L’hockey è uno spot fisico, ma è importante saper usare anche la testa.
Fine aprile 2015, Quebec, si gioca gara-sette della finale di QMJHL tra Val d’Or Foreurs e Baie Comeau Drakkar. Lo score è sul 3-3, ma a meno di un minuto dalla fine i padroni di casa passano in vantaggio e vincono. Sul megaschermo del palazzo viene proiettato un video irriverente verso gli sconfitti, che rifiutano quindi lo hand-shaking con gli avversari. Ne nasce una rissa in cui è coinvolto, tra i protagonisti, Chad Pietroniro, che gioca nei Drakkar. Un linesman lo prende di forza e lo trascina con difficoltà fuori dal ghiaccio dicendogli qualcosa. La tensione è alle stelle, ma Chad sceglie – appunto – di usare la testa.
Il fatto che lo faccia senza utilizzare tutta la sua forza, e che il linesman non riporti lesioni, fa sì che per Chad le giornate di squalifica da scontare a inizio stagione successiva siano 14 e non 20.
E’ solo un episodio naturalmente, ma va detto subito: Chad è un energy player che gioca fisicamente, fa il lavoro “sporco”, apre spazi, crea occasioni, applica un forechecking infernale, protegge i compagni usando per ciascuno di questi scopi i metodi più adatti. Sì, è un eufemismo.
Per intenderci, se mai doveste sentirlo parlare di boarding pass e di luoghi come Canada, Francia, Gran Bretagna, Italia, non si starebbe riferendo alla carta d’imbarco ed ai corrispondenti viaggi, ma a qualche card a punti ottenuta dopo un tot di squalifiche per boarding accumulate in svariate leghe in giro per il mondo. Se esiste, lui la ha di sicuro. Forse più di una.
Canadese con cittadinanza italiana, stecca destra, 180 cm per 86 kg, nasce l’8 luglio 1996 nell’area di Montréal; la sua fase junior si sviluppa tra Stati Uniti e Québec.
Gioca in diverse leghe: QMAAA (ora QM18AAA, development league in Quebec), NAPHL, QMJHL, USHL. In questa fase della carriera gira prevalentemente da centro. Non ha una produzione enorme in termini di punti, ma è il tipico centro che “si sente” sotto tutti i punti di vista.
Interessante il breakdown delle sue statistiche: in QMAAA gioca 44 partite con 24 (13+11) punti, 92 PIM. In QMJHL, prevalentemente con le maglie dei Baie-Comeau Drakkar e dei Sherbrooke Phoenix, accumula 13 punti (5+8) e 178 PIM in 88 gare. In USHL sono 21 le partite giocate, con 5 punti (3+2) e 148 minuti di penalità derivanti prevalentemente da una sequenza di un certo livello di fights.
Il carattere c’è, insomma. Sì, è un eufemismo anche questo.
L’ultimo anno da junior lo passa in QJHL (un’altra lega nello stato francofono del Canada), con la maglia dei Terrebonne Cobras. Realizza 52 punti (21+31) in 59 gare conquistando la Napa Cup, ovvero la vittoria di lega. Per non perdere le buone abitudini, i minuti di penalità sono 162.
Nel 2017 Chad attraversa l’Atlantico e viene in Italia, accasandosi ad Asiago. Con la maglia giallorossa conquista l’Alps Hockey League già nella stagione 2017-18, ma non trova spazio a causa del turn over degli “stranieri”: solo due presenze.
Anche in conseguenza di questo contesto, coach Tom Barrasso, che non vuole sprecare il talento di Chad, decide di sfruttare la sua fisicità e la sua duttilità utilizzandolo anche in fase difensiva con la consapevolezza di poterlo spostare nel blocco offensivo in caso di necessità, sia come centro che come ala. L’effetto è immediato, nella stagione 2018/19 Pietroniro ha molto più spazio e alternandosi nei vari ruoli mette a referto 19 punti (8+11) in 27 partite, con un plus/minus di +13. L’anno successivo l’Asiago vince lo Scudetto. Chad realizza 29 punti (18+11) in 44 partite di Alps Hockey League con +14 di plus/minus, e 3 punti (1+2) nelle 6 gare di campionato italiano; complessivamente, è il miglior bottino della sua esperienza asiaghese.
