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La
stagione 2004/05 viene presentata
come quella della rivoluzione: il
Milano cambia faccia perdendo
molti tra i protagonisti dei
successi degli anni precedenti.
Se
ne vanno infatti tra gli altri
Muzzatti, Beattie, Insam (con
destinazione Bolzano), Uvaev
(Merano), Lefebvre (Danimarca) e
Tomasello (Asiago). Vengono
sostituiti con un mix di giocatori
canadesi e nord europei
provenienti dai principali
campionati continentali.
Il
nuovo portiere è lo svedese
Eriksson. In difesa il canadese
Savard e i finnici Kallarsson e
Lehtonen affiancano i confermati
Helfer, Peca e Smith, mentre in
attacco arrivano la ex 1° scelta
NHL Tkaczuk, l'ex Cortina Rickmo,
il polacco Laszkiewicz, il giovane
Oberrauch proveniente dal Torino
come Tuominen. Prima dell'avvio
del campionato, complice lo
sciopero NHL per il rinnovo
contrattuale dei giocatori, arriva
direttamente dagli Hurricanes di
Carolina l'ala Craig Adams,
seguito poco dopo dallo svedese
Niklas Sundstrom da Montreal.
L'avvio
ufficiale della stagione prevede
il classico appuntamento con la Supercoppa
Italiana persa 5-3 contro il
Bolzano, non senza polemiche per
l'arbitraggio dello sconosciuto
Cavallaro.
Comincia
poi il campionato
ma le prime uscite dei Vipers
lasciano perplessi con tre pareggi
(Val Pusteria, Asiago e Cortina)
in altrettanti incontri: la
squadra manca naturalmente di
amalgama ma sono soprattutto gli
errori di alcuni giocatori a
destare preoccupazione e rimpianti
per chi se ne è andato.
Il
derby vinto con Varese per 6-0
serve a caricare la squadra in
vista del primo appuntamento di Continental
Cup: tra il 15 e il 17 ottobre
il Milano è ad Amiens, Francia
per giocarsi la qualificazione al
turno successivo. Dopo uno
stentato pareggio con il
Nottingham, la squadra di coach
Insam supera agevolmente Amiens e
Lubiana qualificandosi per il 2°
turno.
Sullo
slancio il Milano raccoglie ottime
prestazioni in campionato
(tra tutte un 11-1 contro il
Bolzano tramutato poi dal giudice
sportivo in 0-5 per incidenti
extrasportivi) preparandosi per la
trasferta norvegese di Continental
Cup:
tra
il 19 e il 21 novembre i Vipers si
giocano ad Hamar il passaggio per
le finali di Coppa. Eriksson salva
la squadra nella giornata
inaugurale contro la Torpedo
permettendo ai rossoblu di
chiudere l'incontro sull'insolito
punteggio di 0-0. La seconda
partita vede Chitarroni e compagni
superare per 5-2 i padroni di casa
dello Storhamar (dopo essere stati
sotto 2-0) prima di chiudere
vittoriosamente il girone battendo
per 5-0 il Sokol Kiev (3°
shut-out di Coppa per Eriksson)
nell'ultimo incontro.
Una
cavalcata trionfale che lascia il
segno sul fisico di molti
giocatori ma che porta morale e
nuove vittorie.
L'11
e il 12 dicembre il Milano è di
scena al Palaonda di Bolzano per
la Coppa
Italia. Dopo il successo
inaugurale nella gara contro il
Cortina (6-3) i rossoblu
affrontano i padroni di casa nella
riedizione della finale dell'anno
precedente: questa volta il 3-1
finale premia i Vipers che si
aggiudicano l'importante trofeo
nazionale.
In
vista delle finali di Continental
Cup arriva un altro NHLer, Rob
Di Maio, che si aggiunge a Savoia
e Kinos arrivati prima del secondo
turno. Così tra il 7 e il 9 di
gennaio il popolo rossoblu si
trasferisce a Szekesfehervar,
Ungheria, per vivere un nuovo
capitolo storico dell'hockey
milanese: i Vipers affrontano gli
slovacchi dello Zvolen, i mostri
sacri della Dinamo Mosca e i
padroni di casa dell'Alba Volan.
Tre partite in tre giorni con
altrettante sconfitte che lasciano
un pò di amaro in bocca (mancato
successo con gli ungheresi) ma
anche l'euforia per un quasi
miracolo avendo di fatto tenuto
testa ai russi. Proprio contro la
Dinamo il Milano fa infatti la
partita della vita riuscendo a
tenere il punteggio in bilico fino
a 5 minuti dalla fine.
Il
ritorno in Italia vede la squadra
sempre più convinta dei propri
mezzi: un filotto di sette
vittorie e 1 pareggio consente ai
Vipers di vincere la stagione
regolare e di qualificarsi ai
playoff con il vantaggio del
fattore campo.
Le
pratiche Val Pusteria e Bolzano
vengono risolte
con due rotondi 4-0 con altri due
shut-out realizzati da Eriksson
nei quarti. Dall'altra parte del
tabellone il Cortina fatica con il
Renon salvo poi superare l'Asiago
in soli cinque incontri seppur
tiratissimi.
La
finale vede quindi opposte le
prime due formazioni della regular
season: i pronostici danno il
Milano favorito anche e
soprattutto per la profondità del
roster. In realtà la scelta di
Insam di ruotare solo tre linee
annulla o quasi quello che
sembrava essere un fattore
decisivo per la serie.
Gara
1 giocata all'Agorà vede il
Milano vincere ai rigori per 2-1
grazie soprattutto ad Adams,
autore del gol del pareggio al
termine della prima serie, e a
Savoia autore del gol decisivo.
Come al solito dall'altra parte
Gravel è autore di una
prestazione di grande livello con
50 parate sui 51 tiri subiti. In
gara 2 il Cortina pareggia la
serie con un 2-1 frutto di una
partita giocata con cuore e
grinta. Si torna quindi a Milano
per gara 3 e i Vipers avanti 5-3
al termine del secondo periodo
vengono rimontati da Cullen e
compagni: ci vuole quindi uno
splendido gol, realizzato dal
difensore Savard dopo pochi
secondi di overtime, a consegnare
gara 3 ai milanesi. Cortina viene
quindi invasa dai tifosi milanesi
per gara 4: ma ancora una volta le
vipere si fanno rimontare 2 gol e
sono costrette ad arrendersi ad
una rete di Da Corte a pochi
minuti dal termine del tempo
supplementare. Ci vuole gara 5 per
sbloccare la serie: il Milano
vince nettamente 5-2 dando
finalmente l'impressione di essere
superiore alla squadra avversaria.
Lo scudetto è nell'aria tanto che
giovedi 31 marzo Cortina è
nuovamente invasa dai supporters
rossoblu. Il Milano passa anche in
vantaggio ma un terzo tempo
giocato sottotono consente alla
formazione ampezzana di ribaltare
il punteggio e arrivare a gara 7,
prima volta nella storia
dell'hockey italiano.
Il
Milano parte bene e passa in
vantaggio con Di Maio. Cullen nel
secondo periodo trascina i suoi al
pareggio con una giocata da
campione che manda in rete Strom.
La svolta dell'incontro avviene
poco dopo quando Laszkiewicz
realizza con la complicità di
Gravel il gol del nuovo vantaggio
milanese, seguito poco dopo dalla
marcatura del 3-1 realizzata da
mister playoff Di Maio. La rete di
Sundstrom a meno di due minuti dal
termine fissa il punteggio sul 4-1
finale: il Milano è campione
d'Italia per la quarta volta
consecutiva.
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