Milano-Caldaro 9-1 (1-1;4-0;4-0) e… benvenuto Matt Waddell!

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Il punteggio potrebbe far pensare a una partita senza storia, ma in realtà la storia c’è stata eccome: fino a metà gara l’esito era tutt’altro che scontato, i fantasmi della sconfitta con l’Appiano aleggiavano numerosi e si aspettava con trepidazione che qualcosa facesse svoltare il tutto nella giusta direzione. Nel primo drittel, addirittura, il Caldaro aveva giocato meglio e tirato di più. Il Milano (senza Migliore e Borghi), coerentemente agli avvii delle ultime partite, stentava a prendere quota, l’unico blocco produttivo (Vallorani-Caletti-Fontanive) si perdeva in eccessi di leziosità, la difesa tradiva una tensione piuttosto bassa e così un pragmatico Caldaro, senza fronzoli ma di sostanza, riusciva a tenere testa ai rossoblu, pareggiando con Pichler il gol di Vallorani (foto, in alto, di Elena di Vincenzo e, sotto e da diversa angolazione, di Mario Baracchi), per un parziale di 1-1.

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Il gol di Vallorani (foto M. Baracchi)

Il brutto Milano del primo periodo si trasformava parzialmente durante l’intervallo, rientrando con più energia e convnzione; una frazione ricca di penalità metteva, in particolare, in evidenza la superiorità degli special teams milanesi, dominanti in powerplay solidi e pericolosi in penalty killing. Proprio in superiorità numerica arrivava il 2-1 di Lutz dalla blu, ma l’equilibrio era ancora ben lontano da un definitivo spostamento sul versante meneghino, seppure una tendenza in quella direzione fosse sempre più evidente. Al 14’50” fine della sofferenza: un’altra fucilata di Lutz dalla blu in powerplay sanciva il 3-1 e l’inizio del crollo avversario. Fisicamente e mentalmente provati, gli atesini perdevano rapidamente mordente fino ad aprire la strada ad una goleada: Fontanive (powerplay) e Colombo (primo gol in A) in chiusura di drittel, poi doppietta di Petrov e reti di Lo Russo (prima in A anche per lui) e Gron (shorthanded gol) nel terzo periodo (con Tesini tra i pali, subentrato a Caffi). Finiva 9-1 proprio mentre calava sull’Agorà la notizia di un nuovo arrivo.

Il rinforzo spesso invocato nei più duri periodi di eroica resistenza col roster tirato allo stremo, è infatti finalmente arrivato. E che rinforzo. Matt Waddell, terzino canadese (Vernon, British Columbia, classe ’84, 185 cm x 93 kg, stecca sinistra) con esperienza biennale in Italia (Pontebba 2011/12 e Alleghe 2012/13) è l’uomo destinato a puntellare la difesa milanese super-usurata dal recente tour de force vissuto girando praticamente sempre a 4 o 5 uomini. Solido in fase difensiva, dotato di efficace propensione offensiva, è un two-way dotato di ottimo pattinaggio, ottimo tiro,  ottima gestione del powerplay, ottimo primo passaggio in uscita di zona. Oltre che, in generale, per le sue statistiche italiane (28 gol e 49 assist in 95 partite) e il valore dimostrato in Serie A, Waddell è rimasto nella memoria del pubblico dell’Agorà anche per la gara Milano-Alleghe del Settembre 2012: i rossoblu, appena tornati in A e con un roster sulla carta competitivo per le zone alte della classifica, si portarono 2-0 sbagliando poi grappoli di gol, per essere infine raggiunti a causa di un gol dello stesso Waddell e del pareggio del Duca in chiusura. Si andò ai rigori, per il Milano segnò Degon, Raycroft parò alla grande i primi 4 tiri agordini. Coi rossoblu a un passo dalla vittoria, fu ancora Waddell a lasciare il segno: due penalty consecutivi infilati a Raycroft (l’ultimo della serie di cinque ed il primo di quella ad oltranza) e l’Alleghe vinse. Giocatore eclettico, uomo di carattere, esperienza e tecnica, è sicuramente la figura che serve a questo Milano, essendo in grado di offrire solidità difensiva e pericolosità offensiva. Una carriera nata in NCAA (Ohio States University), transitata brevemente nelle minors americane (una stagione tra Charlotte Checkers in ECHL e Hatford Wolfpack in AHL), poi consolidatasi in Europa (Svezia, Finlandia, Ungheria e Italia)fino alla parentesi in Giappone ad al ritorno, quest’anno, nel vecchio continente, in Del 2 con la maglia del Kaufbeuren (4+13 in 34 partite). Ora di nuovo in Italia: attualmente il Milano ha cinque transfer, motivo per cui l’arrivo di Waddell costringerà Pat Curcio al turnover.

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