche l’eleggibilità per la nazionale azzurra, con cui gioca due mondiali (2022, Top Division, 5 punti in 7 partite, e 2023, Div.1A, 2 punti in 5 partite) e nelle cui fila scende sul ghiaccio complessivamente 43 volte realizzando 25 punti.

Nel 2024 Hannoun cerca una nuova sfida e si trasferisce in Slovacchia, nelle file del HK Spisska Nova Ves.

Vince la regular season registrando 15 gol e 20 assist in 48 partite, a cui aggiungerà 3 punti in 5 gare di playoff.

L’anno dopo si sposta al Presov, sempre in Extraliga, ma la stagione inizia male, un assist in nove gare, e Hannoun viene rilasciato. Non ragioniam di lor ma guarda e passa. Ottiene un contratto a breve termine in Danimarca, all’Odense, per coprire un temporaneo problema al roster. Qui, per qualche settimana, è compagno di squadra di Alex Grant, nuovo difensore offensivo del Milano. Registra 2 assist e 5 gol in 9 gare, riprendendo i suoi ritmi. Terminato il contratto, decide di concludere la stagione con la maglia dei Manchester Storm, in EIHL, che cercano un rinforzo offensivo: 6 gol e 8 assist in 19 partite.

Dopo una stagione piuttosto movimentata, Dante torna in ICE Hockey League (ex EBEL), contesto di cui è esperto ed in cui ha già dimostrato di saper mettere a frutto con efficacia le sue caratteristiche: qui si parrà la tua nobilitate. E lo fa vestendo il rossoblu: l’amor che move il Sole e l’altre stelle.

Parenti (dei) serpenti, episodio 3: la famiglia Hannoun/Petan

Dante Hannoun è cresciuto in una famiglia impregnata di hockey, ed era il più piccolo di tutti. Andiamo dunque a vedere, nel dettaglio, da chi le prendeva.

Il primo e più diretto consanguineo è il fratello Demico Hannoun, di tre anni più “anziano”, che ha poi avuto una carriera di livello inferiore in BCHL, un biennio in NCAA e qualche esperienza in divisioni inferiori in Francia e Svezia.

Dopo il fratello subentrano i cugini, e il livello sale: la mamma degli Hannoun è sorella della mamma dei Petan, altra coppia di fratelli italo-canadesi già noti alle nostre latitudini.

Cugino 1: Alex Petan, centro/ala destra trentaquattrenne con una carriera consolidata secondo un percorso abbastanza classico NCAA- ECHL/AHL – Europa. Sono otto le sue stagioni in EBEL/ICE , tra Bolzano, con cui vinse la Coppa al suo primo tentativo nel 2018,  Fehervar, Val Pusteria, Olimpia Lubiana, per  440 partite complessive e 342 punti (135+207), intervallate da un’ottima annata in DEL agli Iserlohn Roosters. Ha anche una lunga esperienza con la nazionale azzurra nei cui ranghi ha giocato il torneo olimpico di Milano-Cortina. Nel Val Pusteria, Alex e Dante hanno già condiviso maglia e talvolta linea offensiva, alle due ali. Potrà accadere di nuovo, un giorno? Se si, quale giorno? Presto? Prestissimo?

Cugino 2: Nic Petan, fratello di Alex, centro/ ala sinistra trentunenne con una bella carriera in Nordamerica. Dopo un quadrienno dominante da junior in WHL, ed oltre i 299 punti in 319 partite in AHL, ci sono 35 punti in 170 gare NHL (Winnipeg, Toronto, Vancouver, Minnesota) in un arco di sette stagioni. Nel 2024/25 Nic sbarca in KHL, all’AK Bars Kazan, realizzando 50 punti in 60 partite, poi passa una stagione un po’ così all’Ambri Piotta, chiusa anzitempo con 4 punti in 15 partite.

Noi, da buoni italiani, senza fretta, amiamo molto le riunioni di famiglia.

Author: Carlo Sansilvestri