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Mentre le società della serie A italiana
faticano a trovare un accordo in materia di transfer card,
durante l'estate 1999, il Milano cerca una soluzione per
garantire uno spettacolo decente ai propri tifosi. In agosto si
delinea questa situazione: Alleghe, Brunico, Bolzano, Merano e
Vipiteno si autoretrocedono in A2 (con un solo straniero
tesserabile), il Courmaosta cessa l'attività mentre Fassa,
Asiago e Milano confermano la propria iscrizione al campionato
di serie A.
Considerando il basso spessore di un campionato a
tre il Milano cerca un nuovo torneo a cui partecipare e grazie
ad alcuni buoni uffici in terra francese ottiene di poter
gareggiare nel campionato transalpino in cambio di poche
essenziali regole: rinuncia all'eventuale titolo di campione di
Francia, rinuncia all'eventuale diritto di partecipare alla EHL
e accettare l'obbligo di tesserare 5 giocatori con passaporto
francese.
La conferma ufficiale di questo accordo arriva solo a
metà agosto quando sotto contratto il Milano ha solo i
cortinesi, Kivela, Lindfors, Bortolussi e
Kuznetsov. Malgrado
questo Migliore e Zanatta riescono ad allestire una squadra
competitiva, tesserando giocatori canadesi, finlandesi, russi,
francesi (dal retrocesso Grenoble) ma anche un inglese, un
olandese, un ceco e un kazaco. La stagione inizia in ritardo (il
raduno è fissato ad inizio settembre) e l'unica amichevole
estiva (con l'Asiago il Milano vince 10 a 0) mostra il divario
esistente tra la formazione milanese e il resto dell'hockey
italiano.
L'11 settembre il Milano si reca a Caen ma poche ore
prima della partita viene estromesso dal campionato francese per
l'intervento del ministro dello sport d'oltralpe. La partita
viene giocata sub-judice in attesa di una soluzione diplomatica
alla vicenda: confermando il calendario stilato con il Milano si
gioca un torneo (denominato coppa italo-francese) parallelo al
campionato francese.
Nel girone di andata il Milano mostra una
preparazione approssimativa ma riesce a giocarsela alla pari con
le squadre d'oltralpe. Questo non è però sufficiente in
Continental Cup quando il Milano, perdendo l'incontro inaugurale
con il Reims, pregiudica il passaggio del turno. Durante il
girone giocato a Milano (con Steaua Bucarest, Moskitos Essen e
Reims) c'è un accenno di contestazione verso la squadra ma
soprattutto verso Zanatta, colpevole di non riuscire a dare un
gioco decente al Milano. Il peggio tuttavia deve ancora venire:
il girone di ritorno della coppa italo-francese si trasforma ben
presto in una presa in giro delle squadre transalpine che
arrivano a Milano con formazioni imbottite di giovani. La Saima
vince agevolmente ma i tifosi si sentono presi in giro e cantano
"che ci frega della Francia, noi vogliamo il tricolor".
Mentre la società riesce ad ottenere un buon ritorno di
immagine facendo arrivare a Milano Alexei Yashin
(in rotta con gli Ottawa Senators per una disputa contrattuale)
in veste di consigliere i tifosi sperano in una conclusione più degna della stagione ma le
finali (giocate a Milano) cominciano con la sconfitta del Milano
contro il Rouen. La vittoria con il Caen e la sconfitta del
Rouen con il Reims rimandano ogni verdetto all'ultima
giornata che vede il Milano opposto alla sua bestia nera Reims e
il Caen opposto al Rouen. Per vincere il torneo il Milano deve
battere le "fiamme blu" con quattro gol di scarto,
impresa difficile ma non impossibile: dopo 22 secondi Penttinen
porta in vantaggio la Saima ma il gioco non riprende causa una
rissa tra i giocatori delle due squadre che porta al ritiro del
Reims.
Bortolussi si appropria della coppa e la porta sul
ghiaccio ma la federazione francese, prendendosi gioco ancora
una volta del Milano, cambia le carte in tavola assegnando si la
vittoria a tavolino (5-0) alla squadra di Di Canossa ma dando
anche un punto di penalizzazione al Reims. In questo modo si
passa da una classifica che vede Reims, Rouen e Milano a 4 punti
(e il Caen a 0) che assegna alla Saima la coppa per la
classifica avulsa ad una classifica che vede Milano e Rouen a 4
punti, Reims a 3 e Caen a 0 e assegna il titolo al Rouen in
virtù dello scontro diretto.
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Jimmy
Canei n°33
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Sakari
Lindfors n°35
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Paul
Adey n°22
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Yuri
Kuznetsov n°24
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Esultanza
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