Diego Cuglietta, il lottatore.

Quando la tua squadra è sotto 0-3 e un tuo giocatore mette a referto un assist e due gol guidando una rimonta che alla fine ti porta ad una vittoria per 4-3, non hai solo guadagnato punti insperati per la classifica, ma anche – o forse soprattutto – la consapevolezza di avere a roster uno di quegli uomini su cui puoi contare quando le espressioni sugli altri volti cominciano a trasmettersi reciprocamente il concetto di “impossibile”, e serve uno sguardo diverso per interrompere quella deleteria, fatale catena. Lo sguardo, i gol e l’assist, in questo caso, sono di Diego Cuglietta, con la maglia del Renon, contro i Red Bull Hockey Juniors nell’ottobre 2025.

Da oggi, Diego gioca per il Milano HC.

Nato a Kamloops, British Columbia, il 12 Agosto 1995, ma con profonde radici italiane (i nonni emigrarono in Nord America), è un centro di stecca sinistra alto 180 cm per 80 kg.

Ha doppio passaporto, per cui risulta domestic player.

La carriera junior di Diego parte in KIJHL (Kootenay International Junior Hockey League), nei Kamloops Storm, con la cui maglia realizza 47 punti (18+29) in 62 partite.

Un ottimo risultato che gli vale la chiamata in BCHL (British Columbia Hockey League) da parte dei Merritt Centennials.

In tre stagioni registra 134 punti (42+102) in 158 partite mettendo in mostra le sue qualità principali: velocità, intelligenza tattica, elevata capacità realizzativa. Tutto ciò gli vale l’offerta di una scolarship da parte della Lake Superior State University, che Diego accetta,

Con la maglia dei Lakers – la stessa indossata quarant’anni prima con la “C” sul petto da Kim Gellert – Cuglietta disputa quattro stagioni in NCAA, crescendo progressivamente fino a vivere una memorabile, ultima annata nel 2018-19. Dopo un intenso lavoro estivo sulla preparazione atletica per intensificare la fisicità del suo gioco, chiude la stagione con 25 gol in 38 partite, risultando il miglior marcatore – in termini di gol realizzati – dell’intera NCAA a livello nazionale, e guadagnandosi la fama di uno tra i migliori puck-handlers della lega.

Le sue prestazioni gli valgono la nomination all’Hobey Baker Award, il più prestigioso riconoscimento individuale del college hockey americano, assegnato non soltanto in base al rendimento sul ghiaccio ma anche considerando leadership, correttezza sportiva e risultati accademici. Nella stessa stagione viene inserito nel First Team All-WCHA, una delle più storiche conference della NCAA (che dal 2021 opera solo a livello di hockey femminile). Conquista anche il premio di MVP del Great Lakes Invitational, un torneo universitario a inviti di grande tradizione che si svolge tra Natale e Capodanno, a cui partecipano ogni anno quattro squadre. Si distingue, infine, per un aspetto la cui importanza è spesso non sufficientemente sottolineata: è fortissimo negli ingaggi, chiudendo al secondo posto a livello nazionale per faceoff vinti col 56,5%.

Terminata l’esperienza universitaria con 100 punti (50+50) in 147 partite, nel marzo 2019 Cuglietta firma il suo primo contratto professionistico con i Texas Stars in AHL, nell’organizzazione dei Dallas Stars. L’esordio è immediato e arrivano anche i primi punti.  Consolidarsi in una lega che tende a privilegiare i prospetti scelti al draft NHL, tuttavia, non è semplice, e giocatori come Diego sono spesso costretti, per trovare spazio, a snaturare un po’ il proprio gioco rimodulandolo con una maggior componente difensiva.

Il lato positivo di questo processo è la trasformazione in attaccante più completo. Alle qualità già evidenti — rapidità, intelligenza hockeistica, visione di gioco e capacità di finalizzazione — Diego aggiungerà progressivamente una notevole solidità nella fase difensiva, un forechecking aggressivo ed efficace e la versatilità necessaria per poter essere schierato in ogni situazione speciale, dal power play al penalty killing.

Cuglietta comincia il classico up and down tra AHL ed ECHL, ove ritrova maggiore continuità offensiva: tra  Idaho Steelheads, Utah Grizzlies, Indy Fuel e Greenville Swamp Rabbits, in East Coast Hockey League realizza 53 punti complessivi (22+31) in 85 partite. I totali AHL di Diego saranno invece di 5 punti, 2 gol e 3 assist, in 27 gare.

La svolta arriva nell’estate del 2022, quando sceglie di trasferirsi in Italia e accetta la proposta dell’Hockey Cortina. L’adattamento al gioco europeo – fattore non scontato – è immediato. Nella stagione d’esordio trascina la formazione ampezzana fino alle finali di Alps Hockey League e alla vittoria nel campionato italiano, risultando il miglior marcatore dei playoff di Alps Hockey League con 21 punti e il miglior assist-man della post season con 12 passaggi decisivi. Il complessivo di stagione in Alps dice 63 punti (25+38) in 51 partite.

Rimane un secondo anno a Cortina, raggiungendo una seconda finale in Alps, la vittoria in Supercoppa e mantenendo ottime stats: 51 punti (25+26) in 41 gare.

Nel 2024 passa al Renon. In due stagioni vince un’altra Supercoppa italiana (segnando tre gol) e continua a distinguersi anche sul piano individuale, venendo più volte nominato Top Performer di turno dalla Alps Hockey League e vedendo alcuni dei suoi gol inseriti tra i candidati a Goal of the Season. Nell’arco del biennio coi Buam mette a segno 110 punti (46+64) in 80 gare nella lega transfrontaliera.

Il suo quadriennio in Alps si chiude, complessivamente, con 174 punti (76+98) in 129 partite di regular season e 50 punti (20+30) in 43 gare di playoff. Niente male.

In questo stesso arco di tempo, vanno evidenziati anche i 12 punti (6+6) in 12 gare riferite al campionato italiano, 4 punti (3+1) in due gare di Supercoppa (entrambe vinte), 12 punti (5+7) in 9 gare di Continental Cup, 3 punti (2+1) in tre gare con la maglia azzurra.

Per uno dei giocatori più incisivi in Alps, il richiamo della ICE Hockey League è a questo punto naturale quanto il richiamo della foresta nel romanzo di Jack London.

Diego è pronto. Lo sguardo è sempre lo stesso; la maglia, invece, è quella del Milano.

Author: Carlo Sansilvestri