{"id":92,"date":"2020-03-16T12:44:12","date_gmt":"2020-03-16T12:44:12","guid":{"rendered":"http:\/\/milanosiamonoi.com\/?p=92"},"modified":"2021-11-05T08:55:53","modified_gmt":"2021-11-05T08:55:53","slug":"rinaldo-ron-sartor","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/2020\/03\/16\/rinaldo-ron-sartor\/","title":{"rendered":"Rinaldo &#8220;Ron&#8221; Sartor"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-justify\">Anni di ricerche su internet per ricostruire la storia dell&#8217;hockey milanese, poi un giorno vieni contattato da un uomo che ha giocato a Milano, sponda Diavoli Rossoneri,  nei primi anni &#8217;50, che decide di farti partecipe dei suoi ricordi, ti manda foto d&#8217;epoca, pensieri, opinioni personali con uno scambio continuo di mail. Non si dimentica neppure di farti gli auguri nei periodi delle feste magari mandando un articolo di un giornale di Sault Ste. Marie di qualche decennio prima per parlarti di quella eccezionale nevicata del 1957. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Ecco Rinaldo Sartor, persona disponibile, energica, divertente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\">Rinaldo Sartor, classe 1931, canadese originario di Azzano Decimo, Udine, \u00e8 un fiume in piena e al ritmo di due\/tre mail al giorno racconta alcuni degli aneddoti della sua carriera italiana.<br>\u201cVenire in Italia per giocare ad hockey nel paese di mio padre \u00e8 stata una delle pi\u00f9 grandi esperienze della mia vita. Ci vollero sette giorni di viaggio da Sault Ste Marie a Milano. Fui il ragazzo pi\u00f9 felice della terra scendendo dal treno nel capoluogo lombardo. Rimasi stupito dalle sculture e dai marmi della stazione centrale: avevo letto molto dell&#8217;Italia ma vederla di persona fu un&#8217;altra cosa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"747\" height=\"1011\" src=\"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sartorduomo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11153\" srcset=\"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sartorduomo.jpg 747w, https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sartorduomo-222x300.jpg 222w, https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sartorduomo-74x100.jpg 74w, https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sartorduomo-37x50.jpg 37w, https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sartorduomo-18x25.jpg 18w, https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sartorduomo-740x1002.jpg 740w\" sizes=\"(max-width: 747px) 100vw, 747px\" \/><figcaption>Sartor e Fregonese in piazza del Duomo.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\">Sartor non fu il solo giocatore italo canadese arrivato in quella stagione. Era pratica comune in quegli anni che la federazione portasse nel bel paese giovani giocatori oriundi per poi dividerli tra le varie formazioni partecipanti al campionato italiano<br>\u201cIl terzo giorno a Milano gli allenatori scelsero i giocatori e le squadre con cui avremmo giocato. Io fui scelto per fare il centro nei Diavoli Rossoneri, formazione in cui trovai Aldo Federici, Bucchetti, Bedogni, Fresia, De Felice, Pete Roy e Spike Bremner. Eravamo una squadra corta ma molto buona, allenata da coach Bestagini: giocammo dodici incontri vincendoli tutti. Io risultai essere il miglior marcatore della squadra. Di quella stagione conservo ancora le foto di alcune gare e della festa per la vittoria del campionato\u201d.<br>Si parla del campionato 1952-53, conclusosi con la finale scudetto tra i Diavoli Rosso Neri e l&#8217;Hockey Club Milano. Le leggende raccontano di una partita combattuta, in bilico nel punteggio ma con il Milano allenato da Franco Rossi avanti fino al termine del secondo periodo. Si racconta anche di un rientro nello spogliatoio dei Diavoli particolarmente acceso con un Bestagini in grado di \u201cscuotere\u201d i suoi giocatori in un modo poco ortodosso. Impossibile per me non fare domande ad uno dei protagonisti di questo storico incontro, giocato ormai oltre cinquantacinque anni fa.