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Il
Milano riparte dopo una stagione
conclusasi amaramente, ricordata
come quella delle “lacrime di
Cavalese”. Il progetto serie A
è più che mai attuale, tanto che
la dirigenza chiama sul proprio
pancone quel Ron Ivany già
allenatore del Varese e della
nazionale italiana. Kim Gellert
viene così confermato nella sola
veste di giocatore. Il roster si
presenta altamente competitivo,
con diversi giocatori nel giro
della nazionale: in particolare il
trio di oriundi Cava, Cerri e
Fiore è all’altezza della
massima serie. La squadra domina
il campionato fin dai primi
incontri dimostrandosi nettamente
superiore alla concorrenza: il
ruolino di marcia della regular
season è impressionante,
diciassette vittorie su diciotto
incontri, centosettantanove goal
fatti a fronte dei cinquantasette
subiti, una sola sconfitta nel
derby lombardo contro il Como. La
formula del campionato prevede una
seconda fase in cui risultano
qualificate le prime sei
formazioni della regular season.
La squadra di Ivany ha un
fisiologico calo di rendimento,
tanto che il coach canadese decide
di sostituire il goalie titolare
Zumofen con il giovane Tovo. Le
tre sconfitte della seconda fase
(una con il Como e il doppio
confronto con il Gardena) sembrano
ridimensionare le speranze del
Saimex che, scavalcato in
classifica proprio dai gardenesi
perde il fattore campo in una
eventuale finale contro la
formazione ladina. Superato
agevolmente il Como in semifinale,
il Milano si trova ad affrontare
gli spettri di Cavalese e di una
promozione buttava via malamente
solo una stagione prima perdendo
3-1 gara 1 ad Ortisei. La reazione
d’orgoglio milanese non si fa
attendere: il Piranesi è una
bolgia, pieno in ogni ordine di
posto di tifosi che sospingono la
squadra al 9-1 finale di gara 2.
Tutto è rimandato all’8 marzo,
alla “bella” di Ortisei,
invasa pacificamente dai tifosi
milanesi. E’ un goal di Guido
Tessari a rompere l’equilibrio e
a portare i milanesi in vantaggio.
Fiore chiude poi l’incontro con
un empty net goal che fissa il
finale sul 3-1.
La stagione termina quindi con il
meritato successo milanese e con
Ivany che porta a casa un prezioso
cimelio: la scopa di saggina usata
per ripulire il ghiaccio dal sale
gettato in prossimità della panca
milanese.
Dalle
“lacrime di Cavalese” alla
“gioia di Ortisei”: Milano
torna in serie A dopo quasi un
decennio dalla chiusura dei
Diavoli.
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Zumofen
e Frison
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Andrea
Tovo
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