Milano HC in ICE?

È iniziato il conto alla rovescia, manca poco più di un giorno alla votazione decisiva, il momento in cui nessuno si chiederà più: “il Milano Hockey Club parteciperà alla prossima ICE Hockey League?”

Dopo mesi di indiscrezioni serviti più che altro a fornire sottotraccia garanzie sull’affidabilità del progetto siamo quindi arrivati al dunque. Domani, 1 giugno 2026, le società che partecipano alla ICE Hockey League si ritroveranno per decidere se vale la pena allargare i propri panorami verso la pianura padana, verso quella Milano che ha da poco vissuto il sogno Olimpico e che qualcosa potrebbe sicuramente dare alle lega in termini di visibilità (soprattutto per gli sponsor).

In un articolo uscito ieri su laola1.at sono stati ampiamente analizzati i pro e i contro di una scelta che cambierà inevitabilmente molte cose.

Il progetto Milano Hockey Club pare ormai delineato. Grazie alla sinergia tra House of Doge e il gruppo vipitenese guidato da Christof Leitner si è costituita una nuova società nel capoluogo lombardo. Sullo sfondo il presidente della federazione Gios si è adoperato incessantemente per garantire i contatti giusti, soprattutto istituzionali, per consentire lo sviluppo del palazzo del ghiaccio in area Rho fiera.

Il 31 marzo è stato presentato il progetto alla stampa poi si è fatta di necessità virtù. Senza alcuna certezza di poter partecipare alla prossima ICE è infatti calato un assordante silenzio sugli organi di stampa. Tuttavia, dietro alle quinte, il lavoro è stato continuo e incessante tanto che secondo le fonti austriache il roster della nuova formazione sarebbe già completo al 90%.

L’incarico di direttore sportivo dovrebbe essere affidato a Viktor Szelig, già dirigente del Fehervar, mentre tra i primi nomi associati alla nuova squadra si fanno largo quelli di alcuni giocatori oriundi tra cui Randy Gazzola e Giordano Finoro. Pare certo un gentleman agreement con Val Pusteria e Bolzano per cui la dirigenza milanese ha garantito che non avrebbe contattato giocatori delle altre due squadre italiane che partecipano al campionato.

Per l’accettazione della candidatura milanese servono otto voti favorevoli e malgrado in questi mesi si sia fatto un grande lavoro diplomatico questi non sono ancora garantiti.

Pur rilevando qualche perplessità oggettiva che ha fatto storcere il naso ad alcuni dirigenti è innegabile che Milano rappresenti una preziosa opportunità per una lega che negli ultimi anni ha visto qualche defezione tra le proprie partecipanti (tra cui l’Asiago la scorsa estate) e che è sempre alla ricerca di sponsor che ne permettano la crescita.

In tal senso anche il progetto Sierre, per cui House of Doge è in pista da qualche tempo, dovrebbe testimoniare le buone intenzioni del progetto legato a Milano.

L’appuntamento olimpico con gli eventi che lo hanno anticipato hanno dimostrato che il capoluogo milanese è ancora vivo nel suo interesse per l’hockey su ghiaccio. Che la passione dei milanesi non si è spenta, tutt’altro.

Anche per questo alcuni dirigenti delle società hanno manifestato il loro voto positivo. Salisburgo e Kac Klagenfurt si sono già espressi in tal senso, come Erich Falkensteiner, presidente del Val Pusteria, che in un’intervista alla Kleine Zeitung ha dato parere positivo sull’ingresso del Milano.

Mancano poco più di ventiquattro ore per decidere le sorti di questo progetto: un vero e proprio all-in per scoprire la differenza tra il tutto e il niente.

Author: Claudio Nicoletti