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Dopo l'anno di chiusura imposto da Quintavalle, una squadra di hockey tornava a graffiare il ghiaccio
milanese. Questo grazie all'accordo raggiunto da Alvise di Canossa,
presidente della Saima Avandero, con la dirigenza della S.G.
Cortina. La squadra veneta infatti non avrebbe potuto iscriversi al
campionato per la mancanza di un palaghiaccio al coperto. Alessandro
Moser presidente del Cortina firmava così un patto che
prevedeva il trasferimento del Cortina a Milano per tre anni, al
termine dei quali si sarebbero formate due società, Milano e
Cortina.
La squadra, affidata a coach
Zanatta, poteva contare su un
folto gruppo di cortinesi a cui si aggiunsero Bortolussi e gli
stranieri. Impegnata su due fronti, l'Alpenliga e il campionato, la
squadra riusciva a richiamare all'Agorà parte dei tifosi di
un tempo: tra questi non c'era l'Armata Piranesi sostituita in curva
dal gruppo Ultras Milano. Il gemellaggio tra le due squadre appariva
saldo malgrado alcune incomprensioni sulle vicende riguardanti il
mercato (la dirigenza cortinese voleva acquistare Iob non gradito
invece dalla componente milanese).
Il team allenato da Zanatta usava
l'Alpenliga per prepararsi al campionato, anche se ad inizio
stagione nessun rossoblu pensava allo scudetto. Il decimo posto
finale nel torneo austro-italo-sloveno era dovuto principalmente
all'infortunio del portiere titolare Lenarduzzi, alla sterilità
offensiva e ad un reparto arretrato contato negli uomini. Per
migliorare la situazione, a torneo iniziato, la società ingaggiava
il finlandese Mesikemmen e l'ex Comploj e verso la fine i canadesi
Nienhuis e Rivers, il bielorusso Galchenyuk e l'italo Mazzoli.
Per
l'inizio del campionato, dunque, la squadra si presentava
competitiva ma presto si dovette far fronte alla defezione del neo
acquisto Rivers, tornato in Canada per motivi familiari e, in
seguito, a quella di Nienhuis tornato anch'esso in Canada per la
moglie malata.
Malgrado queste assenze la Saima perdeva il primo
posto in regular season solo all'ultima giornata, giungendo in terza
posizione. Nei play-off la squadra di Zanatta superava il Fassa alla
quinta partita guadagnandosi la possibilità di giocare in
semifinale col Merano. I milanesi si arrendevano alla squadra in
seguito campione d'Italia dopo quattro incontri..
Nell'inutile
finale per il 3°-4° posto i lombardo-veneti, privi di
alcuni giocatori, venivano sconfitti dal Vipiteno ma la cosa
importante per questa stagione era essere tornati in serie A.
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Esultanza
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David
Struch n°27
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David
Hoogsteen n°32
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