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Storia - 2007-08
 

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Hockey Club Junior Milano Vipers
Presidente: Alvise Di Canossa  Allenatore: Adolf Insam
Stadio: Palagorà, Milano Sponsor: Credem
Fondata nel: 1998  Colori: Rosso, Blu
Campionato:  3° posto Cont. Cup: n.d.

Coppa Italia:  quarti di finale

  

Supercoppa: n.d.

    

Il roster

  Cronaca della stagione

Conclusosi con la vittoria del Cortina in gara 4 di finale scudetto, è chiaro a tutti, addetti ai lavori e non, che il campionato 2006/2007 milanese rappresenta la fine di un ciclo che dura ormai da diversi anni.

Nei dichiarati piani della dirigenza rossoblu la nuova sfida per la stagione successiva è quella di ricostruire un roster che abbia come intelaiatura le giovani vipere, affiancate da giocatori più esperti nel ruolo di chioccia. All’inizio di quest’avventura, pochi ‘aficionados’ forse avrebbero scommesso che la Saima sarebbe arrivata fino in semifinale (tra l’altro contro il Bolzano ‘nemico’ di sempre); nessuno poteva invece presagire che la stagione 2007-2008 sarebbe stata l’ultima dell’era Di Canossa. 
Ma andiamo con ordine. 
Già a maggio arriva la riconferma di Adolf Insam sulla panchina del Milano: parrebbe un controsenso, ma proprio il coach gardenese è il primo tassello della rifondazione rossoblu. Il mercato estivo in uscita vede le sofferte cessioni di Helfer (Innsbruck) e Borgatello (Bolzano), quelle di Rigoni (Pontebba), Lysak (Odense IK, Danimarca), Sisca (Phoenix Roadrunners, ECHL) e Chitarroni (Alleghe), nonché gli addii di Felicetti, Lehtonen e Melanson; tuttavia, la notizia più shockante per il popolo rossoblu è il passaggio di Savoia al Cortina, che avviene per volontà dello stesso giocatore. I tifosi milanesi si consolano però con gli arrivi del magiaro Szuper (chiamato a difendere la gabbia delle vipere), del finlandese Lehtinen (TPS Turku, Sm-Liiga), dell’azzurro Trevisani (Södertälje, Elitserien), del giovane Jan Mair (Bolzano), dei canadesi Kelly (Valerenga, Elitserien), Simon (Wolfsburg Grizzly Adams, Bundesliga), Stephenson (Manchester Monarchs, AHL), Kurtz (Worcester Sharks, AHL) e il ritorno di Di Stefano. Le conferme di Scandella, Iannone, Evans, Strazzabosco (nominato capitano) e Della Bella e l’inserimento in prima squadra di giovani come Marco Insam (reduce da un’esperienza oltreoceano con i Regina Pats, WHL), Tommaso Migliore, Mazzacane, Raymo, Caletti, Pozzi, Lorini e Mantovani completano il roster 2007/2008. 
Il campionato inizia in modo piuttosto convincente per i nuovi Vipers (una vittoria, due pareggi e una sconfitta) e a metà ottobre ritroviamo la compagine rossoblu impegnata nel consueto appuntamento di coppa Italia: liquidato in trasferta l’All Stars Piemonte per 6-1, il Milano si apre la strada verso i quarti di finale, conquistati anche da Pontebba, Asiago, Cortina, Bolzano, Alleghe, Valpellice e Renon. Novembre si presenta come un mese positivo a metà per gli uomini di coach Insam: dopo le partenze di Pozzi e Di Stefano e il ritorno di Re, le Vipere – falcidiate dagli infortuni di Kurtz, Evans, Stephenson e Mantovani – possono vantare un inaspettato primato in classifica, ma sono costrette ad abbandonare la competizione della coppa Italia (trofeo che manca in bacheca dalla stagione 2005/2006) a causa della sconfitta nei quarti (5-3 il finale) ad opera del Pontebba di Patrice Lefebvre. Ed è proprio Lefebvre l’ex illustre che a gennaio viene contattato dalle alte sfere meneghine con l’obiettivo di rafforzare il roster rossoblu, dopo che il cammino delle Vipere in questo campionato come mai equilibrato è stato segnato nel mese di dicembre da una parabola discendente (una vittoria, tre pareggi e quattro sconfitte). Gli effetti del ritorno dell’ala numero 67 si fanno subito sentire e il Milano torna alla vittoria nell’incontro casalingo contro l’Alleghe. Dopo cinque giornate caratterizzate da alti e bassi (che culminano rispettivamente con la vittoria ai danni del Cortina per 9-1 e la débâcle contro un Fassa rivelazione del campionato per 5-1), all’Odegar di Asiago le Vipere staccano il biglietto per il master round vincendo di misura contro gli stellati. 
