Milano-ValPusteria 2-3 ot (0-1; 0-0; 2-1; 0-1)

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E’ un Milano senza Gron e Caletti quello che scende in pista per l’ultima giornata di questa fase di campionato. Di fronte, i Lupi privi di Berzins ed Erlacher. I pusteresi hanno il fiato del Renon sul collo, i rossoblu – per quanto riguarda la classifica – sono tranquilli. La partita nasce con un’inerzia simile a Martedì: il Milano è più determinato ed acquisisce una netta supremazia quantitativa, ma anche stasera a livello di pericolosità si fa fatica. La differenza di ‘peso’ tra le squadre rende ancora più arduo scalfire lo slot avversario, e i minuti passati a fare gioco producono poco o nulla. Così, come contro l’Asiago, nella fase conclusiva del drittel – in una delle rare transizione avversarie – arriva la beffa: è Rizzo a infilare un rimbalzo lasciato da Caffi su tiro di Andergassen. Seconda frazione che parte in equilibrio, anche perché i primi dieci minuti sono quasi integralmente giocati in powerplay, dall’una o dall’altra squadra. Entrambe le compagini hanno le loro occasioni, ma paradossalmente la più colossale di tutte capita al Milano in inferiorità: 2 vs 1 con Vallorani che offre un disco d’oro a Fontanive, ma il Duca non riesce a superare un miracoloso Kuhn. Nella seconda metà del drittel il Milano ricomincia a macinare gioco, in maniera anche più ordinata rispetto al primo periodo, forse anche perché la difesa pusterese concede qualcosa in più. Arrivano un paio di belle occasioni ma Kuhn è insuperabile, mentre sull’altro versante Caffi è pronto a neutralizzare le insidiose transizioni dei Lupi. Terzo drittel: meno lucidità, più equilibrio. La svolta al quinto minuto, quando il Valpusteria è di nuovo in powerplay e Hofer trova il raddoppio infilando un altro rimbalzo (su tiro di Devos). Potrebbe essere il crollo, invece è lo stimolo giusto: Vallorani trova subito il 2-1 deviando un tiro di Lutz che chiudeva una bella combinazione Fontanive-Waddell, poi i rossoblu alzano la pressione, una penalità fischiata a Migliore in attacco spezza l’inerzia, Milano sopravvive, nel giro di qualche minuto ritrova lucidità, comincia a macinare occasioni, gioca un ottimo power play a cui manca solo il gol, toglie Caffi e a 52″ dalla sirena trova il meritatissimo pareggio con Fontanive. Overtime: i rossoblu cominciano bene ma alla prima esitazione difensiva arriva il gol di Devos che chiude la gara. Purtroppo al talento hockeistico non corrisponde un adeguato livello di civiltà: Devos festeggia facendo il gesto di “stare zitti” all’intero palazzo, girandosi verso tutti e quattro i lati. Ne nasce un pandemonio, i giocatori rossoblu non ci stanno e si rischia la bagarre; fortunatamente ci sono due arbitri con le palle che lo isolano, lo redarguiscono e gli infliggono addirittura penalità partita. Intanto Helfer, che prima di tutto è un uomo, poi è un uomo intelligente, infine è un uomo con gli attributi, si scusa subito in pista col pubblico, poi lo farà di nuovo al bar e infine sui social. Devos, al contrario, torna in pista a scusarsi con l’aria poco convinta di quello che – non sorprende, d’altronde – non ha capito. Uno sport come l’hockey, fortunatamente, è definito nella sua essenza dalle persone come il grande e indimenticato Armin; se alla sua non più giovane età è ancora un giocatore dominante, di motivi ce ne sono sicuramente molti e diversi.

(foto M.Baracchi)

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