Lucas Chiodo in rossoblu

Lucas Chiodo, ventisettenne attaccante italo canadese nato a Churchill, in Ontario, si appresta a vestire la sua quinta casacca italiana.

Avendo doppio passaporto, verrà considerato “domestic player” ai fini del regolamento ICE Hockey League.

Nato il 31 ottobre 1998 (come quarantadue anni prima un certo Bob Manno), centro-ala di stecca sinistra, 175 cm per 77 kg, Chiodo è senza dubbio un giocatore veloce e talentuoso, frenato nella rincorsa ad una carriera di più alto livello da un fisico leggermente sotto gli standard moderni. Draftato in OHL nel 2014 dai Barrie Colts (15° giro, 293° assoluto) vanta una discreta carriera a livello Junior.

Dopo essersi fatto le ossa nella Eastern AAA Hockey League risultando tra i migliori marcatori della lega fa il suo esordio a Barrie nella stagione 2014-15 giocando due incontri. E’ solo dalla stagione successiva che entra a far parte del roster dei Colts in pianta stabile. Nel 2015-16 mette a segno 10 punti (1+9) in 53 partite, poi, la stagione successiva, aumenta in maniera significativa il suo score arrivando a 22 gol e 31 assist in 68 incontri.

Ma è nel 2017-18 che Chiodo fa vedere il meglio di se, guadagnandosi in pista i gradi di assistente capitano, e contribuendo a riportare il suo team ai playoff grazie a 79 punti (30+49) in 68 match di regular season.  Anche nella post season mantiene la media di un punto a partita: 5 gol e 7 assist in 12 partite il suo bottino finale nella seconda fase del torneo.

Inizia con i Colts anche l’ultima stagione giocata nella più prestigiosa lega giovanile dell’Ontario: 50 punti (19+31) in 39 partite non bastano a tenere la squadra in zona playoff. Così, ad inizio gennaio, arriva una proposta irrinunciabile da parte degli Ottawa 67’s, lanciatissimi verso il titolo dopo sei stagioni vissute sottotono.  Chiodo passa ad Ottawa in cambio di Shaw Boomhower, una scelta al terzo giro di Sault Ste. Marie nell’OHL draft del 2021 e una al secondo dei Kingston in quello del 2024. Il suo acquisto si aggiunge a quelli di Kyle Maksimovich e soprattutto del talentuoso portiere Michael Di Pietro, uno che nella stagione precedente ha vissuto i mondiali senior da spettatore di lusso data la convocazione con il Canada e che ha già avuto modo di esordire in NHL con i Canucks. 

Il GM di Ottawa James Boyd lo presenta così “Chiodo è giocatore instancabile e tenace, capace di adattarsi a tutte le situazioni di gioco”.

Lucas mantiene le promesse: in un roster “stellare”, pur giocando tra seconda e terza linea, mantiene una media punti eccellente, chiudendo la regular season con altri 29 punti (10+19) in 28 incontri. Il suo plus/minus dice +26 a testimoniarne l’importanza in entrambe le fasi del gioco. Nei play-off fa addirittura meglio: in 18 incontri realizza 9 reti e serve 20 assist. La squadra di coach Tourigny è un rullo compressore: vince 4-0 i quarti di finale contro gli Hamilton Bulldogs, si ripete vincendo la serie di semifinale contro i Sudbury Wolves con un “hat trick” di Lucas in gara 1. Tiene a 0 anche gli Oshawa Generals nella finale di Conference.

La finalissima, la J. Ross Robertson Cup, vede Ottawa disputarsi il titolo, inseguito ormai da quattordici anni, contro i Guelph Storm, vincitori della Western Conference.

La serie non può che cominciare con l’ennesimo successo dei 67’s anche grazie al game winning gol firmato proprio da Chiodo. Gara 2 vede un ulteriore successo, il quattordicesimo consecutivo, di Ottawa ma l’infortunio di Di Pietro cambia le carte in tavola.

Ricordate quel detto che un portiere vale almeno il 50% di una squadra di hockey? Senza il portiere titolare gli Storm ribaltano la serie vincendo 4 gare consecutive costringendo il “povero” Cedrick Andree a subire oltre 5 gol di media, così per Chiodo e compagni si dematerializza in maniera traumatica la possibilità di alzare la coppa.

Terminata la carriera giovanile, Chiodo accetta la proposta del Fassa che disputa la Alps Hockey League, e sbarca in Italia. E’ il campionato chiuso anzitempo a causa del Covid ma la stagione dei trentini termina poco prima con la mancata qualificazione ai playoff. Chiodo ha modo di giocare con due vecchie conoscenze dell’hockey milanese come Caletti e Iori risultando il miglior marcatore della propria squadra, grazie ai 54 punti (17+37) ottenuti in 42 incontri.

La situazione di incertezza generata dalla pandemia lo convincono a riprendere il percorso universitario iscrivendosi all’Università di Guelph.

La stagione dell’hockey, tuttavia, non parte. Bisogna così aspettare il 2021-22 per rivederlo sul ghiaccio. Finita l’emergenza Covid Lucas abbandona il percorso universitario dopo sole 7 partite (4+3) scegliendo di tornare in Italia, questa volta a Vipiteno. Mantiene ancora una volta la media di un punto a partita (11+7 in 17 partite) guadagnandosi un contratto a Merano in vista della stagione 2022-23. Una stagione da protagonista mettendo a segno 17 gol e 25 assist in 35 partite, risultando il miglior marcatore di una squadra che nelle sue fila annovera alcune vecchie conoscenze come Ansoldi, Borgatello, Mitterer e Radin. Nell’estate 2023 Chiodo trova una nuova squadra in Scozia, nei Fife Flyers con cui si ferma per due campionati scendendo sul ghiaccio in 109 occasioni.  Il suo “bottino” inglese raccoglie 26 gol e 69 assist. La seconda stagione si rileva per gli scozzesi un vero e proprio calvario, incapaci di andare oltre all’ultimo posto con un record di 49 sconfitte in 54 incontri.

Chiodo sceglie di tornare in Italia: questa volta è l’Asiago ad accaparrarsi le sue prestazioni. La squadra dell’altopiano, terminata la propria avventura triennale in ICE, si iscrive all’Alps Hockey League. Chiodo è uno dei leader offensivi della squadra che vincerà il campionato italiano uscendo anzitempo dai playoff del torneo transfrontaliero. La linea con Valentini e Nick Porco regala spettacolo tanto che i tre risultano tra i quattro migliori marcatori della stagione.  Lucas in particolare mette a segno 29 gol e 46 assist in 52 incontri aggiungendo al suo score statistico un prezioso +37 di plus/minus fra tutte le competizioni disputate.

Ora, dopo l’ufficializzazione del suo addio ai giallorossi, il suo arrivo a Milano. Una carriera fin qui costellata da continui trasferimenti, nella speranza che possa finalmente trovare casa all’ombra della Madonnina. In passato Lucas ha dimostrato di avere le carte in regola per essere un giocatore importante in ogni squadra in cui ha giocato: serietà, impegno, dedizione e professionalità al servizio della squadra, oltre ad un discreto gioco di stecca, che non guasta mai.

Entro il prossimo ottobre verrà inaugurato il nuovo palazzo del ghiaccio di Rho-Fiera,. Nei prossimi anni si conta di poter rinverdire i fasti del passato mostrando nuovi stendardi riferiti a nuove vittorie: sia mai che un “Chiodo” non possa servire anche per questo.

Author: Claudio Nicoletti