<br>\u201cHo incontrato Carlo Longarini (giocatore del Bolzano negli anni &#8217;60 ndr) al casin\u00f2: molti di noi vecchi italiani andiamo li qualche ora tutti i giorni. Abbiamo parlato dei giorni passati in Italia e di hockey. Quel campionato si concluse a Bolzano: noi dei Diavoli Rossoneri vincemmo i primi quattro incontri per poi giocarci il titolo contro il Milano Inter. Fu una partita molto combattuta, anche nel punteggio. Eravamo nel nostro spogliatoio quando un giocatore del Milano apr\u00ec la porta dicendo di volermi parlare. Uscimmo in corridoio e mi disse che Rossi, il suo allenatore, avrebbe dato 10000 lire a ogni giocatore che ci avesse realizzato un gol. Questo giocatore mi chiese di lasciarlo andare qualora avesse avuto il disco cos\u00ec da poter segnare e guadagnarsi quei soldi. Nel &#8217;53 il cambio lira dollaro corrispondeva a circa 630 lire per un dollaro, 10000 lire erano quindi circa 16 dollari. Fu una cosa che mi fece arrabbiare molto e per questo raccontai tutto al resto della squadra. Entrammo sul ghiaccio per giocare il terzo periodo: noi pattinammo pi\u00f9 forte e veloce e questo ci consent\u00ec di vincere il campionato. Loro avevano qualche giocatore in pi\u00f9 ma noi vincemmo giocando con il cuore, al 100% delle nostre possibilit\u00e0.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"752\" height=\"431\" src=\"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/53.-DRN-Sartor.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8412\" srcset=\"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/53.-DRN-Sartor.jpg 752w, https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/53.-DRN-Sartor-300x172.jpg 300w, https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/53.-DRN-Sartor-100x57.jpg 100w, https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/53.-DRN-Sartor-50x29.jpg 50w, https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/53.-DRN-Sartor-25x14.jpg 25w, https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/53.-DRN-Sartor-740x424.jpg 740w\" sizes=\"(max-width: 752px) 100vw, 752px\" \/><figcaption>Sartor, primo accosciato a sx, con i Diavoli<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\"><br>Come detto Rinaldo \u00e8 un serbatoio di aneddoti, la sua mente corre veloce a quei giorni ed \u00e8 fiero di potere raccontare qualsiasi cosa possa essere di interesse.<br>\u201cAndammo in trasferta ad Auronzo, dove giocava un altro dei ragazzi provenienti dal Canada, Don Lato. Al nostro arrivo faceva un gran freddo e si faceva fatica a respirare a causa dell&#8217;altitudine. La nostra squadra era pi\u00f9 forte malgrado fosse pi\u00f9 \u201dcorta\u201d: per combattere il freddo durante gli intervalli avevamo un bicchiere di vino caldo con le mele. Al termine dell&#8217;incontro eravamo tutti mezzi ubriachi e felici. Non si pu\u00f2 dire che fu una partita \u201cseria\u201d ma alla fine eravamo tutti amici, andammo al bar per bere qualche drink cantando qualche canzone italiana: fu una trasferta bellissima\u201d.<br>Non solo trasferte italiane per Sartor e compagni che con quella che lui chiama \u201cinternational team\u201d, una sorta di \u201cAll Star Team con tutti i migliori giocatori provenienti dalle squadre italiane\u201d (in alcune occasioni la nazionale in altre i Diavoli rinforzati ndr) attravers\u00f2 l&#8217;Europa affrontando esperienze diverse sotto tutti i punti di vista.<br>La sua memoria va in particolare ad un incontro giocato alle pendici del Monte Bianco contro lo Chamonix:<br>\u201cIl palaghiaccio era all&#8217;aperto e faceva veramente freddo ma i francesi erano belle persone. Durante gli intervalli ci portarono the caldo e biscotti: difficilmente un giocatore di hockey mangia durante la gara ma era un incontro amichevole come quello giocato ad Auronzo. Vincemmo anche quella partita. La citt\u00e0 di Chamonix era grande, andammo a mangiare, ballare e quindi al Casin\u00f2: fu una trasferta perfetta\u201d.