Wyatte Wylie, the stabilizer

“Mamma, papà, venite con me a Dallas così vi faccio conoscere la famiglia che mi ha ospitato quando avevo quindici anni e ho giocato lì una stagione!”.

Deve essere andata più o meno così, quando a metà giugno 2018 il diciottenne Wyatte Wylie, difensore americano in forza agli Everett Silvertips in WHL, decise di presentare finalmente ai suoi coloro che si erano presi cura di lui nell’anno giocato “fuori sede” con la maglia dei Dallas Stars Elite 16U.

Come spesso accade in questi casi, i contatti rimangono intensi e ci si rivede sempre con gioia.

Il weekend scelto è quello del 22-24 giugno, perchè ad interrompere brevemente questa rimpatriata c’è, proprio a Dallas, un evento tutto sommato non disprezzabile, il draft NHL.

Wyatte era inserito – piuttosto indietro – nelle graduatorie pre-draft della NHL, per cui una speranza, in fondo, c’era.

Ma, forse per scaramanzia, Wyatte sembrava aver posto la reunion  come highlight del viaggio.

Il 22 giugno si svolge il primo round, illuminato dalla scelta, col numero sette assoluto (ma, sia chiaro, solo perché in realtà il sette rappresenta la completezza, la pienezza ed è quindi superiore anche all’uno) di sua maestà Quinn Hughes.

Arriva il 23 giugno: Wyatte si siede e aspetta. Per sua ammissione è una tortura, che termina al quinto round con la chiamata, al numero 127 assoluto, da parte dei Philadelphia Flyers.

Il tempo di realizzare, ed ecco che – in sostanza – lo prendono e lo spediscono direttamente all’aeroporto per volare al development camp, ma non prima di avergli chiesto dove fosse il suo equipaggiamento.

“Quale equipaggiamento?”

Spoiler: quello che gli spediranno per via area in tutta fretta i genitori. Mai andare a un draft senza avere dietro l’equipaggiamento.

Nato  a Everett, stato di Washington, il 2 Novembre 1999, Wyatte Wylie è un difensore di stecca destra alto 183 cm per 86 kg.

Dopo essere cresciuto giocando nella varie under dei Silvertips, la squadra della sua città, e aver passato un anno, appunto, a Dallas, entra in WHL – ovvero nella prima squadra degli Everett Silvertips – nel 2016.

Wyatte è da subito un’ira d’Iddio.

Difensore con propensione offensiva, è un grande quarterback in powerplay, assist-man di prima categoria con ottima visione di gioco, fulmineo nell’avviare le transizioni, non disprezza la finalizzazione ma è efficace anche in fase difensiva. Un vero two-way blueliner.

Il suo quadriennio in WHL è un crescendo in termini di produzione offensiva, impreziosito, nel 2018, dal già citato draft. Nell’ultima stagione da junior, la 2019-2020, ha addirittura più di un punto di media a partita, 64 punti (14+50) in 62 partite. Fattore rilevante, il suo plus/minus è ampiamente positivo (+28) a dimostrazione del fatto che – come molti difensori offensivi moderni – Wyatte sa difendere bene con l’intelligenza, col posizionamento, con la gestione del distanziamento, con la capacità di leggere e anticipare il gioco, anche senza essere un intimidatore. E’ davvero uno specialista del powerplay: in quella stessa stagione è secondo assoluto nella WHL per assist in powerplay (28) e terzo assoluto (primo tra di difensori) per punti in superiorità numerica (35).

Chiude la carriera in WHL con un totale di 165  punti (34+131) in 315 partite.

Nel 2020 firma un entry level contract  di tre anni con i Flyers, ma gioca in AHL con i Lehigh Valley Phantoms per tutto il tempo, avendo come compagno di squadra l’altro neo-acquisto rossoblu Wade Allison e realizzando 35 punti (9+26) in 134 partite. Non scende mai in ECHL, confermando con costanza ed efficacia le proprie caratteristiche: il suo hockey IQ è fuori discussione, ed è considerato il classico 200 ft defenseman  – efficace in tutta la pista: difesa, transizione e attacco – ed un eccellente stabilizer , ovvero un difensore pulito, ordinato, pochi errori, tanta sostanza, solidità mentale nei momenti di pressione, l’uomo affidabile che fa rendere bene la coppia in cui gioca e che sa adattarsi a qualsiasi compagno.  Negli scouting reports si ipotizza per lui un futuro da difensore NHL da second pair. Tuttavia, l’ostacolo che rallenta molti talenti in questa fase, ovvero i dubbi sulla capacità di adattarsi in tempi molto brevi ad un contesto molto più fisico e veloce, seppure fugati per quanto riguarda la AHL, ritarderanno l’esordio in NHL fino a che il treno sarà passato.

Terminato il contratto coi Flyers, Wyatte rimane in American Hockey League spostandosi in sequenza agli Ontario Reign, ai Belleville Senator ed ai Laval Rocket, con qualche breve escursione in ECHL; in particolare, nel suo ultimo anno in Nord America, un paio di apparizioni nei Trois-Rivieres Lions.

I suoi numeri finali in AHL dicono 63 punti (15+48) in 251 partite, un buon bottino da difensore two-way.

E’ ora del salto in Europa, per la precisione nel prestigioso campionato della Repubblica Ceca. Gioca una stagione nel Rytiri Kladno, la squadra di Jaromir Jagr, registrando 9 punti (2+7) in 30 gare di regular season più altri tre assist in cinque gare di playoff.

Ora arriva a Milano per portare equilibrio in fase difensiva e scompiglio nei terzi difensivi avversari, e a noi vedere scompiglio nei terzi difensivi avversari piace moltissimo.

Author: Carlo Sansilvestri