E’ di Diego Kostner, al 10’31” del primo periodo, il primo gol del Milano nella sua nuova arena. È il culmine di un’attesa lunghissima, sfociata in una festa di tifo rossoblu con l’impressionante impatto visivo e sonoro della curva che ricrea un ambiente mai dimenticato. Purtroppo quello di Diego è l’unico bagliore, sul ghiaccio, nelle nebbie di una partita piuttosto opaca. Forse la peggiore giocata finora dal Milano. Stanchezza e pressione possono aver avuto un ruolo, rimane il fatto che la cronaca è superflua: tre gol – uno per tempo – regalati agli austriaci (Davis, Owre, Richards) con gravi errori difensivi, l’ultimo, giusto per rendere più chiaro il concetto, in una banale ripartenza durante un powerplay a favore a inizio terzo drittel, mentre si era sotto 1-2: disco perso e short handed gol per l’Innsbruck che tarpa le ali al tentativo di rimonta meneghino e uccide la partita. D’altronde stasera i rossoblu faticano molto anche in fase di costruzione, e la reazione milanese al crescente svantaggio è quindi inefficace, finché l’empty netter di Witting chiude lo score. Squadra che appare un po’ stanca e poco lucida: agli austriaci, per vincere, basta una partita ordinata, senza particolari sprazzi ma con buona prontezza nello sfruttare i nostri errori. E’ forse il momento di considerare ufficialmente ‘superata’ la sorprendente e inattesa inerzia positiva iniziale e ricominciare, con umiltà e dedizione, a interpretare questo campionato secondo quelle che erano le obiettive attese originarie, affrontandone gli inevitabili alti e bassi con sostegno, pazienza e costanza. D’altronde, per citare liberamente le parole pre-partita in balaustra di un ‘vecchio’ custode della tradizione rossoblu, uno di quelli che al Piranesi ci ha svernato, un’inizio cosi travolgente e positivo non è del tutto coerente con la nostra storia ne’, probabilmente, adatto alla nascita di nuovi capitoli : ad ogni rinascita, si è sempre passati attraverso la sofferenza di avvii complicati e difficili ma utili a saldare gente e squadra, a creare legami e a crescere insieme con calma. Stasera il Milano, a lungo sotto il settore a fine gara, ha visto per la prima volta cosa significa il sostegno totale di un palazzo quasi pieno anche in un momento non certo positivo, e questo vale più di qualche punto. Per il resto, cori e festa a lungo dopo la partita sono la firma autografa del ritrovato ambiente rossoblu.