Ferencvaros-Milano 3-0 (0-0, 0-0, 3-0)
Milano alle prese con la trasferta più lunga della stagione, ospite in quel di Budapest del Ferencvaros, formazione inscritta dalla scorsa stagione in ICE Hockey League. I rossoblu ci arrivano a punteggio pieno accompagnati da uno sparuto gruppo di fedelissimi tifosi che non fanno mancare il proprio sostegno.
Coach Shedden conferma il line-up di mercoledì. Spazio dunque a Chiodo in prima linea con McKegg e Dal Colle, con lo spostamento di Finoro in terza e Houde in quarta. L’avvio è segnato da una penalità del Ferencvaros, ma il Milano fatica a gestire il power play andando al tiro solo allo scadere della superiorità. Al 9’04” la situazione si ripete e i rossoblu fanno anche peggio concedendo un doppio 1 vs 0 agli attaccanti di casa. Caamano lanciato in contropiede non riesce a bucare Nagy sotto ai gambali. In parità numerica leggero predominio milanese con McKegg che prova la conclusione in più occasioni. Finoro lanciato da Saracino non riesce a concludere così sul finire del terzo è ancora una volta il Ferencvaros a provare a passare in vantaggio, sfruttando l’ennesimo errore di gestione del disco con il Milano in power play.
L’avvio del secondo periodo vede i rossoblu ancora in difficoltà: gli ungheresi questa volta trovano la conclusione verso la porta di Smith con più continuità costringendo il goalie milanese a sbrogliare la situazione in più di una occasione. Al 4’30” è salvato dal palo, così quando Dello si siede in panca puniti, è inevitabile presagire il peggio. Ma è Saracino ad avere l’occasione migliore: lanciato in contropiede solitario tira sui gambali di Nagy. A metà periodo Valentine concede una nuova superiorità numerica ai padroni di casa ma ancora una volta è la squadra in penalty killing a sfiorare il gol: Cuglietta servito sottoporta da McKegg sembra trovare il varco giusto ma il disco si ferma incredibilmente sotto ai gambali del portiere di casa. Il Milano cresce andando vicino alla segnatura in più occasioni ma sul finire del terzo è ancora Smith a salvare il risultato con una decisiva doppia parata in occasione di un cambio di linea sbagliato.
Il terzo drittel inizia sulla falsariga del precedente: il Ferencvaros si insedia nel terzo offensivo costringendo i rossoblu sulla difensiva. Il gol dei padroni di casa ne è quasi la logica conseguenza. Savoie serve il disco sottogabbia a Silye che sblocca il punteggio superando un incolpevole Smith. Alla ripresa del gioco Caamano si ritrova il disco giusto sulla stecca ma l’attaccante canadese non trova la stoccata vincente. Come nelle precedenti tre gare è la seconda linea milanese a sviluppare il gioco migliore nel terzo d’attacco. Caamano recupera un disco, si lancia in contropiede ma ancora una volta la sua conclusione si infrange contro Nagy. E’ l’ultimo sussulto milanese. Il calo fisico della formazione di Shedden appare ancor più evidente che nella partita di mercoledì contro i Pioneers. Le trame offensive si fanno sempre più confusionarie e imprecise.
Nei minuti finali Shedden chiama timeout e alla prima occasione Smith lascia spazio al sesto uomo di movimento, ma che non sia giornata pare ormai troppo chiaro. L’ultimo tentativo di McKegg si infrange sulle stecche avversarie, il Ferencvaros recupera il disco e va a segnare con Kestila. Smith esce ancora ma Heljanko realizza il secondo empty net gol degli ungheresi: inevitabile forse quando le gambe non girano come dovrebbero.
Arriva così la prima sconfitta della stagione, contro un avversario non irresistibile ì ma che è stato in grado di approfittare del netto calo fisico milanese.
Un calo prevedibile, forse, per una formazione che si è riunita tardi rispetto alle contendenti e che si è trovata costretta ad affrontare diversi problemi logistici per potersi allenare. Il fitto calendario (domani si gioca a Vienna) non aiuta: servirà stringere i denti e serrare i ranghi. Si fa poi indispensabile una maggiore freddezza sottoporta: i troppi errori di oggi hanno senza dubbio pesato sul risultato finale.
Resta da segnalare, ancora una volta, la buona prestazione di Smith, ottimo tra i pali.