Milano-Bolzano: il ritorno di un grande classico

Milano vs Bolzano, non è una partita: E’ la partita.
Che torna, tredicimila e otto giorni dopo lo scudetto del 2 marzo 1991 vinto dall’Hockey Club Milano, dodicimilasettantanove notti dopo quel Saima-Bolzano che vide il ritorno della Sportivi Ghiaccio Milano, cinquemilacentoquarantadue giorni dopo la rete di Schulz in overtime nella stagione che vide il Milano Rossoblu tornare in serie A dopo la chiusura dei Vipers. La società di Alvise di Canossa capace di riportare lo scudetto in città che vide terminare la sua avventura nel 2008 proprio con la sconfitta in semifinale playoff contro i Foxes, la  stessa sorte toccata undici anni prima dal Milano 24, battuto per due anni di fila in finale dal Bolzano dei letali Vostrikov e Maslennikov tra veleni e polemiche di ogni tipo. Vittorie e sconfitte, gioie e dolori sportive da cui ripartire ancora una volta sapendo che lo sport è tutto questo:  emozione travolgente e irrazionale.
La partita di oggi inizia da qui ed è il motivo del primo sold out stagionale per il Milano Hockey Club.

Quattromila anime si riuniscono alla Fiera Ice Arena per sostenere una squadra che deve far fronte all’ennesima assenza: Dal Colle si aggiunge agli infortunati Allison, Houde, Finoro e Saracino. Shedden decide di partire con il quarto blocco: confermati Grant e Valentine nello starting five ci sono Pietroniro, Madaschi e Cuglietta, costretto agli straordinari visto che giostra anche nella linea composta ma McKegg e Kostner.
L’avvio di gara è combattuto con occasioni da entrambe le parti. Smith è costretto subito agli straordinari a causa di qualche imprecisione dei difensori rossoblu, problema che ricorre ormai troppo di frequente negli ultimi incontri. In uno di questi, a metà drittel, il Bolzano realizza ma la marcatura viene annullata dopo una lunga verifica delle immagini per una carica su Smith. Sull’ingaggio successivo il Milano si riversa in attacco, Caamano supera Leslie di forza, si protegge e va al tiro bucando Domingue in mezzo ai gambali.
Il parziale si chiude quindi con il Milano decisamente in partita e vicino al raddoppio in più occasioni ed un Bolzano mai domo e sempre pericoloso dalle parti di Smith.
Il secondo tempo si apre con un’errore in disimpegno di Wylie. Schneider recupera e serve Elson che indisturbato buca Smith sotto ai gambali. Pochi secondi dopo penalità contro il Bolzano ma il power play milanese è sterile. Al 27’51” McKegg gira dietro gabbia, scarica su Gios il cui tiro è deviato da Chiodo in rete. A metà parziale Grant manca la conclusione, sulla ripartenza il Bolzano giostra un 2 vs 1 che vede Valentine e Smith bloccare la conclusione a colpo sicuro degli avanti biancorossi. Il finale di tempo vede il Milano in sofferenza. Al 15’25” Dominque vede un corridoio impossibile e lancia un 2 vs 1 su cui Smith si supera in spaccata. Al 17’02” penalità contro Albis. Con il Milano costretto a difendersi,  al 17’54”, Valentine viene  penalizzato per un colpo di bastone su Bradley. In 3 vs 5 Grant, Dello e Mckeeg si superano consentendo ai milanesi di chiudere in vantaggio anche il secondo tempo. L’ultimo parziale si apre con un’ingenuità di Chiodo che nel tentativo di rubare il disco ad un difensore biancorosso commette fallo e viene penalizzato. Nel successivo powerplay è Ratcliffe a trovare dallo slot l’angolino sotto la traversa. Il Milano non demorde: il blocco composto da Lindquist, Frycklund e Chiodo va vicino alla rete in più occasioni poi al 48’56” è proprio l’ultimo arrivato a costruire l’azione che porta al nuovo vantaggio milanese.  Passaggio per Frycklund che gira dietro la gabbia, disco nello slot e Lindquist realizza con un tiro a fil di palo facendo esplodere l’arena di Rho Fiera. Tuttavia al 14’19” il Bolzano trova il pareggio con un tiro non irresistibile di Van de Leest che supera Smith, coperto. I rossoblu non demordono e vanno vicini al nuovo vantaggio in più occasioni, specialmente con Cuglietta che scheggia la traversa. I tempi regolamentari si chiudono così 3-3. Non ci fossero i supplementari sarebbe lo stesso risultato che consentì al Milano di vincere lo scudetto 1991, nonché il punteggio raccolto da Zanier e compagni nel primo match casalingo nella stagione della rinascita targata 1993-94. Ma la ICE non prevede il risultato di parità: si rende così necessario un tempo supplementare di cinque minuti giocato in 3 contro 3. Al minuto 1’54” un generoso Albis va vicino al gol, poi sul ribaltamento di fronte il giovane difensore italiano si fa superare in velocità da Schneider che supera Smith per il 4-3 finale.
Senza cinque attaccante, con alcuni giocatori in chiara difficoltà fisica, il Milano vende cara la pelle costringendo la prima della classe ai supplementari strappando così un punto comunque ottimo per la classifica. La squadra gioca con coraggio e carattere, sospinta da un pubblico che non ha mai fatto mancare il proprio sostegno. I giocatori apprezzano e ricambiano l’affetto tanto da rientrare a fine gara per continuare la “festa” accompagnando canti e cori. Non male ripensando solo a qualche mese fa.

(Foto Nicola Martello)

Author: Claudio Nicoletti