NON AVENDO VISSUTO DIRETTAMENTE I
PRIMI ANNI DEL FENOMENO H.C. MILANO MI DEVO RIFARE A QUANTO HO
TROVATO SCRITTO SUL LIBRO "MILANO SIAMO NOI" EDITO DA
LASERGRAFICA POLVER
Guido Radaelli, ex portiere di buon livello,
aveva preso in mano la direzione tecnica della squadra che
militava in serie C giocando al Saini. Grazie a Massimo Moretti,
amministratore delegato della Frigoriferi Milanesi di Cabassi,
nacque l'idea di riportare il Milano al mitico Piranesi, teatro
di tante "battaglie" negli anni addietro. Nel 1985-86
la squadra si iscrisse al campionato di serie B, mentre a
dirigere la squadra dal campo (e dalla panchina) fu chiamato Kim
Gellert. Ad infoltire il roster arrivarono anche
Ghedini, Frison
e Semola. A quei tempi i colori sociali erano il giallo e il
verde mentre il biscione campeggiava al centro della maglia. Al
termine di quella stagione il Milano si classificò terzo ma
finalmente in città si mosse qualcosa. Per i play-off sulle
maglie del Milano comparve la sponsorizzazione Saimex, il
pubblico passò ben presto dai previsti tre-quattrocento
spettatori a partita a cifre vicine al migliaio. In questo modo
ebbe iniziò la storia moderna dell'hockey milanese, che con
cambiamenti di denominazione e anni neri, è durata fino ad oggi
con un unico elemento comune: