Milano-Valpe 2-1 ot (0-0; 1-1; 0-0; 1-0)

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Valpe al completo e Milano senza Gron: rapida e concisa l’analisi dei due roster per la prima dei playoff 2014/15. D’altronde, il senso è proprio questo: finito il tempo delle parole, adesso contano solo i fatti. Da ora si gioca ogni gara come se non ci fosse un domani. Obiettivo: che un domani, invece, ci sia. L’incognita è il tipo di ‘urto’ coi playoff che potrà avere un Milano giovane ma ormai inevitabilmente oggetto di determinate aspettative dopo una stagione ottima, di fronte a una Valpe che esce da un brutto periodo ma che è squadra molto esperta e navigata.La fase iniziale  è un’intensa sofferenza: rossoblu che sentono il cambio di clima e sono tesi, contratti, imprecisi; piemontesi che cercano di approfittarne alzando il ritmo e mettendo pressione. Arrivano alcune buone occasioni per i biancorossi,  i meneghini fanno davvero fatica a difendersi con ordine e a ripartire. Col passare dei minuti il Milano entra lentamente in partita, sbaglia meno e comincia a pungere. I torresi perdono un po’ l’inerzia dando l’impressione che – col calare  degli errori milanesi da sfruttare –  la loro pericolosità sia destinata a diminuire in maniera direttamente proporzionale. I rossoblu prendono allora coraggio, e chiudono la frazione in avanti, addirittura con un’incredibile sequenza di carambole davanti a Sidor che solo a causa di qualche stranissima legge della fisica non producono il gol. Ci si illude un po’, ma purtroppo la crescita del Milano – per ora – si ferma qui, e il secondo periodo ricalca dal punto di vista della dinamica il primo: Milano contratto e impreciso in avvio, Valpe che alza la pressione e questa volta trova il gol con Pope al quarto minuto, dopo aver schiacciato i rossoblu nel terzo per almeno quaranta secondi. Ancora una volta, tuttavia, alla boa di metà frazione i meneghini cominciano a costruire qualcosa, anche se la lucidità non è certamente la solita. Inoltre, i piemontesi sono esperti in questo tipo di gare e sporcano con continuità il gioco milanese, che non trova facilmente sbocchi nè adeguata finalizzazione. La partita sta per prendere una brutta piega dal punto di vista mentale: quando i rossoblu riacquisiscono – a tratti – un po’ d’ordine, la Valpe fa sensibilmente meno paura, ma questa difficoltà a concretizzare  innervosisce i milanesi che perdono nuovamente  lucidità come in un circolo vizioso. Un powerplay in cui il Milano non riesce praticamente a entrare nel terzo avversario trasmette brutti segnali, ma a soli 6 secondi dall’intervallo Fontanive devia un missile di Lutz alle spalle di Sidor e pareggia: episodio chiave, gol di importanza colossale. Nel terzo drittel finalmente il Milano sembra  riavvicinarsi alla propria identità con continuità; la Valpe cerca di alzare anche questa volta la pressione in apertura di frazione, ma i rossoblu ora sono pronti, si difendono con più ordine e col passare dei minuti acquisiscono una leggera supremazia quantitativa, anche se piuttosto sterile. I piemontesi si difendono bene e ripartono con transizioni pericolose, ma negli ultimi cinque minuti Lutz cambia i ritmi con un paio delle sue incursioni devastanti, e sull’onda di queste iniziative arrivano tre-quattro grosse occasioni per il Milano: purtroppo la mira non è quella delle migliori serate. Non arriva il gol, quindi, ma a 20 secondi dalla fine Vallorani guadagna una penalità che la Valpe sconterà quasi per intero nell’overtime. Questo minuto e quaranta di powerplay in apertura di extra-time non porta frutto, ma ha il pregio di installare il Milano stabilmente nel terzo avversario: appena scaduta la penalità, coi rossoblu ancora in possesso del disco, assist d’oro di Frei per Campanale che – a tu per tu con Sidor- porta il puck sul rovescio e infila sotto la traversa. Esplode l’ Agorà per una vittoria sudata e strappata coi denti da un Milano che lotta per più di sessanta minuti con se stesso, fino a ritrovare la propria identità nel momento culminante. Un percorso psicologico che forse era inevitabile attraversare in questo esordio nei playoff, e che i rossoblu sono stati capaci di superare: questa potrebbe essere la notizia migliore della serata, nell’ottica della prosecuzione della serie. Ora, però, dimenticare il primo punto messo in saccoccia e tenere concentrazione massima: martedì gara-2 a Torre.

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