{"id":194,"date":"2020-03-20T16:02:35","date_gmt":"2020-03-20T16:02:35","guid":{"rendered":"http:\/\/milanosiamonoi.com\/?p=194"},"modified":"2020-03-28T17:09:14","modified_gmt":"2020-03-28T17:09:14","slug":"i-cantori-rossoblu-fabio-verga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/2020\/03\/20\/i-cantori-rossoblu-fabio-verga\/","title":{"rendered":"I cantori rossoblu &#8211; Fabio Verga"},"content":{"rendered":"\r\n<p>Neanche il tempo di sedersi, tirare fuori il taccuino e fare mente locale su domande e argomenti ed \u00e8 proprio lui, il nostro ospite Fabio Verga, a partire come un fiume in piena. Apre il libro dei ricordi, vivissimi, quasi che non fossero passati pi\u00f9 di vent&#8217;anni da quel giorno dell&#8217;autunno 1986 quando l&#8217;allora giovanissimo collaboratore delle pagine sportive milanesi de &#8220;Il Giornale&#8221; fu spedito dal capo-redattore Roberto Perrone alla presentazione del Saimex: &#8220;Vai un p\u00f2 a vedere se \u00e8 una belinata o se merita!&#8221;.<br \/>&#8220;Non potevo immaginare che quel primo impatto con l&#8217;hockey avrebbe cambiato la mia vita- ricorda con orgoglio e forse un pizzico di nostalgia- di certo rimasi colpito dalla flemma con la quale Massimo Moretti snocciolava programmi e obiettivi come se il disegno che avrebbe portato di l\u00ec a pochi anni al trionfo del Saima fosse gi\u00e0 chiaro nella sua mente. In serata il Milano sconfisse 23-0 lo Zanica e il mio capo-redattore si convinse che pattini e bastoni meritassero uno spazio fisso: mi affid\u00f2 50 righe nei giorni delle gare casalinghe da utilizzare per interviste ai protagonisti, pi\u00f9 60 il giorno dopo per la cronaca dei match. Inizi\u00f2 cos\u00ec, e per sei anni quel mondo divenne il mio, influenzando notevolmente i miei destini lavorativi&#8221;.<br \/>Oggi stimato professionista nel campo dell&#8217;organizzazione di eventi e gestione delle risorse umane, con clienti del calibro di Milan e Inter, per una sera riveste i panni del Fabio Verga che i tifosi rossoblu hanno imparato ad apprezzare come telecronista del biennio magico &#8217;90-&#8217;92. Molti aficionados di vecchia data recitano tuttora a memoria alcuni passaggi del suo commento nella storica vhs dello scudetto: &#8221; Pensare che fu registrato a braccio, pochi giorni dopo il trionfo, dalle 10 di sera alle 6 del mattino perch\u00e8 era l&#8217;ora in cui gli studi di Telelombardia erano liberi. Una notte trascorsa con Leo Siegel ed un tecnico tifosissimo rossoblu a sbobinare partita per partita, frammento per frammento. Una faticaccia, ma era il giusto suggello ad una stagione in cui il boom dell&#8217;hockey era passato anche attraverso l&#8217;accordo con l&#8217;emittente. Ricordo che per vincere lo scetticismo iniziale del responsabile Ruggero Muttarini feci i primi collegamenti a ottobre per il telegiornale accordandomi con l&#8217;Armata perch\u00e8 facessero un p\u00f2 di casino in modo da attirare l&#8217;attenzione. Si convinsero, ci diedero 10 milioni e cos\u00ec riuscimmo a coprire l&#8217;intera stagione collaborando con le tv delle varie localit\u00e0 per le gare in trasferta, le cui cassette mi venivano recapitate al mattino dal tuttofare del Milano Luciano Ded\u00e8&#8221;.