“E’ un altro provocatore che gioca più duro di quanto la sua taglia gli consenta. Peraltro deve giocare fisico ad ogni transizione per potere essere efficace”. Il giudizio inclemente di Hockey’s Future, anno Domini 2000, non faceva certo presagire un futuro in NHL per Pat
Iannone. Ecco quindi che l’ala
italo-canadese, classe 1982, dopo un quadriennio tra i junior della Western Hockey
League, decide di partecipare al camp di Jim Corsi per gli italo che ambiscono a vestire la maglia del Blue Team alle Olimpiadi di Torino. Quindi segue le orme paterne, scegliendo il
Belpaese. Del Iannone, tra Vipiteno,
Valpellice, Bolzano e Cavalese, aveva giocato una delle sue stagioni migliori a Varese, ed è da Mastino che inizia nel 2003 l’avventura italiana di
Pat. Dopo due buone annate a Varese, in cui colleziona 88 punti in 84 incontri, Iannone segue coach Martino ad Asiago: quello sull’altopiano si rivelerà un anno da dimenticare.
Dotato di un buon gioco di balaustra e di uno slap potente, nel 2006 giunge a sorpresa alla corte di Adolf Insam (da tempo i Vipers non attingono più alla scuderia di Ron
Chipperfield). Ragionevolmente il suo ruolo sarà quello di dare peso a una terza linea nuova di zecca.