Arriva dal NZZ, il Neue Zürcher Zeitung, ripreso dal sito svizzero
Heshootshescoores.com, un altro tassello nel complesso puzzle del cosiddetto
“Progetto ICE Hockey League” che vedrebbe una nuova squadra milanese iscriversi
alla lega privata internazionale già dalla stagione 2026/2027.
Si tratta di una conferma a voci già circolate riguardo il coinvolgimento
nel progetto milanese di Chris McSorley, attualmente GM, coach, direttore
sportivo, membro del CdA e comproprietario dell’HC Sierre in Swiss League.
House of Doge, braccio operativo della società internazionale di
criptovalute Dogecoin Foundation e principale finanziatore del progetto
meneghino, è già sponsor e azionista dell’HC Sierre. Da qui la sinergia con la
società svizzera.
Secondo NZZ, McSorley apparirebbe come General Manager del team milanese
all’interno della richiesta d’iscrizione inviata alla ICE. Non è chiaro se si
tratti di una posizione “formale” o, più probabilmente, temporaneamente
operativa in questa fase inziale in cui struttura societaria, staff tecnico e
squadra devono presumibilmente essere costruiti contestualmente e non in
sequenza a causa dei tempi stretti: la stagione ICE parte poco dopo metà
Settembre.
Consigliabile dunque utilizzare in questa fase una struttura “in famiglia”,
già esistente e ben oliata.
McSorley, ex coach di Lugano e Ginevra, figura tecnico/manageriale eclettica
e di grande esperienza, potrebbe, sempre secondo NZZ, lavorare prioritariamente
su un aspetto estremamente delicato, quello della costruzione della quota di
giocatori di passaporto italiano obbligatoria per i regolamenti ICE, sfruttando
il “tesoretto” di hockeysti di origine italiana attualmente in Svizzera.
Considerando il limitato bacino nazionale di adeguato livello, peraltro già
ampiamente utilizzato da Bolzano e Val Pusteria – che certamente non si
lasceranno aggredire i roster da una nuova arrivata per il cui accesso alla
lega dovranno esprimere il proprio voto – si tratta di una attività
fondamentale.
Esce anche, su NZZ, il nome del possibile coach del futuro sodalizio
milanese.
Si tratta di Doug Shedden, in uscita da Bolzano, una lunga carriera da
giocatore e allenatore (anche a Lugano), con un passaggio, durante la stagione
2014/15, sulla panchina del Milano Rossoblu a fianco di Pat Curcio. Un “tocco”
che in pochi hanno dimenticato.
Sul secondo fronte di grande delicatezza, quello del palazzo, è certamente
fondamentale l’attività dell’altro pilastro del progetto-Milano: la Intercom
Dr. Leitner alla cui guida c’è l’imprenditore Christoph Leitner, colui che in
questa fase starebbe anche tenendo i contatti con i vertici della ICE.
L’azienda di Vipiteno (Leitner è anche nel CdA del Vipiteno che milita in Alps
Hockey League) si è occupata delle tecnologie del ghiaccio per quanto riguarda
gli impianti olimpici, e potrebbe avere un ruolo decisivo per quanto riguarda
il completamento, nei tempi estremamente limitati a disposizione, della pista
all’interno della cosiddetta struttura temporanea a Rho-Fiera che il presidente
della Fondazione Fiera, Giovanni Bozzetti, ha più volte promesso per Ottobre.
Si sta dunque delineando la dinamica di rapida crescita del progetto.
Un piano che in tutte le interviste rilasciate finora dai diretti
interessati sembrerebbe finalizzato al lungo termine, e che andrebbe a
innestarsi su un progetto sostenuto dalla FISG atto ad ampliare la base hockeystica
cittadina agendo, appunto, sull’impiantistica e sullo sviluppo dei settori
giovanili centrandosi sull’attività dell’Hockey Club Devils Milano. Cosa che ha
peraltro causato l’impropria estensione del nome Devils, in alcuni articoli
della stampa nazionale ed estera, alla futura squadra ICE, creando quello che è
un probabile malinteso, ma che andrebbe chiarito.
A questo proposito, rimane infatti ancora da interpretare una questione
decisiva per capire se la lunga tradizione hockeystica milanese,
importantissima in tutti i suoi aspetti e colori ma oggettivamente condensatasi
in maniera largamente preponderante, ormai da quasi quarant’anni, nei colori
rossoblu e nella piazza che li sostiene – la stessa piazza che ha riempito i
palazzetti negli ultimi quattro decenni e che riempirebbe anche Rho-Fiera,
la piazza che si è voluta mostrare rumorosamente, numericamente e cromaticamente,
come si suol dire, “Alive and kicking” nella manifestazione del 10 Gennaio –
sarà realmente coinvolta in questo progetto.
Non ci sono ancora notizie ufficiali, infatti, sul nome ed i colori della
quadra che dovrebbe giocare in ICE hockey league. Alcuni “rumours” che giungono
confermando il rossoblu non sono, come tali, ancora sufficienti per usare
l’aggettivo “nostra” davanti al nome – per ora comune di cosa femminile
singolare – “squadra”.
