Milano-Egna 7-4 (3-3; 3-1; 1-0)

FOTO WADDELL MILANO HOCKEY ROSSOBLU_-3 (1)

L’Egna scende a Milano col roster corto: fuori Tragust ( gioca Steiner), i due Sullman e il ceco Stehlik. Nel Milano esordio di Waddell (nella foto di Elena Di Vincenzo), mentre sono assenti Murray e Borghi. Inizio a bassa tensione – ormai cronico – del Milano, che stasera tuttavia supera il limite di guardia: non c’è gioco, niente costruzione, difesa traballante, solo qualche flebile iniziativa personale. L’Egna non ha bisogno di fare alcunché di eccezionale per trovarsi avanti 2-0 (Bertignoll, Kubincak) a metà frazione. Accorcia Fontanive riprendendo il rimbalzo lasciato da Steiner su una bella iniziativa di Caletti, ma gli atesini segnano immediatamente il 3-1 con Faggioni. È un bruttissimo segno questo, confermato pochi minuti dopo da una colossale occasione che porta gli ospiti a un soffio dal quarto gol. Il Milano fa enorme fatica, fortunatamente Gron è bravo a crearsi un ‘uno contro zero’ e a superare Steiner: 3-2. La partita è tecnicamente brutta, tanti errori, ci sono occasioni su ambo i lati ma quasi tutte nate da imprecisioni avversarie. Proprio da un’incertezza difensiva atesina nasce la combinazione Migliore-Petrov-Gron che quest’ultimo sfrutta fulminando Steiner dallo slot e fissando sul 3-3 il parziale di frazione. Importantissimo aver recuperato dal punto di vista del punteggio, certo, ma così non va. Secondo drittel che inizia solo leggermente meglio: è sufficiente per rimettere la partita su binari più adeguati. Segna Piccinelli da sottomisura, ma l’Egna non molla e una bella combinazione Willeit-Kubincak conclusa dal ceco riporta lo score in equilibrio. C’è ancora bisogno un disco perso dagli atesini in uscita di zona per innescare Gron, che è molto bravo a superare i terzini in accelerazione e a mettere giù Steiner appoggiando il disco in rete. Fase di 4 vs 3 e poi 5 vs 4 a favore del Milano, che quasi allo scadere del powerplay trova il gol con una magia di Vallorani: 6-4 e inerzia strappata. Il resto del periodo scorre con un po’ meno patema, soprattutto perché dietro i rossoblu sono un pochino più lucidi, ma in realtà non sembra ancora finita. L’Egna sostituisce il goalie mettendo Giovannelli, il Milano prova a chiuderla e ci riesce al 4’39″ quando una spettacolare combinazione Caletti-Campanale-Gron conduce al quarto gol di Tyler: più importante dell’aspetto numerico di questa rete è la sua costruzione: finalmente, dopo due periodi di episodi sporadici, è una squadra che gioca,  e non talenti singoli. Il resto della gara è infatti accademia. Si chiude col saluto di Manuel Lo Presti: l’ultima volta, dopo il passaggio sotto la CdM, per non sovrapporsi al giro del Milano non aveva salutato l’altra metà del palazzo. Non lo ha dimenticato, naturalmente, e stasera ha potuto portare a termine il suo giro completo.

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