David Lindquist al Milano

(foto Jonathan Näckstrand)

“Perdere una partita è la cosa peggiore in assoluto”: ecco riassunta, nelle sue parole, la filosofia sportiva di David Lindquist, centro svedese  classe 1992, 179 cm x 80 kg, stecca sinistra. E’ il nuovo innesto offensivo nel roster di un Milano bersagliato dagli infortuni tanto da trovarsi al momento privo – oltre che di Allison – anche di Finoro, Houde e Saracino: apparentemente nulla di grave per i tre attaccanti rossoblu, ma il rientro potrebbe non essere immediato.

Lindquist, cresciuto in patria – sostanzialmente tra le fila del Pitea HC – consolida la propria carriera in Allsvenskan (la seconda lega svedese) ove rimane sette stagioni: quattro con la maglia dell’IF Bjorkloven (in una delle quali gioca anche 16 gare in SHL col Lulea), tre col BIK Karlskoga.

Complessivamente, accumula tra regular season e playoff 331 presenze in Allsvenskan, realizzando 56 gol e servendo 129 assist per un totale di 185 punti.

Nel 2023 si sposta nella SL svizzera (seconda lega nazionale, la stessa in cui milita il Sierre), ove rimane tre stagioni vestendo le casacche di Martigny (poi Visp per i playoff), Thurgau e La Chaux-de-Fonds, mantenendo la notevole produzione di quasi un punto a partita (152 punti, 36+116, in 162 gare complessive in terra elvetica).

Da segnalare anche 6 punti in 6 presenze in National Cup, culminanti nella vittoria del trofeo nel 2026 con il La Chaux-de-Fonds in finale contro il Sierre: 5-4 all’overtime e Lindquist che fornisce l’assist per il golden goal decisivo.

E’ il tipico playmaker con elevato “hockey IQ”  che innesca i compagni di linea : ricorrenti nella sua carriera i premi quale miglior assistman, l’ultimo, prestigioso, nella stagione 2023/24 in SL, con 38 assist in 45 partite.  Esperto come flank a lato del quarterback in powerplay, è – da buon svedese- abile anche in fase difensiva.

Negli ultimi anni ha integrato la sua mentalità assist-first con una più frequente scelta di buoni tiri, ed è quindi cresciuto, in proporzione, anche il numero di gol segnati. Nella stagione scorsa con La Chaux-de-Fonds, quella della già citata vittoria in National Cup, ha messo a referto in Swiss League 44 punti di cui ben 16 gol (e quindi 28 assist) in 45 gare di regular season, a cui ha sommato 14 punti (2+12) in 18 partite di una bellissima playoff run terminata solo con la sconfitta di fronte al Sierre in finale. Tuttavia, David rimane principalmente un giocatore d’ordine, in grado di dettare i ritmi in fase di costruzione, gestendo le accelerazioni durante la pressione offensiva o il congelamento del disco in fase di contenimento; concede pochissimi turnover ed ha la freddezza per affrontare razionalmente i momenti chiave di una partita: è – in tutti i sensi – un esperto scacchista, sia seduto davanti alla scacchiera, sia nei momenti più caldi in pista.

Considerata la costante presenza – per sua esplicita ammissione – degli spaghetti al ragù nella sua routine prepartita, l’arrivo in Italia, prima o poi, era destino.

L’esordio, appena completata la trafila burocratica.

Benvenuto in rossoblu!

Author: Carlo Sansilvestri