<br \/>A quel punto della storia Fabio era gi\u00e0 entrato nell&#8217;entourage del Milano e del Forum, il nuovo avveniristico palazzo dello sport progettato per unire la fruizione dell&#8217;evento sportivo ad altre attivit\u00e0 collaterali di svago: &#8220;Dopo un triennio come cronista al Giornale, ero ormai inserito in quella speciale famiglia che era l&#8217;ambiente Saima e cos\u00ec appena terminato il militare un giorno Moretti mi convoc\u00f2 nel suo ufficio per mostrarmi il progetto del Forum: Fabio c&#8217;\u00e8 un problema,- mi disse- io adoro l&#8217;hockey ma mia moglie (Maria Luisa Cabassi, figlia di Giuseppe il patron del Milano, ndr) e le mie 4 figlie al Piranesi hanno freddo e sono scomode, cos\u00ec ho pensato a questo&#8230;Mio suocero \u00e8 d&#8217;accordo, vuoi lavorare per noi? Cos\u00ec tra il serio e il faceto Moretti mi illustr\u00f2 le sue intenzioni e iniziai a lavorare per lui. Quando venne inaugurato il palazzo nel 1990 assunsi un incarico nell&#8217;organizzazione, alle dirette dipendenze di Tony Cappellari ( gi\u00e0 storico G.M. dell&#8217;Olimpia Milano, ndr)&#8221;.<br \/>Una figura che non ha avuto il giusto spazio nelle cronache saimine del tempo \u00e8 proprio quella di Cappellari, deus ex machina della grande Olimpia, ma anche consigliere principale di Ron Chipperfield: &#8221; Ron sapeva tutto di hockey, ma non aveva mai lavorato in una realt\u00e0 come Milano e cos\u00ec da uomo intelligente quale \u00e8, individu\u00f2 in Tony una figura di riferimento per la gestione della squadra fuori pista. I loro briefing erano quasi quotidiani e Tony fin\u00ec per appassionarsi al Saima tanto da venire a Dusseldorf come semplice tifoso. Sia dal punto di vista umano che professionale gli devo molto, non fosse altro perch\u00e8 non mi licenzi\u00f2 quando lo mandai platealmente a quel paese proprio durante la trasferta tedesca: mai sentito uno russare cos\u00ec forte, fui costretto a dormire nella vasca da bagno!&#8221;.<br \/>Ron Chipperfield evidentemente aveva fiuto per i tipi svegli e non c&#8217;\u00e8 da stupirsi se, nel partire per il Canada alla ricerca dei giocatori giusti per il roster &#8217;90-&#8217;91, si raccomand\u00f2 proprio a Fabio affinch\u00e8 seguisse la trattativa per portare in rossoblu un certo John Vecchiarelli: &#8221; Il Pirata era inizialmente conteso tra Merano e Cortina, che vantavano entrambe un contratto firmato, ma non appena seppe della pi\u00f9 sostanziosa offerta milanese fece capire di aver scelto la Saima. Forte della volont\u00e0 del giocatore e facendo leva sulla evidente irregolarit\u00e0 della situazione, mi inserii nella trattativa. Tra i due litiganti il terzo gode e cos\u00ec posso ancora oggi vantarmi di aver comprato Vecchiarelli e di aver chiuso imbattuto la mia brevissima carriera come G.M.! D&#8217;altronde da uno come Ron c&#8217;era solo da imparare, pensate che la notte dello scudetto dopo la festa in Galleria e la cena, mentre tutti ancora brindavano, mi prese sottobraccio e mi port\u00f2 in una stanza appartata: ok Fabio, iniziamo a pensare alla prossima stagione; e ricominci\u00f2 a lavorare&#8221;.<br \/>Chip costru\u00ec un Milano di campioni, ma anche di personaggi particolari, non certo uno spogliatoio facile da gestire: &#8220;Mah, si \u00e8 favoleggiato molto su quello spogliatoio e sul fatto che Vairo non avesse la situazione in mano. Tutte balle, vi posso assicurare che quando Lou parlava non volava una mosca. E&#8217; vero che aveva un rapporto paritario coi leaders Manno e Stewart, ma di fronte agli altri la sua figura non veniva mai messa in discussione. Fosse stata una polveriera non si spiegherebbero imprese come la vittoria sul Turku. Una bella lezione per lo spocchioso coach finnico che andando a vedere gli allenamenti della Steaua sentenzi\u00f2: beh gli italiani non saranno molto meglio di questi! La supponenza aument\u00f2 dopo il loro gol iniziale, ma quando si accorsero che col Saima non si scherzava erano gi\u00e0 irrimediabilmente sotto 4-1&#8221;.