Mamma mia, here we go again!

Mamma mia, here I go again – my, my, how can I resist you?
Mamma mia, does it show again?
My, my, just how much I’ve missed you?


Può sembrare strano citare la Svezia non per Nicklas Lidstrom o Borje Salming ma per gli  Abba, tuttavia è difficile trovare parole più adatte a esprimere in qualche modo il sentimento di per sé inesprimibile che dilaga in questi giorni. Ogni giocatore che esce dalla zona arrivi di Malpensa è un battito in più che rianima un elettrocardiogramma piatto si, ma mai completamente: 

Yes, I’ve been brokenhearted
Blue since the day we parted
Why, why did I ever let you go?
Mamma mia, now I really know
My, my, I could never let you go

Perché in realtà non l’abbiamo mai lasciata andare via del tutto.

Anche solo come legame occulto ma vivo tra gente che  dopo anni senza ghiaccio si incrociava per caso ed era come essere ancora lì, come tutti quei ‘Maledetta Primavera’ sentiti per caso a matrimoni, compleanni o semplicemente alla radio e mai lasciati proseguire nella loro banale versione originale, come quelle singole parole ormai private per sempre della loro etimologia – ma che ne sa lo Zingarelli… –  e destinate ad essere eterni link mentali a concetti magari non sempre da dolce stil novo ma indubbiamente efficaci: saracinesca, lupo, piretro, panettoni, zucchero ( ah, il cantautorato italiano quello di livello), vipera, leone, indiano (due volte) e mille altre …..

E, naturalmente, quell’accostamento cromatico per cui lottare che non potresti dimenticare nemmeno se lo volessi: te lo ricordano mille situazioni in ogni momento del tempo, in ogni angolo dello spazio, dolce ed infinita tortura. Perché diciamolo: è bellissimo in tutte le sue tonalità. Rosso e blu.

I can’t count all the times that I’ve told you we’re through
And when you go, when you slam the door
I think you know that you won’t be away too long
You know that I’m not that strong 
and I can hear a bell ring (One more look) and I forget everything.

Soprattutto, te lo ripropone il cielo al crepuscolo, e non è un caso: quando brilla in tutto il suo splendore, è preludio alla sua fine, ma poi c’è sempre un altro crepuscolo.

E’ così, facciamocene una ragione, un ciclo dopo l’altro, con mille variabili e solo due costanti: noi e i colori.

È un problema ?

So I made up my mind, it must come to an end
Look at me now, will I ever learn?


I don’t know how, but I suddenly lose control
There’s a fire within my soul.

sta arrivando, sta arrivando, sta arrivando …

Author: Carlo Sansilvestri