Il Milano espugna Klagenfurt

Il Milano arriva a Klagenfurt per la sesta delle otto trasferte previste prima dell’agognato esordio nella nuova arena di Rho.

Nelle prime cinque, il Milano ha chiaramente dimostrato di appartenere a questa lega, sconfiggendo sul loro ghiaccio squadre che, se non sono tra i top teams, sicuramente potrebbero essere avversarie nella lotta per l’accesso ai playoff; l’unica sconfitta, a Budapest, è stata chiaramente conseguenza di situazioni contingenti e non di una inferiorità tecnica.

Quella col KAC è dunque la prima sfida contro una squadra di vertice, che peraltro ha cominciato la stagione in maniera travolgente: cinque vittorie e una differenza reti complessiva di +20 contro avversarie anche di primissimo livello, tra cui i campioni in carica del Graz e il Val Pusteria, unica rivale in grado di giocarsela fino all’ultimo.

Il recente ricordo della sfida col KAC su questa stessa pista nell’ambito del Wellcard Trophy – più che dignitosa sconfitta 0-2 nella seconda discesa in assoluto sul ghiaccio da parte del Milano – non costituisce naturalmente un precedente attendibile.

Nel lineup rossoblu sono confermati Chiodo nella linea di McKegg (la seconda), Finoro nel blocco di Frycklund (che oggi è il quarto) e di Houde in quello di Cuglietta (il terzo). Torna Smith tra i pali. Nel KAC mancano Schwinger, Hudson, Hochegger e il portiere Sebastain Dahm, vittima di un serio infortunio durante la partita contro l’Olimpia Lubiana; per lui, stagione finita.

Subito powerplay per il Milano, diastroso per quasi tutti i due minuti di superiorità numerica ma chiuso dal bel gol di McKegg che raccoglie l’assist di Saracino da dietro la gabbia e infila il puck tra i gambali di Vorauer da sottomisira. Il KAC patisce e il Milano ha un paio di buone occasioni in transizione, poi la pressione austriaca sale. Smith è attento e i rossoblu sempre minacciosi quando ripartono, anche se col passare dei minuti questa circostanza è sempre più sporadica. A metà drittel entrambe le squadre non sfruttano un powerplay, ma subito dopo Wylie e Caamano gestiscono perfettamente una ripartenza e l’attaccante fulmina Vorauer dal cerchio d’ingaggio: 2-0.

Il Klagenfurt ricomincia a macinare gioco, le occasioni fioccano soprattutto in conseguenza dei numerosi turnover concessi, ma ai biancorossi manca il cinismo per concretizzare e Smith è sicuro. Un po’ fallosi gli austriaci: altro pp per i rossoblu, che se non produce un gol, e nemmeno grossi rischi agli avversari, ha però il merito di alleggerire la pressione e condurre in tranquillità a fine periodo.

Secondo drittel che parte ancora all’insegna della spinta del KAC. Una pressione che diventa asfissiante, ma non lucidissima: troppa foga, troppa frenesia e troppi errori. Il Milano invece ha dalla sua un grande talento offensivo. Incursione rossoblu nel terzo austriaco, magia di Hannoun che partendo da dietro la gabbia aggira ad ampio semicerchio lo slot col disco incollato alla stecca, arriva sull’altro lato, assist a McLaughlin che sotto misura ma molto angolato trova il terzo gol. Meraviglioso. Riprende l’assedio: tra Smith, un paio di pali e qualche altro errore, la porta milanese sembra stregata per il KAC, che non sfrutta nemmeno un powerplay in chiusura di periodo. Tiri 39-18 per il Klagenfurt, risultato 3-0 per il Milano. Terzo drittel in linea: austriaci in avanti e Milano a soffrire e a trovare respiro in powerplay o in occasione di qualche sortita. Purtroppo i rossoblu concedono un powerplay al KAC che stavolta lo sfrutta immediatamente con Petersen. Siamo poco prima di metà periodo e gli austriaci smuovono il punteggio. La rottura dell’incantesimo è sempre un potenziale momento chiave nell’inerzia di una partita di hockey di questo tipo: il Klagenfurt si accampa nel terzo difensivo rossoblu e trova il 3-2 in mischia con Obersteiner a sette dalla fine. Ma c’è un contro-momento chiave: a cinque dalla fine doppia superiorità numerica un po’ generosa per il KAC, e vista l’inerzia il respiro si blocca in tutti i polmoni rossoblu. Spacciati? Quando meno te lo aspetti, in una partita che finirà con un bilancio tiri di 64-24 per i padroni di casa, ecco il leggendario momento-Saima che cala dall’empireo dell’hockey: ultima, eroica resistenza della difesa rossoblu che secondo dopo secondo dice ripetutamente ‘no’ all’assedio austriaco e supera indenne centoventi secondi di passione, traghettando la partita pressoché direttamente al momento in cui il KAC deve togliere il portiere. L’empty net gol di Caamano è una liberazione ed il sigillo su una partita incredibile. Bisogna sportivamente riconoscere il domino a lunghi tratti del Klagenfurt, ma la capacità di soffrire di questo Milano, in grado poi di risolvere le partite grazie al talento dei propri attaccanti, comincia a essere una caratteristica ricorrente. Quando negli ultimi secondi – gli unici tranquilli in una partita così – cominci a sentire irresistibilmente nella testa rimbombare le note di ‘Moonlight shadow’ un po’ a metà tra sogno e realtà, qualcosa sta succedendo.

( foto F Pessentheiner)

Author: Carlo Sansilvestri