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Giulio
Scandella, ala destra nativa di Montreal,
inizia la sua carriera da junior negli Halifax
Mooseheads, con la cui maglia, vestita per due
stagioni, realizza 17 reti e 42 assist in 151
partite. Le buone prove del non ancora
diciannovenne italo-canadese, in possesso del
doppio passaporto dall’età di 16 anni,
attirano l’attenzione degli Huskies nella
stessa Quebec Major Junior Hockey League:
subito a suo agio nella nuova franchigia,
Scandella realizza 66 punti in 59 partite,
bottino che valgono la chiamata al camp del
giugno 2003 dei Chicago Blackhawks (tryout
basis). Alla seconda stagione con gli Huskies,
fa scalpore la decisione dell’azzurro, in
quel momento top-scorer del team (19+33 in 36
partite), di lasciare il Canada per approdare
in Italia e conquistare così la possibilità
di giocare nel corso delle Olimpiadi invernali
di Torino 2006. Sono gli stellati
dell’Asiago a dare al giovane prospect
questa possibilità, e Scandella ripaga
immediatamente la fiducia della società: in
linea con Tuzzolino e Rigoni, nell’inedito
per lui ruolo di centro, gioca un ottimo
stralcio di stagione, dimostrando mezzi
tecnici e velocità di pattinaggio
ragguardevoli. Dopo il secondo camp Nhl
nell’estate 2004, con i Vancouver Canucks,
Scandella torna ad Asiago, formando con Rico
Fata una delle coppie più veloci e
difficilmente marcabili dell’intero torneo.
Nel corso della sua terza ed ultima stagione
ad Asiago, nel 2005-06, gli infortuni ne
frenano l’esplosione, impedendo all’ala di
mettersi in mostra nel corso dell’evento
olimpico di febbraio. Dopo le tre stagioni ad
Asiago (98 partite, 48+38 ), nel corso
dell’estate arriva la chiamata degli
Augsburg Panthers: solo 19 le partite
disputate nella selettiva Del (2+4), fino
all’approdo a Milano in seguito alla corte
di coach Insam, autentico estimatore della
nuova ala rossoblu.
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