Il
Milano 24 dopo aver chiuso nell'hockey su ghiaccio ha proseguito l'attivitą
nel settore hockey inline.
Roster
Squadra
non presente
Cronaca della stagione
Per il secondo anno dal 1985 i
tifosi rossoblu rimasero senza squadra. Quintavalle infatti decise
di ritirare (momentaneamente?) l'H.C. Milano 24 dall'attività
su ghiaccio proseguendo invece l'attività in-line con ottimi
risultati. Sinceramente non me la sento di attaccare il presidente
per questa scelta: grandi investimenti (in certi casi su uomini
sbagliati) erano stati vanificati da una federazione ridicola e da
arbitraggi-contro al limite della persecuzione. La situazione
inoltre era molto differente dal 1992, quando a vedere gli incontri
c'erano spesso settemila persone: nel 1997 infatti la EHL a Milano
si rivelò un parziale fallimento con non più di mille
spettatori di media, l'Alpenliga non fece gli incassi sperati ed il
campionato (durato solo 16 incontri) si era ridotto a Milano-Bolzano
e Bolzano-Milano. Come pensare di proseguire dunque? Se a questo
aggiungiamo poi che la maggior parte delle società si
riunirono in una lega che decise con un "gentlemen agreement"
di tesserare solo quattro transfer card per la stagione 1997/98 si
capisce (a mio avviso) come per Quintavalle fosse impossibile
pensare di allestire una squadra per misurarsi con Val Venosta,
Vipiteno, Feltreghiaccio e altre squadre che da anni non vedevano la
serie A. Purtroppo fallì anche il tentativo di iscriversi al
campionato svizzero, unica vera speranza di vedere un hockey su
ghiaccio degno di questo nome. A metà stagione tuttavia sembrò
che la squadra milanese potesse essere ripescata per la fase finale
del campionato: questo per merito dei buoni (o almeno non così
conflittuali come lo erano stati con Seeber) rapporti instauratisi
con il nuovo presidente federale Bolognini. Obbiettivamente però
anche questa ipotesi era molto difficile da realizzare: come si
poteva infatti costruire un team competitivo a gennaio-febbraio?
Dove trovare i giocatori? Verso aprile una voce scosse l'ambiente
hockeistico milanese: la Saima Avandero di Di Canossa stava cercando
una soluzione per avere un team nel 1998-99 e la strada più
facile da seguire fu quella di un gemellaggio col Cortina (che non
aveva una pista regolamentare): i giocatori italiani più
rappresentativi della squadra veneta si sarebbero trasferiti a
Milano per costituire il fulcro italiano del nuovo team milanese per
i successivi tre anni (poi ridotti in seguito ad uno solo).