<br \/>Gli si illuminano gli occhi a ripercorrere quei giorni, ulteriore riprova che chi ha avuto la fortuna di vivere la realt\u00e0 hockeistica rossoblu in quegli anni ne conserva un ricordo indelebile: &#8220;E&#8217; stato un periodo bellissimo, uno di quei rari momenti nella vita in cui ti senti parte di qualcosa di unico. L&#8217;hockey esercita un fascino incredibile e la Saima di allora, con quel pubblico e quei giocatori fu davvero speciale. Sono ancora affezionato a gente come Stewart, che se qualcuno sgarrava lo appendeva all&#8217;armadietto (Fiore, ndr), ma anche a tipi tranquilli come Foglietta. Certo erano un filo guasconi, magari qualcuno si fumava una sigaretta tra un tempo e l&#8217;altro, ma in pista furono una grande squadra. Rico Rossi era il pi\u00f9 matto: una volta in pre-season organizz\u00f2 un party nel residence di Binasco dove alloggiavano i giocatori. Dopo un p\u00f2 dalle case vicine chiamarono la polizia che presto buss\u00f2 alla porta. Rico apr\u00ec e senza dir nulla gliela sbatt\u00e8 in faccia; poi, prima di tornare ai bagordi, incroci\u00f2 Stewart e gli disse: Billy \u00e8 il tuo appartamento, sono cazzi tuoi!&#8221;.<br \/>La serata scorre cos\u00ec, tra una birra e un aneddoto, come fossimo di nuovo al Quadrifoglio col Tomella che abbassa le saracinesche. Prima dei saluti Fabio non si sottrae al giochino del Dream Team: &#8220;Vado per affetto: Zumofen in porta, Stewart e Fascinato in difesa, Chabot, Lavallee e Vecchiarelli in attacco&#8221; e ci tiene a ricordare un&#8217;altra figura fondamentale: &#8220;Credetemi ragazzi, Luciano Ded\u00e8 fu il segreto del Saima. Non era un semplice accompagnatore, bens\u00ec l&#8217;autentico collante dello spogliatoio a disposizione assoluta dei giocatori per 14 ore al giorno. Risolveva tutti i problemi, piccoli e grandi, e amava il Milano come pochi. Lui davvero potrebbe scriverci un libro su quegli anni&#8221;.<br \/>Ecco l&#8217;ultimo regalo di Fabio Verga per noi: la dritta sul prossimo personaggio da intervistare per proseguire il nostro lavoro di ricerca. Riusciamo anche a strappargli la promessa di tornare un giorno a vedere una partita e magari di consegnare alla causa il suo primogenito: &#8220;Ha 7 anni e credo voglia provare con l&#8217;hockey, devo vincere le resistenze di mia moglie&#8221;. Ne varrebbe la pena Fabio, per la Saima!<br \/>da Milanosiamonoi, agosto 2007, di Giorgio Prando\u00a0 (hanno collaborato Stefano Bertoldi e Andreas Tonazzi)<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><a href=\"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/2020\/03\/20\/i-cantori-rossoblu-leo-siegel\/\">1\u00b0 puntata &#8211; Leo Siegel<\/a><\/p>\r\n<p><a href=\"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/2020\/03\/20\/i-cantori-rossoblu-danilo-freri\/\">2\u00b0 puntata &#8211; Danilo Freri<\/a><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Neanche il tempo di sedersi, tirare fuori il taccuino e fare mente locale su domande e argomenti ed \u00e8 proprio lui, il nostro ospite Fabio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":196,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","footnotes":""},"categories":[5,3],"tags":[57,40,53,64,61,66,54,62,65,58,63],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/fabio_verga.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/194"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=194"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/194\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":286,"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/194\/revisions\/286"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/196"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=194"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=194"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=194"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}