|
La seconda stagione dell'era
Quintavalle nasceva in modo pessimo: infatti, causa l'ostracismo dei
team minori, scompariva il campionato di serie A.
Il Milano era così
impegnato nell' Elite Alpenliga e nella prima edizione della
European Hockey League. Per assegnare il titolo di Campioni
d'Italia, invece, Paul Seeber inventava un campionato di A1 a cui
avrebbero preso parte Milano, Bolzano e le migliori quattro del
campionato di serie A2 (Brunico, Gardena, Fassa, Merano): tale
formula prevedeva 10 partite 10 di stagione regolare più
playoff. Allenata ad inizio stagione da Rico Rossi (con Tony Fiore
general manager) la squadra si era rinforzata con alcuni stranieri
quali Robert Guillet, Wesley McCauley, Jay Mazur, oriundi come
Nobili e Geronazzo e italiani come Zancanella e Gschliesser. I
confermati della stagione precedente erano Zanier, Libertucci,
Rucchin, Iaquinta, De Angelis, Di Muzio,
Massara, Iob, Oberrauch,
Pellegrino, Pietroniro e Scudier. Fin dalle prime battute
risultarono alcune carenze difensive, accentuate dall'infortunio di
McCauley: per rinforzare il reparto fu così chiamato
Alexander Weinrich. Massara, inoltre, se ne andò dopo due
partite per problemi di carattere burocratico.
Purtroppo la squadra
non rese secondo le aspettative e la sensazione era che parte dei
giocatori "pattinassero contro" Rossi. Non risollevò
la situazione l'arrivo di Mike Krushelnyski, 36enne con alle spalle
tre Stanley Cup, che rimase in città giusto il tempo di
scendere sul ghiaccio due volte. Le cose andarono male in EHL, causa
anche un girone impossibile con lo Jokerit Helsinki campione
continentale, il Colonia di Zarrillo e il Berna di Orlando e Lefley:
sei partite, sei sconfitte con prestazioni sconcertanti nel girone
di andata (1-6 Colonia, 4-8 Berna, 0-11 Jokerit) e soddisfacenti in
quello di ritorno (4-7 Jokerit, 3-4 Berna, 0-3 Colonia). Questo
torneo vedeva tra i protagonisti assoluti Robert Guillet, autore di
5 gol (in realtà 6) e tre assist.
Per quanto riguarda
l'Alpenliga la squadra tirava a campare, ma alcune prestazioni "indecenti"
portarono alla contestazione dei tifosi (che presero di mira
soprattutto gli ex diavoletti....in primis Iob) e all'esonero della
coppia Rossi-Fiore, sostituiti dai più esperti e carismatici
Manno-Spoletti. Con loro giunse a Milano Bryan
Fogarty, terzino
offensivo di grandi qualità. Nulla era compromesso per quanto
riguardava il torneo austro-italo-sloveno. Il Milano si presentava
nei gironi che assegnavano l'accesso alla finale senza Iob, spedito
al Colonia per aver "sfottuto" i tifosi, ma con buone
probabilità di farcela: infatti avrebbe affrontato la squadra
più forte, il Villach, sul ghiaccio amico e due slovene,
Lubiana e Jesenice, in trasferta. A Lubiana però si perse
6-3, compromettendo in parte l'accesso alla finale. Tuttavia la
partita vinta col Villach a Lugano (causa indisponibilità
dell'Agorà) per 6-2 rimandava i giochi all'ultimo incontro da
giocare con lo Jesenice. In Slovenia la squadra dominava, ma dopo 38
minuti di assedio alla porta di Reddick vinceva solo 1-0. Così
all'inevitabile calo fisico coincideva il pareggio dello Jesenice e,
ad un minuto dalla fine, addirittura la sconfitta. Per giocarsi
l'ultimo obbiettivo la società acquistava David Haas dal
Lubiana e Kent Salfi dal Villach, che però si infortunò
nell'ultima partita giocata con gli austriaci, perdeva Tucker che
chiedeva più soldi e per le finali richiamava anche Bartolone.
Purtroppo il Bolzano si mosse meglio sul mercato europeo,
richiamando Zarrillo e Beattie, e acquistando giocatori del calibro
di Cavallini, Ciccarello, De Toni, Siodin, Andersson, Vani, Basilio
e De Benedictis: squadra dunque rivoluzionata dopo le sconfitte
subite in regular season ad opera del Milano 24 per 7-2 e 10-3 .
Questi giocatori, oltre ad alcune decisioni arbitrali discutibili
(vedi rigore assegnato al Bolzano, sul risultato di parità
nella gara decisiva, ad un minuto dalla fine per troppi uomini sul
ghiaccio) favorivano il Bolzano per la vittoria finale e
concludevano, almeno fino ad adesso, l'esperienza dell'H.C. Milano
24 nell' hockey su ghiaccio.
La società di Quintavalle
continua ancora oggi l'attività InLine e, nel 1999, ha
ottenuto il titolo di campione d'Italia e la vittoria della Coppa
Italia.
|
|
|
|
|
|
|
|
Bryan
Fogarty n°43
|
|
|
|
|
|
|
Milano
vs Bolzano
|
|
|
|
|
|
|
Milano
vs Bolzano McCauley
vs Zhukov
|
|
|
|
|
|
|
Milano
vs Bolzano la
rabbia di Guillet
|
|
|
|