Seconda vittoria on the road per il Milano

Linz-Milano foto Alessandro Fisco

Linz-Milano 0-4 (0-1; 0-1; 0-2).

Milano di nuovo in pista, per la seconda giornata della regular season ICE.

Il ghiaccio è quello del Linz, l’anno scorso nono in stagione regolare e poi eliminato nei pre-playoff.

Rossoblu con lineup invariato. Primo periodo non facile: il Linz spinge da subito, i rossoblu gestiscono i primi 6-7 minuti poi perdono ordine, disciplina e subiscono una pressione a tratti soffocante. E’ come se i milanesi cercassero regolarmente e frettolosamente la soluzione più complicata, cosa estremamente pericolosa sia in uscita dal terzo, con troppi dischi persi e trasformati in grosse occasioni per il Linz (incluso un palo), sia in fase offensiva, perché anche il backchecking rossoblu è poco reattivo alle transizioni avversarie e la fase difensiva si trova spesso in difficoltà.

Quando il gol austriaco è ormai nell’aria, un powerplay per il Milano gira temporaneamente l’inerzia: un clamoroso errore di Caamano e un paio di tiri bloccati col corpo dai difensori austriaci negano il gol malgrado il disco giri molto bene, ma sfruttando il momento di respiro, appena tornata la parità numerica, Petroniro raccoglie un disco sporco e  fulmina il goalie avversario in diagonale, portando avanti i rossoblu. Il Linz riparte alla carica, ma Smith è sempre attento, la difesa riacquista un po’ di ordine e si chiude così in vantaggio un drittel che si era messo male.

Secondo periodo che parte sulla stessa linea: Linz che preme e arriva troppo spesso e troppo facilmente a trovare buoni tiri. Troppi turnover concessi. E’ più il cuore che il sistema a salvare i rossoblu. Linz in powerplay, sembra un assedio da cui il Milano esce indenne a (grande) fatica ottenendo però subito, a sua volta, una superiorità numerica.

Lo special team rossoblu non sbaglia:  McLaughlin semina il terrore nello slot sfruttando i blocchi dei compagni e segna. Incredibile cinismo dei meneghini che vanno così sul 2-0. Riprende la pressione austriaca, Smith sale in cattedra. Il Milano supera un altro pk, continua a difendersi e a trovare qualche sporadica occasione per pungere, quasi sempre col secondo blocco. Il periodo si chiude coi rossoblu provvidenzialmente in powerplay a riprendere fiato.
La superiorità diventa doppia al rientro sul ghiaccio, il Milano sfiora la terza rete in 5 vs 3 e la trova poi in 5 vs 4 ancora con McLaughlin, che spara un letale diagonale al volo dal cerchio d’ingaggio. Il Linz riparte a testa bassa ma è falloso, e il powerplay milanese è una condanna senza appello: ancora in superiorità, Hannoun insacca deviando un tiro di Grant e fa 4-0 quasi al termine di due minuti da accademia del powerplay.

Comprensibile la frustrazione del Linz, ma si capisce che stasera non ce n’è alla successiva superiorità numerica per gli austriaci: succede di tutto, Smith si trova senza bastone ma prende qualsiasi cosa, e anche questa volta si passa indenni. Il resto della gara è ben gestito dal Milano e sostanzialmente senza storia.
Sugli scudi Jake Smith, che ha tenuto in piedi il Milano nei lunghi momenti difficili e – per la cronaca – oltre allo shutout ha anche messo a referto un assist (sul gol del 2-0). Per lui un avvio di stagione da incorniciare. Partita non facile, con qualcosa da rivedere soprattutto in fase difensiva, ma prima tenuta insieme da lottatori come Diego Cuglietta poi spaccata, letteralmente aperta in due, dagli special teams rossoblu: pk che sa soffrire e sacrificarsi mettendoci il cuore e il corpo, powerplay assolutamente letale. La sensazione è che il livello tecnico e di intelligenza hockeystica nel roster milanese sia tale che, una volta superata la fase di assestamento sia fisico che di sistema, non sarà facile per nessuno affrontare il Milano. Chiusura tutta per Blake McLaughlin. Quando lo abbiamo presentato, al suo arrivo, abbiamo sottolineato una sua caratteristica particolare maturata nella carriera universitaria in America: quando lui segna, la squadra vince. Beh, pare che in Europa la storia non sia cambiata, perché siamo a due su due. Per cui lo ripetiamo, ora con l’entusiasmo di averlo vissuto sulla nostra pelle: Blake McLaughlin, “The game changer”.

(foto: Alessandro Fisco)

Author: Carlo Sansilvestri