Valpusteria-Milano 9-3 (5-1; 4-0; 0-2)

vallorani e campanale

Il conto, probabilmente inevitabile, è estremamente salato. Terza sconfitta consecutiva per il Milano, ma con un rapido crollo in atto per quanto riguarda la capacità di opporsi al “nemico”: dalla battaglia di Brunico di dodici giorni fa, persa al fotofinish, attraverso la gara interna con l’Asiago, tenuta in piedi fino a metà tempo e poi mollata di schianto, fino alla debacle di stasera. Assenti Fontanive, Migliore, Piccinelli, Gherardi e Latin, i rossoblu portano i giovanissimi Folini, Asinelli e Marini: impossibile reggere in queste condizioni, che sono purtroppo ormai quasi una routine.
Già dall’inizio il Valpusteria prende saldamente in mano le redini della gara, passa con Devos, subisce il temporaneo pareggio di Lutz dalla blu – a onor del vero i ragazzi in pista non mollano mai – e poi dilaga con Devos, Hofer, Oberrauch e Crepaz, a chiudere sul 5-1 un drittel infernale in cui Tesini sostituisce Caffi dopo la quarta rete dei padroni di casa. Poco da dire su una situazione impari in cui tuttavia i rossoblu rinunciano anche all’unica accortezza applicabile per limitare l’attacco avversario, ovvero la disciplina: tre falli nella seconda metà del periodo costano altrettante inferiorità numeriche da cui nascono i due gol gialloneri (terzo e quarto) che uccidono la partita. Nella seconda frazione i Lupi non accennano minimamente ad abbassare la pressione, e la partita assume una tale dinamica che, dopo altre due reti di Oberrauch, Curcio deve rimettere in porta Caffi per cercare di limitare i danni. D’altronde, ormai, siamo in piena accademia: il Milano lotta per l’orgoglio ma il Valpusteria se alza il ritmo fa quello che vuole. Altri due gol (Berzins e Devos) fissano il parziale al termine del secondo periodo sulla soglia della doppia cifra: 9-1. Nel terzo drittel i padroni di casa sostituiscono il portiere (Kosta al posto di Kuhn) e calano un po’il ritmo, mentre il Milano, a riprova del suo spirito indomito, ha ancora voglia di lottare per l’onore. Prima Gron in powerplay e poi Campanale riducono il divario, mentre la difese regge sufficientemente bene da tenere fermo lo score pusterese e da chiudere la gara evitando una disfatta numericamente più pesante. Poco da aggiungere alle già scontate considerazioni sul fatto che col roster in queste condizioni e di queste dimensioni diventa proibitivo competere, soprattutto con squadre come il Valpusteria, ma anche in senso più generale, considerati i ritmi frenetici a cui si giocherà nei prossimi venti giorni. Difficile chiedere di più a ragazzi che fino a due settimana fa hanno fatto impazzire l’ambiente a suon di mezzi miracoli e che anche oggi hanno lottato fino all’ultimo entro i limiti delle loro umane possibilità.

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