|
Dopo la vittoria dello scudetto
molte cose erano cambiate: la Saima aveva concluso, dopo un
esperienza quinquennale, l'accordo di sponsorizzazione che la legava
al Milano mentre il presidente Moretti aveva abbandonato il gruppo
Cabassi e di conseguenza la squadra. Per quanto riguarda il Roster i
rossoblu si rinforzarono con il ritorno di Campese, gli ingaggi di
Carlacci e Mastrullo da Varese, quello di Chabot da Detroit, di
Flockhart da Bolzano, di Larson da Alleghe e di Priondolo dal Fassa.
Impegnato su tre fronti, Alpenliga, Campionato e Coppa Campioni, il
Milano ebbe modo di organizzare il primo turno della coppa europea
al Forum: superando agevolmente gli spagnoli dello Jaca, gli
olandesi dell'Utrecht e i francesi del Rouen, i rossoblu si
guadagnarono un biglietto per Dusseldorf dove, in semifinale,
affrontarono i finlandesi del Turku, i rumeni della Steaua Bucarest
oltre che i padroni di casa. Vinto il match inaugurale con il Turku
per 4-2 (audio: 1,2,3,4)
e perso per 5-3 con il Dusseldorf, il Milano doveva vincere
con almeno 9 gol di scrto con lo Steaua: 11-1 il punteggio che
consentì ai rossoblu di giocare le finali.
Tra il 27 e il 28
dicembre 1991, sempre a Dusseldorf, si concluse la prima esperienza
europea dell'H.C.Milano: due onorevoli sconfitte contro i mostri
sacri della Dinamo Mosca e del Djurgarden: 8-3 contro i russi e 7-2
contro gli svedesi poi campioni continentali. "Top Hockey"
titolò " E' stato bello sognare" mentre i tifosi
mostrarono lo striscione "Prima di noi, nessuno".
In Alpenliga la squadra giunse alla Final Four terminando al quarto
posto.
Per quanto riguarda il campionato il Milano ottenne il terzo posto
finale, alle spalle di Devils e Alleghe. L'infortunato Mastrullo
(finì la carriera per colpa di un infortunio in maglia
azzurra) era stato sostituito dall'ex alleghese Larson mentre la
rinuncia di Flockhart (dovuta a problemi alla schiena) lasciò
un buco nel reparto offensivo milanese. Nei quarti di finale i
rossoblu ebbero alcune difficoltà col Varese di "Big Jim"
Corsi: cinque incontri terminati per 3-2, 3-4, 4-1, 5-7, 4-1.
Più agevole la semifinale con l'Alleghe, terminata in sole
tre partite per 4-3, 8-5, 7-2 che proiettò il Milano alla
finale tutta milanese con i Devils.
La serie cominciò bene con la vittoria al Palacandy per 3-2,
punteggio fin troppo stretto per la grande prestazione di Romano, ma
proseguì male: 2-7 in gara 2 al Forum, 7-9 in gara 3 e 3-4 ai
rigori in gara 4, giocata in un Forum deserto causa le intemperanze
dei tifosi rossoblu in gara 2 e 3, quando arbitrò il fin
troppo bene conosciuto Pisoni. Tra le altre cose il rigore decisivo
di Lavallee non fu mai tirato causa una decisione di Moschen non
condivisa da tanti soprattutto dopo i replay televisivi (tele+2 fece
l'incontro in diretta). Con questa sconfitta si concluse la prima
parte della storia moderna dell'hockey rossoblu: Cabassi infatti,
decise di disimpegnare il gruppo omonimo dall'hockey su ghiaccio
malgrado, qualche giorno dopo la contestata gara 4 di finale, avesse
promesso una grossa campagna di rafforzamento. Ai primi di maggio un
corteo organizzato dai tifosi milanesi composto da oltre 2000
persone partì da piazzale Cadorna e si fermò davanti a
casa Moretti. L'ex presidente promise il massimo impegno per salvare
il Milano e fu di parola: purtroppo però era troppo tardi per
la stagione 1992-93.
Da quella sera la frase "Non moriremo mai" divenne il
motto dei tifosi rossoblu.
|
|
|