Addio ad Orazio De Toni, l’artefice di una serata da sogno

La grande famiglia dell’hockey saluta Orazio De Toni, storico giocatore dell’Alleghe ma protagonista di un’importante parentesi in maglia milanese. Nato nel 1941, cresciuto hockeysticamente nelle Civette, vive probabilmente le sue migliori stagioni in città, vestendo la maglia dei Diavoli tra il 1967 e il 1970.

Quasi “costretto” ad abbandonare la squadra della vita in seguito alla tragica alluvione del 1966 che obbliga gli agordini ad interrompere l’attività agonistica, fa parte del manipolo di alleghesi che Tullio Monzino porta a Milano per provare a porre fine allo strapotere del Cortina dei fratelli Da Rin.

Orazio, Orlando e Walter si aggiungono così a Renato De Toni ed insieme a Gianfranco Rudatis danno linfa vitale ad un roster che fatica a rivivere i fasti del recente passato. L’innesto di un fenomeno come Pat Adair porta poi i Diavoli a contendere nuovamente lo scudetto al Cortina. Sono infatti tutti sul ghiaccio in occasione del ritorno alla vittoria dei milanesi sugli ampezzani dopo ben quattro stagioni. Un gol di Adair e un Viale assoluto protagonista con ben 52 parate bastano per vincere 1-0. Il campionato è avvincente ma i Diavoli Milano sponsorizzati Vov deve accontentarsi della seconda piazza al termine di uno spareggio perso, non senza recriminazioni, 7-5. Chissà se l’esito sarebbe potuto essere diverso se Brivio, Paracchini e Rigamonti non fossero andati a giocare a Torino. Orazio De Toni termina la stagione andando in doppia cifra alla voce reti segnate.

Si tratta del canto del cigno per i Diavoli, incapaci negli anni a venire di essere altrettanto competitivi. Adair viene confermato ma saluterà infatti la truppa allenata da coach Ruzicka in avvio della stagione successiva. Il roster dei Diavoli subisce così un forte ridimensionamento anche a causa del ritorno ad Alleghe dei De Toni: tutti, ad eccezione proprio di Orazio che resta a Milano diventandone assoluto protagonista. Tra i pochi momenti esaltanti della stagione si ricorda infatti una nuova vittoria sul Cortina: se Viale si conferma ai livelli della partita della stagione precedente è De Toni a prendere in mano le redini dell’attacco, vestendone i panni del fenomeno, bucando due volte il forte Jack Siemon: 2-1 per i milanesi con il Cortina che non ci sta e ricorre anche alle maniere ruvide nel tentativo di ribaltare il match (l’incontro è segnato da una bastonata di Da Rin a Gallo costretto a ricorrere alle cure del medico). Orazio è sul ghiaccio anche nella gara di ritorno, quando i Diavoli, orfani dello squalificato Viale, si presentano sul ghiaccio senza portiere utilizzando sei giocatori di movimento per tutto l’incontro. È una mattanza: nel risultato, finisce 19-2 per il Cortina, nel modo, Orazio De Toni subisce un infortunio al piede terminando anzitempo la stagione mentre Werner Holzner abbandona il ghiaccio in polemica contro il gioco duro del Cortina e l’eccessiva tolleranza degli arbitri. In sole 11 presenze De Toni va a segno in 9 occasioni guadagnandosi le prime convocazioni in nazionale con cui va a segno in amichevole.

Orazio si ferma a Milano anche la stagione successiva, continuando a vestire la casacca numero 15 dei Diavoli ora sponsorizzati Standa. L’allenatore della squadra è Federici mentre il direttore tecnico della nazionale è Bryan Whittal. Al termine di una buona stagione, chiusa ancora in doppia cifra alla voce marcature, il De Toni “milanese” viene convocato per disputare i mondiali di Galati, in Romania. L’Italia, chiudendo il girone al secondo posto, si guadagna la promozione in gruppo B. Con tre gol (compreso quello decisivo ai fini della classifica contro l’Austria) e un assist in sei incontri Orazio è tra i protagonisti della spedizione. Maturato come giocatore, alla soglia dei trent’anni, De Toni decide di tornare a casa, nella sua Alleghe, proseguendo la carriera agonistica ai piedi del monte Civetta fino alla fine degli anni ’70. Se appare normale che il suo nome compaia nella storia di Alleghe e della sua squadra è doveroso ricordarlo nelle pagine che raccontano la storia dell’hockey milanese, non fosse altro per quelle righe a lui dedicate sul Corriere dell’Informazione: “Se Viale è stato il protagonista della partita, della difesa, Orazio De Toni è risultato il più positivo dell’attacco: ha segnato due gol al grande Siemon, con freddezza e con abilità, ha spesso messo in difficoltà i terzini avversari, sfiorando addirittura il terzo gol”. In quella notte lontana ha vestito i panni dell’eroe per coloro che assiepavano le balaustre del Palazzo del Ghiaccio di via Piranesi. A nome di tutti loro, grazie.

Author: Claudio Nicoletti