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#8 - Kyle Hood
Kyle hood
Ruolo: Difensore Stecca: destra
Altezza: 180 cm Peso: 86 kg
Nato il: 28/03/1984 Nato a: Osoyoos, Canada
Nazionalità: Canadese   
Draft: n/d
A Milano: Dal 2010-11 (Milano Rossoblu)

Cenni sul giocatore
Viene dall’unico deserto del freddo Canada, da una piccola città il cui nome indiano significa “luogo dove due laghi si incontrano” – il dualismo, dunque, è scritto nel suo destino: “per me non è importante in che posizione gioco; io voglio vincere, non fa una gran differenza se gioco terzino o centro, fintanto che aiuto la squadra in qualche modo”.
La tanto invocata foglia d’acero torna a profumare col suo ineguagliabile fascino e la sua inebriante essenza d’hockey allo stato puro il reparto difensivo milanese e lo fa tramite Kyle Hood, classe 1984, 180 cm. per 86 kg., stecca destra, un uomo che sulla carta d’identità ha scritto “difensore” ma che all’occorrenza è un centro coi fiocchi. Le referenze sono di quelle che aprono le porte di ogni cuore rossoblu perché scaturiscono da un altro grande cuore rossoblu: il mittente è Chris Bartolone, suo compagno di squadra nelle ultime due stagioni e suo grande estimatore al pari di coach Pietroniro. Hood spende i suoi primi anni da hockeysta tra BCHL e USHL, e nel 2003/04 è il difensore con più punti dell’intera BCHL (66 in 58 partite, 10 gol e 56 assists), ma è anche baluardo in fase difensiva, uno che non si tira indietro quando il clima si fa pesante ( 116 minuti complessivi in panca puniti). L’anno successivo passa in NCAA, alla Ohio State University dove resta quattro stagioni, utilizzato come difensore di spiccate attitudini offensive (55 punti in 134 partite, 17 gol e 38 assist). In questa fase di crescita hockeystica Kyle sviluppa caratteristiche che lo rendono non comune: mette l’anima in difesa, tanto da segnalarsi durante il suo ultimo anno in una statistica - quella dei tiri bloccati col corpo (15 in 29 partite) - che evidenzia tradizionalmente lo spirito di sacrificio di un giocatore; contestualmente, sviluppa una grande efficacia in fase di impostazione del gioco e diventa molto pericoloso in power play, sia come regista che come finalizzatore: “Al minuto 8:23, il blueliner di Ohio Kyle Hood rilascia uno dei suoi slapshot, che colpisce la stecca del portiere avversario e finisce in rete” – è solo una normale nota di cronaca dopo una sua partita. Mentre è ancora in Ohio, Kyle definisce se stesso “un uomo-assist, un quarterback durante i power play, uno che lavora duro per la squadra”, e queste sue caratteristiche sono premiate: nel 2008 viene chiamato in CHL dagli Arizona Sundogs per i playoff, dove realizza 6 punti (4+2) in 16 partite, accomodandosi per 32 minuti in panca puniti. Confermato per la stagione seguente, diviene finalmente un professionista e consolida la sua natura di giocatore eclettico. Realizza 27 punti in 64 gare; durante la prima parte della stagione gioca come terzino , mentre nella seconda viene prevalentemente schierato come centro. “Nella sua prima stagione piena da professionista” – dice di lui Pietroniro – “Kyle ha dimostrato il suo valore ed il suo talento giocando sia da attaccante che da difensore a seconda delle necessità della squadra; è il tipico giocatore che si sacrifica per il bene dei suoi compagni. Non vediamo l’ora di riaverlo per la prossima stagione”. Hood, infatti, torna, e per esigenze tattiche gioca quasi tutta la stagione 2009/10 come centro. I numeri parlano da soli: 56 punti (14+42) in 63 partite. “E’ molto importante avere in squadra un giocatore di qualità che può ricoprire molto bene entrambe le posizioni”, dice di lui Pietroniro. Adesso Kyle è del Milano, dove un uomo con le sue caratterstiche mancava come l'acqua nel deserto, sia in fase difensiva, sia in fase di impostazione dell'azione, sia sulla linea blu, soprattutto in power-play. “Hooder” è tifoso dei Flames, è supersitizioso e ha un gran numero di rituali da osservare il giorno della partita; il suo giocatore prefertito è Chuck Kobesaw, perché… “ha una grande etica del lavoro” - l’etica che piace al popolo rossoblu. Sacrificio, sangue, sudore, lavoro e spirito di squadra: la forza è potente in lui. Di Luke Skywalker lo diceva Darth Fener; per Kyle Hood, invece, garantisce Chris Bartolone.

  Statistiche 
Anno Squadra Lge Pg G As Pt Pim
2000-01 Penticton Panthers BCHL 55 6 17 23 96
2001-02 Penticton Panthers BCHL 58 15 44 59  
2002-03 River City Lancers USHL 26 1 4 5 35
2003-04 Cowichan Valley Capitals BCHL 64 11 61 72 143
2004-05 Ohio State University NCAA 35 5 16 21 39
2005-06 Ohio State University NCAA 37 5 8 13 24
2006-07 Ohio State University NCAA 29 5 5 10 10
2007-08 Ohio State University NCAA 33 2 9 11 39
2007-08 Arizona Sundogs CHL 16 4 2 6 32
2008-09 Arizona Sundogs CHL 64 8 19 27 144
2009-10 Arizona Sundogs CHL 63 14 42 56 131
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