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La partita revival aveve posto le
basi per la rinascita dell'hockey targato Saima.
Moretti e Di
Canossa decisero di puntare su Kim Gellert come allenatore (anzichè
il russo Anisin) affiancato da Constant Priondolo e Ico Migliore.
Per quanto riguarda i giocatori la dirigenza fece tornare gli ex
liberi da contratto (Zanier, Fiore, Rossi e Favalli), diede la
possibilità di vestire la casacca rossoblu a giovani già
opzionati ai tempi della vecchia società (Bartolone, Iaquinta,
Pennisi, Sala e Cotini), acquistarono alcuni italo con
esperienze in Italia (De Gaetano, Vani e Ginnetti), alcuni giocatori
russi (Velijanine, Boriskov e Richlofv), alcuni giocatori canadesi (Bellerose e
Naud) e presero in prestito i rimanenti giocatori
(Villa, Comploi, Comploy, Soia e Mosele): il tutto contenendo le
spese in circa un miliardo e mezzo.
Fin da settembre la squadra
dimostrò cuore e grinta, elementi indispensabili considerando
la panchina corta. Sorpresa destarono, in Alpenliga, i pareggi
casalinghi con il Bolzano ed il Milan (Devils) berlusconiano. Come
al solito il pubblico era decisivo nelle partite all'Agorà,
nuova casa del Milano.
Dopo una buona
Alpenliga, terminata al quarto
posto tra le italiane, il campionato cominciò con il derby
lombardo Milano-Varese. Questa partita viene ricordata per una grande rissa
in cui il secondo portiere giallonero A. Gorini assalì Zanier: penalità partita per entrambi e vittoria del Varese
che stava perdendo.
Il campionato continuò con i soliti alti
e bassi, mostrando un Ginnetti in stato di grazia, e facendoci
rivivere un derby milanese in un Forum colorato di rossoblu. Il
quarto posto finale nella stagione regolare era più che
meritato e proiettava la squadra verso un derby di semifinale con il
Milan. Ma il Milano, logoro per la lunga stagione, non riuscì
a superare nei quarti il Courmaosta.
Niente drammi: l'hockey rossoblu era tornato!!!
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Bob
Ginnetti n°15
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Tony
Fiore n°14
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Mike
Zanier n°35
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