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Il Milano comincia la stagione sull'onda emotiva
dei successi della stagione precedente: il mercato estivo porta
in riva ai navigli numerosi giocatori. Le partenze sofferte di
Torkki, Peca e Lachance vengono compensate dagli arrivi di
giocatori di fama ed esperienza quali Muzzatti, Lefebvre, Hiller
e Beattie. A loro si aggiungono i vari
Helfer (poi una delle gradite sorprese stagionali), Comploi,
Zancanella, Galeazzi, Grossi e Banchero a cui nel corso della
stagione si affiancheranno il giovane portiere finlandese
Raisanen, l'esperto De Angelis (in occasione della Continental
Cup), Duthie e Galchenyuk.
A fine mercato il Milano si propone
come una delle big del Campionato e, mostrando tutto il suo
potenziale, la squadra di coach Insam si aggiudica la Supercoppa
Italiana battendo 3-1 i "rivalissimi" (perdonatemi la
parola) dell'Asiago.
Comincia quindi un lungo campionato
ad otto squadre che vede il Milano alternare lunghi alti e bassi
condizionati tra le altre cose dalla partecipazione alla Continental
Cup. Già a metà ottobre il Milano ospita il secondo
turno della massima competizione europea affrontando Olimpia
Lubiana, Klagenfurt e i kazaki della Torpedo Ust Kamenogorsk
(allenati dall'ex Alexandrov): il Milano, seppur faticando, si
qualifica al turno successivo e partecipa un mese dopo al girone
di semifinale
di Asiago affrontando il Lugano e i bielorussi del Minsk oltre
ai padroni di casa.
Il capolavoro arriva nell'incontro del
venerdì: a sorpresa Bortolussi e compagni battono il Lugano per
4-2... un successo storico che vale mezza qualificazione. Il
giorno successivo infatti il Milano pareggia con l'Asiago (che
realizza il gol del definitivo 2-2 con De Bettin anche se le
immagini televisive mostrano come il puck non abbia mai superato
la linea di porta) mentre negli incontri domenicali il Milano
batte il Minsk e l'Asiago pareggia con i bianconeri
luganesi dando addio ai propri sogni di gloria.
Riprende dunque
il campionato mentre il Milano si gode i meritati successi
europei e si prepara con viaggi organizzati alle finali di Continental
Cup (in programma a Zurigo). In campionato la squadra di
Insam non rende secondo pronostici anzi a sorpresa è eliminata
dalla Coppa Italia (a cui si qualificano le prime quattro
squadre dopo la prima fase del campionato) e offre prestazioni
spesso non all'altezza.
Si arriva così a gennaio quando il
popolo milanese invade letteralmente Zurigo
per le finali europee. In semifinale le Vipere affrontano gli
slovacchi dello Zvolen e contro ogni pronostico si impongono 4-2
qualificandosi per la finale (contro lo Zurigo, vincitore dello
Jukurit Mikkeli). La partita decisiva è a lungo combattuta ma
gli svizzeri possono contare su una squadra con linee più
omogenee e riescono a imporsi.
Smaltita la sbornia europea il
Milano si rituffa in campionato: purtroppo numerosi problemi
(stanchezza accumulata negli impegni europei, infortuni a
giocatori chiave quali Muzzatti e Insam, problemi familiari per
Beattie etc) fanno rotolare il Milano ad un passo dal settimo
posto (quello che non consente l'accesso ai play-off): si apre
una lunga contestazione di parte del pubblico (prima indirizzata
verso il solo Adolf Insam in seguito anche ai giocatori) che
termina solo in concomitanza dei playoff.
Il Milano come sesta qualificata affronta il Vipiteno (3° a
fine regular season). In sole due partite gli uomini di Insam si
sbarazzato della compagine tirolese e si qualificano per le
semifinali contro l'Asiago. Persa la prima gara ai rigori il
Milano riesce a vincere gara due con un gol di Bortolussi a 49
secondi dal termine, vince gara 3 ad Asiago con una prestazione
monstre di Muzzatti (48 tiri parati su 48 effettuati
dall'Asiago) e porta a casa la serie dopo gara quattro,
terminata 3-2 ai rigori. Per il secondo anno consecutivo è
FINALE.
Con una partita di ritardo vi arriva anche l'Alleghe
(vincitore nei confronti del Bolzano). La serie si presenta
bilanciata: l'Alleghe vanta una netta supremazia negli
scontri stagionali (5-1 per le civette), una prima linea
fortissima, un ambiente caricato dalla possibile impresa... ma
non ha fatto i conti con questo Milano versione
"europea". Grazie alle ottime prestazioni della prima
linea milanese, grazie alla ritrovata vena di capitan Bortolussi,
grazie al "solito" Muzzatti (autore di due shut-out
nei play-off, di una
media gol subiti pari a 1,40 e di una percentuale di salvataggi
superiore al 95%) il Milano riesce ad imporsi in soli quattro
incontri con due nette vittorie casalinghe e due tirate vittorie
esterne.
Il Milano è campione d'Italia e la folla che riempie
l'Agorà in gara 4 può festeggiare il secondo magico scudetto
(dopo quello storico del 1991).
E' cominciata l'era delle
Vipere?!
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2001-02
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