Milano (ri)scopre il Milano e i suoi Prospetti

Con le retine ancora impressionate dalle luci della presentazione in darsena un po’ come bambini che hanno visto il loro primo albero di Natale, dopo la scorpacciata di foto e video che hanno coperto la navigazione dei vichinghi rossoblu sui loro drakkar, si torna, con la testa, all’avvio di stagione.

Ma solo con la testa: tutto ciò che non è razionale rimarrà per un po’ ancorato a volti reincontrati dopo anni, in un luogo in cui fino a qualche mese fa si andava per una passeggiata domenicale senza poter nemmeno lontanamente immaginare che i sogni più proibiti e nascosti ormai nelle più sperdute profondità e conservati gelosamente come tesoro “per pochi”, sarebbero di nuovo esplosi, proprio lì, così incontenibili, luminosi e rumorosi da imporsi addirittura alla città intera.

La gente assiepata su ponti, argini, nei locali, a guardare e chiedersi cosa stesse succedendo, chi fossero quei personaggi sulle barche imbandierate e naviganti lungo i navigli verso cori, canti inediti di cui, da lì, non si vedeva l’origine ma di cui si percepiva l’anomala dimensione e potenza, sempre più vicina. La darsena completamente invasa sulle due sponde da colori, voci, situazioni che ricordavamo appartenenti solo ai ghiacci e alle strade da percorrere per arrivarci, e oggi padroni di allargare a piacimento il proprio contesto di pertinenza.  Le persone che esitavano ad attraversare la bolgia di torce e fumogeni come se ci fosse un cartello “Lasciate ogni speranza o voi che entrate”, ma poi incuriositi entravano, chiedevano e restavano.  Oppure, si fermavano dietro ai parapetti per non perdersi uno spettacolo certamente inedito.

Il Milano è tornato, ma questa volta non ce ne siamo accorti solo noi che lo abbiamo sempre tenuto dentro.

Una volta sbarcati i ragazzi dai loro drakkar – assieme ad alcuni “Prospects” e alcune “MHP-Girls” – il saluto ed il ringraziamento in italiano ai tifosi di Scott Valentine, sempre più leader, ha sancito  lo stringersi di un legame di familiarità poi proseguito quanto i giocatori hanno attraversato le acque (Valentine, Frycklund e Grant hanno acquisito la capacità di farlo camminandoci sopra dopo il penalty killing 3 vs 6 di Sierre),  raggiungendo la loro gente e mescolandosi al loro popolo.

Intanto, a proposito di vichinghi (nella accezione battagliera del termine), il Milano HC Prospects chiude la preseason giocando la sua prima amichevole “di pari categoria”; l’avversaria è il Chiavenna, finalista di IHL div.1 nelle ultime due stagioni (vittoriosa nella prima delle due): finisce con una vittoria 6-4 (0-1; 4-1; 2-2) una partita che fa registrare 18 minuti di penalità a carico del Chiavenna e 39 per i milanesi (includendo un 5’+20’).

Le reti del Milano sono realizzate da Pietro Borghi (fratello di Francesco e Marcello) che mette a segno una doppietta in meno di venti secondi, Matteo Virgilito, Samuele Piccinelli, Andrea Pirelli e Jacopo Bedon.

Da segnalare anche due assist a testa per Jacopo La Notte e Daniel Belloni (su entrambe le reti di Borghi), destinatario anche del 5’+20’ che pone anticipatamente fine alla sua partita.

Anche per il Milano Prospects, stagione in avvio: sabato 19 Settembre

Author: Carlo Sansilvestri