Il taglio di Todd Simon (centro dalle qualità indiscusse ma con un rendimento penalizzato dai numerosi problemi fisici) in favore di Greg Day (forte centro canadese proveniente dal Graz) conclude il mirato mercato invernale meneghino e rafforza ulteriormente l’organico rossoblu pronto ad affrontare le fatiche della seconda fase del campionato, durante la quale un Milano in netta ripresa riesce a conquistare un prezioso secondo posto in classifica. 
Così, dopo 18 giornate di regular season, 6 di master round e 10 di relegation round, è ancora tempo di barbe lunghe e playoffs. La serie di questi quarti di finale – che vedono esclusi gli stellati dell’altopiano – prevede che le Vipere ricevano sul ghiaccio dell’Agorà le aquile guidate da Misha Vassiliev: con qualche difficoltà ma grazie ad un ottimo primo periodo, i rossoblu portano a casa gara 1, fissando il risultato sul 4-3 (reti di Stephenson e Day e doppietta di Iannone). Davanti al pubblico amico del Vuerich, in gara 2 il Pontebba pareggia la serie (4-2 il finale) contro un Milano che sbaglia completamente l’approccio mentale alla partita. Gara 3 dovrebbe essere quella del riscatto ma gli uomini di coach Insam si fanno sorprendere ancora una volta dalla compagine friulana che, grazie all’hattrick di Burgess e alle reti di Romano e Ciresa, beffa i padroni di casa (a segno con Day, Strazzabosco e Marco Insam) e passa a condurre la serie per 2-1. Nel nido delle aquile, con le marcature di Kurtz, Scandella e Stephenson, il Milano conquista gara 4 contro un Pontebba mai domo che raccoglie meno di quello che semina. Con la serie di nuovo in parità, gara 5 è l’appuntamento che i rossoblu non possono mancare e questa volta sono proprio le vipere a tirare fuori gli artigli: le marcature di Migliore, Scandella e Stephenson contribuiscono alla vittoria meneghina, permettendo ai milanesi di conquistare l’ennesima semifinale consecutiva (forse la più inaspettata sotto la guida del coach gardenese) in quella che per molti fan rossoblu è la sfida delle sfide: Milano-Bolzano. 
In gara 1, uno spento branco di volpi biancorosse si presenta nel covo delle vipere e lascia che i padroni di casa s’impongano con un netto 5-0, frutto delle reti siglate da Lefebvre, Stephenson, Day (doppietta) e Scandella. Non bastano le reti di Stephenson e Scandella per conquistare anche gara 2 di semifinale: davanti ad un pubblico numeroso, il Milano cede per 3-2 agli avversari, subendo la sua prima sconfitta stagionale al Palaonda. Gara 3 si presenta di fatto come il match decisivo: ad 1’30’’ dalla fine, gli uomini di Insam sono in vantaggio per 3-2 in virtù dei sigilli di Kelly, Day e Stephenson; poi accade l’episodio che cambia la partita: dopo il time-out, i biancorossi scendono sul ghiaccio con il sesto uomo di movimento e Roland Ramoser infila la porta di Szuper. Tutto da rifare, si va ai tempi supplementari e dopo neanche due minuti Corupe indovina il tiro vincente per la vittoria bolzanina. Beffati nel loro covo e con la serie in favore delle volpi (2-1), le vipere devono tentare l’impresa in gara 4: nonostante una buona prestazione e le reti di Marco Insam e Kurtz, i rossoblu non riescono a compiere l’ennesimo miracolo e sono costretti a cedere al Bolzano (4-2 il risultato) che conquista così l’accesso alla finale scudetto. Per la prima volta dopo sette anni il Milano è fuori dalla finale scudetto, vinto poi proprio dai biancorossi altoatesini. 

 
 
 
 
 

Evans

 
 

Kurtz

 
 

Lefebvre

 
 

Stephenson

 
 

Szuper

 
 

Marco Raymo

Photo icephoto.it

Marco Insam

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