Milano-Valpe 6-2 (1-1; 3-1; 2-0)

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Non c’erano dubbi, almeno su questo: la CDM e – sull’onda- il palazzo intero, ricreano la magia delle grandi occasioni come solo loro sanno fare, è tutto rossoblu e all’improvviso capisci che qualcosa di grande potrebbe accadere, perché l’aria ha quel profumo di Saima che solo noi sappiamo. Mozzafiato. Manca Gron, niente turnover, giocano tutti i terzini stranieri. Si inizia con la tensione a mille: gioco contratto, squadre prudenti, automatismi incerti. Sono due powerplay a sbloccare il risultato: nei primi 10 minuti passa il Milano con Caletti da sottomisura assistito da Fontanive, risponde la Valpe con Di Casmirro che devia un tiro di Johnson dalla blu. Dopo questa fase convulsa il gioco torna a stagnare con poche occasioni e tanti errori, di cui è testimonianza massima una doppia superiorità gestita per due minuti dal Milano senza praticamente riuscire a costruire un buon tiro. Si va quindi a scaricare un po’ di tensione negli spogliatoi sull’1-1. Ne rilascia di più la Valpe che rientra lucida mentre il Milano fa ancora fatica, così i piemontesi assumono una certa supremazia e creano qualche apprensione alla fase difensiva rossoblu. I milanesi si affacciano solo di rimessa ma l’episodio che gira l’inerzia arriva al nono minuto, quando una magia di Vallorani, che aggira la difesa Valpe e offre a Campanale la possibilità della deviazione vincente, porta in vantaggio i padroni di casa. La dinamica cambia immediatamente, i rossoblu prendono più iniziativa e trovano dopo solo due minuti una doppia superiorità che questa volta sfruttano subito con Murray dalla blu: 3-1. I torresi provano a tenersi a galla, ma patiscono il colpo: poco dopo sono loro in superiorità, ma il Milano tiene bene ed è aggressivo, riesce addirittura a costruire e da una combinazione Vallorani-Caletti arriva l’assist per Lutz che arriva da posizione centrale e infila lo shorthanded gol del 4-1, a quattro minuti dal secondo intervallo. Break fulminante dei milanesi che poi riescono a gestire piuttosto bene il vantaggio: sarebbe un momento perfetto se la difesa meneghina non si facesse perforare a 8″ dalla sirena da un gol di Brine che di fatto riapre la partita. All’inizio della terza frazione la Valpe ci prova, ma dopo quattro minuti si trova in inferiorità numerica e Petrov si inventa un gol eccezionale, portandosi dietro la difesa avversaria per poi penetrare lateralmente e superare Sidor di finezza. La gara si chiude virtualmente un minuto dopo quando Caletti lancia Vallorani che supera Sidor con un missile sul primo palo. Pyle cambia portiere lanciando Armand Pillon, il Milano fa una perfetta gara di contenimento e guadagna la finale nella bolgia dei 3511 dell’Agorà. Bene tutti e tre i blocchi; fa particolarmente piacere la prestazione importante della terza linea, in cui peraltro gira Marcello Borghi, appena rientrato dopo il lungo stop. Domani, 18.30, finale col Renon che supera il Val Pusteria 3-2 all’overtime dopo una gara molto equilibrata. Tra sogni di gloria, soddisfazione per essere ben oltre ogni aspettativa, ricordi e precedenti, stanotte – insonne naturalmente – c’è solo da rileggersi i nomi di tutti questi ragazzi, uno per uno, e pensare a cosa stanno facendo. E poi, domani, bandiere al vento, cuore e rabbia: è di nuovo battaglia.

( foto Mario Baracchi)

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