Dopo un triennio sull’Altopiano, arriva il trasferimento al Cortina, dove disputa una delle migliori stagioni della carriera. Realizzando 38 punti (14+24) in 41 partite di Alps Hockey League, 3 punti (2+1) in 3 gare di Continental Cup e 1 punto in una gara di Supercoppa, mette in carniere un bottino ragguardevole
Successivamente, nel 2021, decide di rimettersi in gioco all’estero. Mulhouse in Ligue Magnus (15 punti in 34 partite), una manciata di partite in ECHL e poi i Cardiff Devils in EIHL (5 punti in 43 gare) gli consentono di confrontarsi con realtà molto diverse, accumulando esperienza e ampliando ulteriormente il proprio bagaglio tecnico prima del ritorno in Italia, dove continua a dimostrare di poter ricoprire più ruoli all’interno dello stesso sistema di gioco. Chad Pietroniro non è il classico difensore offensivo né un vero e proprio attaccante difensivo: è piuttosto un giocatore capace di adattarsi alle necessità della squadra, portando intensità, fisicità e affidabilità in entrambe le fasi.
Passa altri due buoni anni in Alps, a Merano e di nuovo al Cortina, sempre con una media superiore a 0,5 punti/partita alternandosi nei ruoli di difensore, ala o centro in base alle necessità.
Complessivamente, in Alps Hockey League le partite giocate da Chad sono 207, con un bottino di 138 punti (68 gol e 70 assist), 280 minuti di penalità e +37 di plus/minus.
Il tempo passato in panca punti è sempre rilevante, ma più proporzionato rispetto alle esperienze da junior. Potremmo forse dire che sta mettendo la testa a posto? Potremmo, ma considerati i precedenti specifici nel settore, non lo diremo.
Per lui, è giunto il momento del salto in ICE. Per noi, di rivedere il nome “Pietroniro” stampato sulle spalle di una maglia rossoblu. E con lui in pista, molto probabilmente non sarà l’unica cosa stampata su qualcos’altro.
A Milano, nelle intenzioni di coach Shedden, Chad verrà inizialmente impiegato come difensore.
Parenti (dei) Serpenti episodio 4: la dinastia Pietroniro
Chad è figlio d’arte. Il padre Marco disputò diverse stagioni in Italia negli anni ’90. Tre gli anni vissuti giocando nel Milano – di cui uno da capitano (95/96) – con un totale, tra campionato e Alpenliga, di 129 gare e 126 punti a referto (61+65) con la maglia rossoblu. Indimenticabile e indimenticato.
Indubbiamente, Marco ha trasmesso ai figli una passione che è diventata una tradizione di famiglia. Chad, infatti, è uno dei cinque fratelli Pietroniro, che conosciamo bene: oltre a lui anche Phil, Matteo, Kris e Massimo hanno intrapreso la carriera hockeistica.
Appesi i pattini al chiodo, Marco Pietroniro ha intrapreso un lungo percorso da allenatore e da manager in Nord America.
Attualmente è Direttore Sportivo della Universel Academy/College di Montreal, con tre sedi in Nord America, dedicata allo sviluppo di studenti-atleti fino ai 20 anni e finalizzata al loro instradamento in un percorso attraverso Hockey giovanile, Junior, Universitario e leghe professionistiche. In questo contesto, gestisce varie franchigie di categoria.
Qualche mese fa, Pietroniro ha reso pubblico un progetto per l’apertura di una sede dell’Academy in Italia, avendo trovato un accordo con il gestore del PalaSesto per partire già dalla stagione 2026/27. Contestualmente, allo scopo di offrire ai giovani una prima squadra di riferimento, è stata presentata alla FISG la richiesta di iscrizione di un team alla Alps Hockey League. La richiesta non ha avuto riscontro, motivo per cui il progetto non è partito.
Con la nascita del Milano Hockey Club, tuttavia, da molte parti si è auspicata una possibile futura collaborazione tra i due progetti, una volta consolidata la presenza in ICE.
L’acquisizione di Chad Pietroniro è sicuramente interessante anche sotto questo punto di vista. Se naturalmente non costituisce di per sé un elemento concreto in quella direzione, è quantomeno segnale di una più generica apertura reciproca.