Milano in ICE? Un aggiornamento
Arriva dal NZZ, il Neue Zürcher Zeitung, ripreso dal sito svizzero
Heshootshescoores.com, un altro tassello nel complesso puzzle del cosiddetto
“Progetto ICE Hockey League” che vedrebbe una nuova squadra milanese iscriversi
alla lega privata internazionale già dalla stagione 2026/2027.
Si tratta di una conferma a voci già circolate riguardo il coinvolgimento
nel progetto milanese di Chris McSorley, attualmente GM, coach, direttore
sportivo, membro del CdA e comproprietario dell’HC Sierre in Swiss League.
House of Doge, braccio operativo della società internazionale di
criptovalute Dogecoin Foundation e principale finanziatore del progetto
meneghino, è già sponsor e azionista dell’HC Sierre. Da qui la sinergia con la
società svizzera.
Secondo NZZ, McSorley apparirebbe come General Manager del team milanese
all’interno della richiesta d’iscrizione inviata alla ICE. Non è chiaro se si
tratti di una posizione “formale” o, più probabilmente, temporaneamente
operativa in questa fase inziale in cui struttura societaria, staff tecnico e
squadra devono presumibilmente essere costruiti contestualmente e non in
sequenza a causa dei tempi stretti: la stagione ICE parte poco dopo metà
Settembre.
Consigliabile dunque utilizzare in questa fase una struttura “in famiglia”,
già esistente e ben oliata.
McSorley, ex coach di Lugano e Ginevra, figura tecnico/manageriale eclettica
e di grande esperienza, potrebbe, sempre secondo NZZ, lavorare prioritariamente
su un aspetto estremamente delicato, quello della costruzione della quota di
giocatori di passaporto italiano obbligatoria per i regolamenti ICE, sfruttando
il “tesoretto” di hockeysti di origine italiana attualmente in Svizzera.
Considerando il limitato bacino nazionale di adeguato livello, peraltro già
ampiamente utilizzato da Bolzano e Val Pusteria – che certamente non si
lasceranno aggredire i roster da una nuova arrivata per il cui accesso alla
lega dovranno esprimere il proprio voto – si tratta di una attività
fondamentale.
Esce anche, su NZZ, il nome del possibile coach del futuro sodalizio
milanese.
Si tratta di Doug Shedden, in uscita da Bolzano, una lunga carriera da
giocatore e allenatore (anche a Lugano), con un passaggio, durante la stagione
2014/15, sulla panchina del Milano Rossoblu a fianco di Pat Curcio. Un “tocco”
che in pochi hanno dimenticato.
Sul secondo fronte di grande delicatezza, quello del palazzo, è certamente
fondamentale l’attività dell’altro pilastro del progetto-Milano: la Intercom
Dr. Leitner alla cui guida c’è l’imprenditore Christoph Leitner, colui che in
questa fase starebbe anche tenendo i contatti con i vertici della ICE.
L’azienda di Vipiteno (Leitner è anche nel CdA del Vipiteno che milita in Alps
Hockey League) si è occupata delle tecnologie del ghiaccio per quanto riguarda
gli impianti olimpici, e potrebbe avere un ruolo decisivo per quanto riguarda
il completamento, nei tempi estremamente limitati a disposizione, della pista
all’interno della cosiddetta struttura temporanea a Rho-Fiera che il presidente
della Fondazione Fiera, Giovanni Bozzetti, ha più volte promesso per Ottobre.
Si sta dunque delineando la dinamica di rapida crescita del progetto.
Un piano che in tutte le interviste rilasciate finora dai diretti
interessati sembrerebbe finalizzato al lungo termine, e che andrebbe a
innestarsi su un progetto sostenuto dalla FISG atto ad ampliare la base hockeystica
cittadina agendo, appunto, sull’impiantistica e sullo sviluppo dei settori
giovanili centrandosi sull’attività dell’Hockey Club Devils Milano. Cosa che ha
peraltro causato l’impropria estensione del nome Devils, in alcuni articoli
della stampa nazionale ed estera, alla futura squadra ICE, creando quello che è
un probabile malinteso, ma che andrebbe chiarito.
A questo proposito, rimane infatti ancora da interpretare una questione
decisiva per capire se la lunga tradizione hockeystica milanese,
importantissima in tutti i suoi aspetti e colori ma oggettivamente condensatasi
in maniera largamente preponderante, ormai da quasi quarant’anni, nei colori
rossoblu e nella piazza che li sostiene – la stessa piazza che ha riempito i
palazzetti negli ultimi quattro decenni e che riempirebbe anche Rho-Fiera,
la piazza che si è voluta mostrare rumorosamente, numericamente e cromaticamente,
come si suol dire, “Alive and kicking” nella manifestazione del 10 Gennaio –
sarà realmente coinvolta in questo progetto.
Non ci sono ancora notizie ufficiali, infatti, sul nome ed i colori della
quadra che dovrebbe giocare in ICE hockey league. Alcuni “rumours” che giungono
confermando il rossoblu non sono, come tali, ancora sufficienti per usare
l’aggettivo “nostra” davanti al nome – per ora comune di cosa femminile
singolare – “squadra”.