Milano-Appiano 1-2 so (0-0;1-1;0-0;0-0;0-1)

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Il Milano, dopo tanto tempo, è pressoché al completo ( fuori solo Borghi). Eppure, sembra proprio nascondersi nel tipo di miscelazione con cui sono costruiti stasera i blocchi il germe di una sconfitta tutto sommato immagine fedele della partita. I rossoblu partono infatti – come nelle ultime gare casalinghe – con una tensione inferiore ai propri standard, ma la supremazia lasciata ad un Appiano ordinato, lucido e solido appare eccessiva e preoccupante: il parziale del primo periodo è di 17 tiri a 2 per gli atesini, il Milano in sostanza è inoffensivo e regge grazie al solito ottimo Caffi. La ricerca di tre linee equilibrate basate su coppie ben assortite (Vallorani/Fontanive, Caletti/Gron e Petrov/Migliore) e completate rispettivamente da Terzago, Piccinelli e Colombo, non porta frutto: nessun blocco funziona in maniera ottimale. Curcio allora modifica il lineup cercando la quadratura del cerchio, Fontanive va con Gron e Caletti, Vallorani va con Petrov e Migliore. Gira un po’ meglio ma non troppo, stavolta il Milano non riesce a recuperare il bandolo della matassa e farà una gran fatica a gestire il sistema dell’Appiano fino alla fine. Sono proprio i gialloblù a passare in vantaggio con Vallerand attorno all’8′ del secondo drittel. Il Milano cerca di reagire, ma fa fatica : dopo cinque minuti arriva un powerplay che non gira bene, ma che Fontanive risolve significativamente con un’azione personale: provvidenziale 1-1. Da questo momento in poi sarà estenuante battaglia fino al 60′, con Caffi sugli scudi ma anche Vallini ottimo quando chiamato in causa. Il risultato non cambierà più, sigillato da un Milano costantemente in difficoltà in fase di costruzione del gioco e con pochi sprazzi, e da un Appiano più brillante ma – unica pecca – a volte impreciso in finalizzazione, tanto da non sfruttare un totale di 50 tiri effettuati contro 30 ricevuti. L’elemento che rischia di indirizzare la gara in maniera accidentale è l’arbitraggio qualitativamente pessimo sostanzialmente in entrambe le direzioni, ma anche l’overtime non produce esiti definitivi. Ai rigori – ulteriore testimonianza di una serata no – i milanesi trovano solo il gol di Fontanive, mentre l’Appiano segna tre dei primi quattro tiri, chiudendo – in fondo meritatamente – i conti. Niente drammi, è fisiologico che – ad esempio – un Vallorani al rientro sia sotto tono, che la stanchezza giochi brutti scherzi e che le alchimie tattiche non portino sempre risultati ottimali. Il potenziale – ormai è dimostrato – c’è, e ora ci sono due giorni di tempo per trovare come riportarlo fuori : il Fassa non scherza.

( foto Elena Di Vincenzo)

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