{"id":121,"date":"2020-03-19T10:32:47","date_gmt":"2020-03-19T10:32:47","guid":{"rendered":"http:\/\/milanosiamonoi.com\/?p=121"},"modified":"2020-03-19T10:33:20","modified_gmt":"2020-03-19T10:33:20","slug":"campionato-2016-17-unsung-heroes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milanosiamonoi.com\/index.php\/2020\/03\/19\/campionato-2016-17-unsung-heroes\/","title":{"rendered":"Campionato 2016-17: &#8220;Unsung Heroes&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>Milanosiamonoi ha sempre celebrato i giocatori pi\u00f9 o meno forti, pi\u00f9 o meno famosi che hanno fatto la storia della squadra milanese. Carlo Sansilvestri in questo articolo celebrativo della vittoria del campionato di serie B 2016-17 ci racconta degli \u201cUnsung heroes\u201d di quella stagione. C\u2019\u00e8 sempre un po\u2019 di destino in queste storie a lieto fine che fanno \u2013 tra l\u2019altro \u2013 da contenitore per molte vicende personali pi\u00f9 o meno note al pubblico, tenute pi\u00f9 o meno dentro, gi\u00f9, profonde nell\u2019anima di ciascuno dei protagonisti. La vittoria del Milano non fa eccezione. Ognuno dei ragazzi certamente avr\u00e0 avuto un sussulto in quel momento &#8211; cos\u00ec strano -in cui dopo ore di tensione, di rumori, di luci, di folla, improvvisamente cala il silenzio e ci si trova soli con se stessi a considerare dove \u00e8 sfociato il proprio fiume e a dirsi: \u201cper\u00f2, hai visto?\u201d. Alcune di queste storie sono gi\u00e0 dominio pubblico, altre forse verranno fuori raccontate come aneddoti con la coppa sullo sfondo, molte altre no, ed \u00e8 giusto cos\u00ec. Per il resto, basta la dichiarazione di Marcello Borghi riferita alla squadra: \u201cSiamo una famiglia\u201d per chiudere il discorso, rendendo sovrabbondate ogni ulteriore commento. Rimane forse una sola cosa da fare: l\u2019hockey, per sua natura sport di sacrificio, favorisce la genesi di \u201cunsung heroes\u201d, ovvero uomini fondamentali che non ricevono adeguato riconoscimento perch\u00e9 il loro ruolo, o qualche loro atto, per quanto decisivo, \u00e8\u00a0meno visibile di quanto meriterebbe; cos\u00ec, se da un lato vanno certamente sottolineate le gesta di coach Da Rin, dei top scorers rossoblu, di Tura, dei giovani guerrieri \u00a0(indimenticabili i gol pesanti di Asinelli e il carattere di Fadani riassunto mirabilmente nel fight di gara-3 col Merano), della difesa tutta che regge una stagione in condizioni cronicamente estreme, di un lottatore come Terzago che con sulla testa la spada di Damocle di un pregresso infortunio gioca playoff da tigre, di tutti i ragazzi dal primo all&#8217;ultimo, ci sono tre \u201csassolini\u201d \u2013 in questo caso in senso positivo \u2013 che molto soggettivamente vorrei togliermi dalla scarpa. <strong>Unsung hero<\/strong>. Appunto. Fede Betti risponde presente al richiamo di un Milano con la difesa decimata dalle circostanze. Gioca sostanzialmente le partite\u00a0in casa, per questioni di lavoro. Non \u00e8 un giovane promettente, non \u00e8 un acquisto che profuma di nuovo, non \u00e8 un tipo di giocatore vistoso. Eppure, siamo certi che senza di lui il Milano sarebbe qui a festeggiare? E\u2019 una domanda che ha senso porsi. Betti diventa addirittura vitale nelle serie col Merano. Le tre partite casalinghe sono tre battaglie, tutte vinte col fiatone, tutte con gli altoatesini in grado di portare l\u2019ultimo assedio avendo sulla stecca il disco del pareggio. Betti \u00e8 un terzino d\u2019esperienza, di carattere, fisicamente c\u2019\u00e8, non \u00e8 scattante come un ragazzino, non ha i riflessi di un ventenne, ma a tratti tiene in ordine un reparto a corto d\u2019ossigeno e di lucidit\u00e0 in momenti chiave. E\u2019 una serie in cui basta un disco sbagliato, una distrazione, un tremore alle gambe, per cambiare tutto. Il Milano \u00e8 squadra relativamente giovane e qualche calo mentale