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I silenzi
provenienti dai Vipers Milano si
chiudono il 12 giugno
con una serie di tre comunicati che
parlano del disimpegno di Di
Canossa dall'hockey su ghiaccio.
Il destino del popolo rossoblu è
ancora una volta appeso ad un
filo e ancora una volta quello
stesso popolo lotta per tenere
in vita a Milano una squadra di
hockey su ghiaccio. Una prima
petizione on line raccoglie
numerosi consensi a
testimonianza dell'affetto di
tanti appassionati del Milano ma
non solo. Tra i tifosi c'è
fermento tanto da convincere
alcuni dirigenti dei Vipers (tra
tutti Migliore e Terragni) ad
incontrarli per fare il punto
della situazione e vedere il da
farsi. Si fa strada l'idea di
creare una nuova formazione
basata sui giovani provenienti
dal vivaio dei Vipers ma i tempi
sono ristretti e si profila una
vera e propria corsa contro il
tempo. Migliore incontra i
rappresentanti del comune e
dell'Agorà alla ricerca di nuovi
sponsor e aiuti economici mentre
parte una sottoscrizione, in
questa fase solo sulla carta, per
raccogliere fondi per la
squadra. Di Canossa continua a
sostenere il settore giovanile,
l'Agorà offre il ghiaccio
gratis, alcuni sponsor tra cui
la CMB del patron dei Black
Angels Milano Cambiaghi
appoggiano la nascitura creatura
di Migliore, permettendo ad una
nuova società, l'Hockey Milano
Rossoblu di iscriversi alla
serie A2. La stagione parte con
la convinzione dell'importante è
esserci per cui si fa poca
attenzione ai nomi dei giocatori
che scendono sul ghiaccio. La
squadra viene affidata alle mani
di Insam e Pajic che procura un
pacchetto di stranieri low cost
provenienti dalla sua Slovenia.
Il confermato Della Bella
difende la gabbia di una
formazione che piace a
prescindere, il cui logo ricorda
in qualche modo quello che c'era
sulle divise del primo Milano
della storia (si risale agli
anni '20 dello scorso secolo). A
fargli da backup viene
richiamato da Torino il giovane
Mattia Maj. La difesa poggia le
sue fortune sullo sloveno
Sotlar, già nazionale in tre
mondiali senior. Vengono inoltre
confermati i giovani milanesi Re
e Raymo oltre al bolzanino Mair.
Completano il reparto Lunini e
Marchiorato, provenienti dal
Varese under 26 e il
milanesissimo Betti, proveniente
dal Pontebba a stagione
iniziata. L'attacco vede il duo
sloveno Remar-Slak a cui ben
presto si aggiunge l'oriundo
Lombardi. Il centro della prima
linea diventa Edoardo Caletti,
nominato anche capitano di una
formazione che vede nei
confermati Migliore e Lorini gli
unici giocatori con esperienza
di serie A nei Vipers. Da Merano
arrivano poi Mitterer e Palla
mentre il brissinese Braito fa
la spola tra la Lombardia e
l'Alto Adige per giocare con la
maglia rossoblu. I giovanissimi
Giudici e Migliavacca completano
un reparto a cui si aggiungono
nel corso della stagione
Delfino, l'oriundo Agozzino
oltre ai "fassani"
Vicenzi e Nicolao. La stagione
si apre con il turno preliminare
di
Coppa Italia che vede
opporsi al Milano le formazioni
di Varese e Real Torino. I
rossoblu perdono
entrambi i confronti venendo
così eliminati dalla
competizione. Il primo successo
è però solo rimandato
all'esordio all'Agorà in
campionato: Caletti e
compagni superano infatti il
Varese in un acceso derby
casalingo. L'Agorà esplode in un
urlo liberatorio come ormai da
anni non succedeva, il derby in
fondo è sempre tale anche se si
gioca in serie A2. In questa
prima fase della stagione i
rossoblu si levano altre piccole
soddisfazioni senza mai dare
segni di resa incondizionata.
Quello che piace è il cuore che
tutti mettono sul ghiaccio a
partire dai "milanesi" fino ad
arrivare a quei giocatori
"costretti" a giocare quaranta
minuti a partita come Sotlar.
Della Bella fa la differenza
quando si vince e contiene i
passivi quando si perde così il
Milano chiude il primo girone di
andata e ritorno con altre due
vittorie e quattro sconfitte da
un punto maturate tra i
supplementari e i rigori causa
inesperienza e roster corto. La
stagione continua sugli stessi
ritmi nel secondo girone quando
la squadra di Insam ottiene
altri quattro successi (tra cui
spiccano la vittoria casalinga
contro la capolista Valpellice
per 3-1 e il doppio successo
contro il Caldaro) e due
sconfitte dopo i tempi
regolamentari (contro Varese e
Torino). I rossoblu ottengono
così i punti necessari per
arrivare settimi al termine del
campionato, togliendosi la
soddisfazione di accedere ai
playoff ma anche di vedere il
Varese relegato in ultima
posizione e così escluso dalla
fase finale della stagione. I
quarti di finale vedono la
formazione di Insam opposta al
forte Vipiteno già vincitore
quattro volte in regular season.
Perso il primo incontro 3-1,
Caletti e compagni lottano in
gara 2 a Milano ma vengono
superati per 4-3: nell'occasione
ben si disimpegna il goalie di
riserva Maj, gettato nella
mischia a causa delle precarie
condizioni fisiche di Della
Bella. Gara 3 a Vipiteno sembra
chiudere la contesa con la
vittoria degli alto atesini per
8-3. Orgoglio, cuore, coraggio,
il non avere nulla da perdere e
la classe di Caletti sono le
basi del colpo di coda dei fu
Vipers, o meglio del fu Saima
visto che molti rivedono in
questi ragazzi gli stessi pregi
della formazione della rinascita
1993-94. E' proprio capitan Edo
che con una tripletta in gara 4
e il rigore decisivo in gara 5
riapre apparentemente una serie
"impossibile" che si conclude
amaramente con la netta
sconfitta casalinga di gara 6.
Lombardi saluta il pubblico
milanese con una rissa d'altri
tempi in cui vince il confronto
con il canadese Campbell, costretto a
subire per non incorrere in una
squalifica in vista delle
semifinali.
Cuore, grinta,
coraggio: questo chiedevano i
tifosi che amano il Milano,
questo è quello che i giovani
rossoblu sono riusciti a dare in
una stagione per certi versi più
entusiasmante di tante altre
condite da un maggior numero di
vittorie.
L'importante in
fondo è esserci ancora... |
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Caletti |
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Lombardi
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Marchiorato
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Sotlar
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Esultanza
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