Asiago-Milano 2-5

Il Milano torna in Italia e sfida l’Asiago in un ‘superclassico’ dell’hockey nostrano. Rientra Frycklund, ancora fuori Allison, mentre un virus influenzale ferma Berti, debilita Smith (che comunque scende sul ghiaccio) e indebolisce altri elementi del roster. Almeno 250 tifosi rossoblu rendono casa il Palaghiaccio di Trento. La differenza di categoria (i giallorossi militano in Alps) è subito evidente, i rossoblu dominano e sfiorano la rete a più riprese. La mancanza dell’aspetto psicologico del confronto con avversarie di ICE, rispetto al WellCard Trophy, rende meno importante il risultato e il paragone diretto con l’avversario: lo scopo stasera è oliare i meccanismi e accumulare ghiaccio, per cui si alternano fasi di intesa ad alto livello ad altre con qualche errore e quindi qualche rischio. Nel primo drittel l’unica rete è di Nick Caamano.
Secondo periodo sulla stessa linea: nella prima metà il Milano gioca con ordine e lucidità, in pochi entusiasmanti minuti ancora Caamano (pp), Finoro e MacLaughlin segnano ampliando il vantaggio a quattro reti. A metà drittel Smith torna negli spogliatoi lasciando la porta a Santangelo, goalie sportivamente prestato dall’Asiago vista la situazione.
Nel terzo periodo i rossoblu rallentano, la debilitazione influenzale comincia a pesare su alcuni elementi (McKegg torna negli spogliatoi e Houde sale al centro del primo blocco). L’Asiago accorcia con Szypula, Saracino segna il 5-1 e Marchetti fissa il punteggio sul 5-2. Complessivamente Milano in ottima crescita come intesa, ancora da trovare la completa condizione fisica ( si nota che a tratti ancora mancano ‘le gambe’) ma ci sono sprazzi di vero spettacolo, in cui oltre al talento dei singoli comincia a brillare qualche geometria di cui godere (tanto). Peccato per un bel gol di Frycklund annullato a causa di una penalità a favore del Milano fischiata mezzo secondo prima che il disco entrasse; il suo, comunque, un rientro di peso. Da segnalare la convocazione come terzo portiere di Tomasello, erede di un’altra importante dinastia dal sangue rossoblu. Finisce con la squadra sotto il gigantesco e assordante settore milanese.

Author: Carlo Sansilvestri