si vede nei momenti difficili. Betti ha il merito di una presenza poco vistosa ma molto di sostanza che forse influisce pi\u00f9 di quanto si potrebbe pensare nell\u2019economia di questi playoff. Indimenticabile anche il fight nella royal rumble col Merano, un momento fondamentale nella dinamica psicologica della serie. Per non parlare della sua presenza scaccia-streghe nelle due ultime gare di finale gravate dalla pesante assenza di capitan Re. Immortale. <strong>Deus ex machina<\/strong>. Forse un po\u2019 altisonante, come titolo, ma Andrea Schina \u00e8 stato un giocatore importantissimo in questa stagione, in particolare in questi playoff. Terzino a spiccata propensione offensiva, \u00e8 quel tipo di giocatore che se ingrana ti cambia il destino. Beh, ha ingranato. I 27 punti in 20 partite di regular season sono un dato importante di per s\u00e9, ma lo diventano ancor pi\u00f9 se paragonati ai 15 in 12 gare di playoff. Considerata l\u2019abbondanza di squadre \u00a0degne di ogni rispetto ma oggetto di costante goleada presenti in questo campionato, mantenere quasi invariata la media punti\/partita passando da stagione regolare a playoff \u00e8 un dato di gran rilievo. E\u2019 terzo marcatore assoluto (e di squadra) nei playoff, con solo 4 punti meno di Perna. Non solo: Andrea non fa un bottino spropositato nella vittoria 11-2 a Pergine, unica gara agevole di questa post-season, il che significa che i suoi gol e i suoi assist sono ben distribuiti nelle gare pi\u00f9 tese e complesse. A dire il vero, la sensazione ben radicata \u00e8 che Schina abbia risolto molte situazioni ingarbugliate, segnando reti in momenti chiave, calando \u2013 appunto \u2013 come un deus ex machina a togliere le castagne dal fuoco, costituendo una minaccia continua dalla blu per le difese avversarie. Da ricordare anche due suoi fondamentali empty net goasl segnati con grande abilit\u00e0\u00a0e notevole acume contro Merano e Appiano. Forse soffre un po\u2019 l\u00e0 dietro contro le linee pi\u00f9 fisiche, forse prende qualche penalit\u00e0 evitabile in momenti delicati, tuttavia il suo ruolo in questa vittoria \u00e8 senza dubbio di primissimo piano. Artigliere scelto. <strong>Semper fidelis<\/strong>. Se c\u2019\u00e8 un giocatore che ha dimostrato negli anni attaccamento, amore, addirittura fame di rossoblu, \u00e8 senz\u2019altro colui che il destino ha giustamente premiato con lo winning-gol di questo campionato. Con ci\u00f2 non si vuole sminuire l\u2019attaccamento di molti altri \u201cmilanesi\u201d alla maglia, ma se si fa una proporzione tra i problemi e le traversie costantemente legate alla permanenza in rossoblu e la volont\u00e0 di superarle anche con sacrifici e rinunce, anche a costo di mettere in gioco la propria carriera hockeystica, Marcello Borghi non ha rivali. Poco importa che siano questioni note o meno, quelle che non lo sono tali resteranno. Basti sapere che se da anni Marcello veste questi colori non \u00e8 n\u00e9 un caso n\u00e9 una banalit\u00e0: \u00e8 il risultato di carattere, determinazione e fedelt\u00e0 non comuni. Caratteristiche che poi \u2013 inevitabilmente \u2013 risaltano anche in pista. Tutto ci\u00f2, in un ambiente come quello milanese, vale anche pi\u00f9 del (notevole) suo secondo posto nella classifica marcatori di questi playoff coi due fiori all\u2019occhiello delle reti in gara-5, segnate con la C sul petto. E\u2019 la consacrazione del prototipo saimino; non conta la serie, non conta il conto, non contano le sirene, non conta quanto bisogna lottare per vestirla: la maglia prima di tutto. Grazie. &#8216;Unsung heroes&#8217;<\/p>\n\n\n\n<p>foto Carola Semino<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milanosiamonoi ha sempre celebrato i giocatori pi\u00f9 o meno forti, pi\u00f9 o meno famosi che hanno fatto la storia della squadra milanese. 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