Posts Tagged ‘popolo rossoblu’

Milano-Asiago 3-5 (0-3; 1-0; 2-2)

wam

‘Chi non ha memoria alzi gli occhi e ripassi la nostra storia’
È l’invito – spettacolare e grande quanto un intero rettilineo dell’Agorà- con cui la Curva del Milano apre la stagione del ‘novantesimo’, riprendendo la sua tradizionale maestria nel pensare e creare coreografie esattamente dove l’aveva lasciata sei mesi fa, quando il Tazzoli di Torino fu trasformato in un’indimenticabile opera d’arte rossoblu. Novanta sono gli anni passati dalla fondazione del primo Hockey Club Milano. Alzando gli occhi, la storia la si legge sugli stendardi appesi al soffitto del palazzo- anch’essi posti dalla CdM – che ora registrano tutte le vittorie accumulate in questa lunghissima cavalcata. Con un po’ di commozione nel cuore, si può quindi aprire la  stagione 2013/14, che offre subito la sfida con i campioni d’Italia dell’Asiago.
La burocrazia ( stavolta quella della federazione francese, che non invia il transfer) impedisce a Ranallo di giocare, ma appena il Milano scende in pista con la nuova, fiammante maglia rossa, tutto ciò che è pensiero e ragionamento svanisce,  mentre cala implacabile quell’irrazionalità assoluta che significa solo una cosa: modalità Saima on, modalità estate (fuck) off.

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Dalle parole ai fatti: domani torna il popolo rossoblu

popolo rossoblu

C’è qualcosa di speciale – ogni anno – nel momento in cui il Milano torna sul ghiaccio.
Ovvio: è la fine di mesi (quest’anno 6, un’eternità) di attesa, di lontananza dal profumo del ghiaccio e dalle maglie di quei due colori là, di vuoto più o meno intenso e completo dentro.
Cose che sappiamo bene, a cui siamo ormai abituati. Da qualche anno, a dire il vero, questo momento ha una ricchezza in più, che in un certo senso sottolinea in maniera ancora più netta la natura-Saima.
Ora che la tecnologia ha permesso il proliferare di villaggi ‘virtuali’ sui social networks, coi loro (notevoli) vantaggi e i loro (notevoli) rovesci della medaglia, la riapertura dei portoni del tempio conduce con sè il pregevole passaggio tra la lunga e dura fase “parole” e la sempre benvenuta fase “fatti”.

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It’s Saimatime: primi appuntamenti della stagione

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Domenica 15 Settembre 2013, alle ore 19, prove generali di campionato all’Agorà: il Valpellice vice-campione d’Italia e detentore della Coppa Italia, saggerà il grado di preparazione del nuovo Milano di coach Insam. Ingresso 5 Euro ( gratis per gli abbonati che hanno sottoscritto il 21 Giugno).

Altro appuntamento fondamentale della pre-season rossoblu sarà Mercoledì 18 Settembre: al Bobino Club di via Alzaia Naviglio Grande 116, Festa d’inizio stagione con presentazione della squadra al popolo rossoblu. L’inizio della serata è fissato per le ore 19.

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1993-2013, il richiamo dell’orgoglio.

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Nelle biblioteche di noi vecchi e malati saimini – ovvero quelli che i globuli rossi li hanno rossi ma i globuli bianchi li hanno ormai blu, quelli come il nostro amico Marino che da tre anni e qualche giorno insegna il forechecking agli angeli – ci sono alcuni volumi immancabili, imprescindibili, intoccabili da mani profane. Uno di questi si intitola “Milano Siamo Noi”: ripercorre la storia del Milano partendo dal 1985 e chiudendo con la nascita della Sportivi Ghiaccio Milano, la squadra che nel 1993 resuscitò il Rossoblu dopo un anno di temporanea assenza dal ghiaccio conseguente alla chiusura dell’HCM a fine stagione ’91/’92. Una squadra tuttora adorata da chi l’ha vissuta, una stagione tuttora ricordata come pura leggenda da chi c’era. Cosa vinse la SGM? Nulla, eppure rimane oggi come simbolo assoluto di quel che Saima significa, di quel che l’hockey Milano è per la sua gente: è un risultato mistico, per ottenere il quale non contano gol e scudetti, ma spirito, clima, atmosfera, chimica tra squadra, società e tifosi. E quell’anno, malgrado un roster senza superstar o quasi, tutte quelle cose si svilupparono in maniera organica e perfetta: poche risorse, una situazione organizzativa tutta da costruire, ma tanto cuore, tanta umiltà e, sul ghiaccio, gente con palle enormi, per essere chiari. Chi c’era, rivedendo oggi quella maglia, prova ancora un brivido. Non è freddo, è orgoglio. Sono passati vent’anni? Ma va, dai, non può essere, era ieri, tutto ancora troppo vivo. Ieri, oggi e domani.  E dopodomani, quando comincia una nuova stagione, già battezzata “anno dell’orgoglio”. Cosa vuol dire esattamente? Cosa significa? Forse è difficile spiegarlo a parole. Ad ogni modo, la risposta, per chi la vuole cercare, non sta certo nel dizionario alla voce “orgoglio”. Sta nei libri di storia hockeystica, che siano stampati su carta o impressi su anima, alla voce “eroi del 1993″.

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L’anima rossoblu

cdmangolino

Il mondo è bello perché è vario: c’è gente, altrove, che si esalta per un palazzo pieno nel momento decisivo dei playoff, dimenticando il vuoto perpetuo nel 90% della stagione ; c’è chi vuole dettare regole sui meccanismi dei prossimi campionati sulla base di un movimento di trecento persone; un gran parlare, insomma, che – come sempre – mostra immediatamente la corda davanti a quel reale fenomeno di popolo che è la gente rossoblu.
Tre-quattrocento persone ieri sugli spalti dell’Agorà; l’anima rossoblu si è compattata ancora una volta, calamitata irresistibilmente da un’altra di quelle fiammate accecanti che nascono dall’irresistibile natura intrinseca di questo popolo.

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