<br>Non solo esperienze positive per quella formazione e per Sartor che ha un ricordo ancora vivo di una trasferta in terra austriaca<br>\u201cIl palaghiaccio di Innsbruck era all&#8217;aperto e per raggiungere la pista di gioco dovemmo pattinare su duecento piedi di superficie ghiacciata. La nostra squadra era nettamente pi\u00f9 forte tanto che il punteggio dopo neanche due periodi di gioco era di 4-0 per noi. Il pubblico era arrabbiato, negli angoli della pista c&#8217;erano delle reti di protezione. Io e De Felice stavamo lottando per il controllo del disco in un angolo quando un tifoso austriaco urt\u00f2 il mio compagno attraverso la rete. Lui si alter\u00f2 e cominci\u00f2 a colpire le persone con la stecca costringendo l&#8217;arbitro ad interrompere il gioco per una decina di minuti. Quando l&#8217;incontro ricominci\u00f2 la folla ci lanci\u00f2 addosso delle bottiglie. Alla fine del periodo l&#8217;allenatore ci disse che forse sarebbe stato meglio perdere la partita per uscire vivi da quella situazione. Cominciammo cos\u00ec il terzo tempo giocando come bambini tanto che l&#8217;Innsbruck ci rimont\u00f2 vincendo per 5-4. Al termine della gara i tifosi austriaci continuarono a inveire colpendoci con calci e pugni mentre uscivamo dal ghiaccio. Ci barricammo nello spogliatoio e loro cercarono di entrare. Fortuna volle che fosse presente il console italiano che parlava austriaco e spieg\u00f2 alla folla che avrebbe sollevato un caso internazionale nel caso qualcuno avesse colpito un nostro giocatore.<br>Quando fummo sul treno che ci avrebbe riportato a Milano, entrarono nel nostro compartimento due poliziotti che cercavano De Felice. Lo fecero scendere dal convoglio per portarlo alla stazione di polizia di Innsbruck dove lo tennero in cella per una notte perch\u00e8 aveva dato il via alla rissa dello stadio. Lo \u201crispedirono\u201d a Milano solo il giorno dopo, credo che impar\u00f2 la lezione&#8230;\u201d<br>Gi\u00e0 forse la impar\u00f2 personalmente me li immagino al casin\u00f2 mentre ricordano quei fatti facendosi quattro sane risate: purtroppo Sartor rimase a Milano una sola stagione.<br>\u201cFurono tante le ragioni che mi portarono in Italia. Io sono nato in Canada ma il mio cuore \u00e8 italo canadese, per i miei genitore sarebbe stato meglio che io frequentassi altre famiglie canadesi che non erano come noi italiane cos\u00ec io decisi di partire per scoprire l&#8217;Italia. Ho imparato che gli italiani sono le persone pi\u00f9 calde e socievoli fra tutti coloro che ho incontrato nella mia vita, sono sempre stati gentili con me. La paga per giocare ad hockey era buona e la federazione italiana fu sempre disponibile nei miei confronti. Ho poi avuto modo di vedere posti in Europa che non avevo mai visto prima, e tutto il nord Italia, inclusa Venezia. Ma la cosa pi\u00f9 importante fu incontrare i miei nonni ad Azzano Decimo. Rimasi li quattro giorni con i miei parenti, alcuni dei loro amici e i miei cari nonni. A quel tempo quello era un viaggio di una vita. Mi offrirono di tornare a giocare a Milano, di andare in Svizzera a Zurigo o in Francia a Chamonix. Io ho ancora qualche rimpianto ma avevo un buon lavoro per cui decisi di rimanere in Canada\u201d<br>Un vero peccato per la nazionale italiana&#8230;<br>Grazie Rinaldo, italiano di Sault Ste Marie, canadese di Azzano Decimo, Udine&#8230;  <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anni di ricerche su internet per ricostruire la storia dell&#8217;hockey milanese, poi un giorno vieni contattato da un uomo che ha giocato a Milano, sponda&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":94,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","footnotes":""},"categories":[5,3],"tags":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/sartor.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=92"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11156,"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/92\/revisions\/11156"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/94"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=92"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=92"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=92"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}