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Il gol è il
suo mestiere, l’assist il suo hobby. E’
Matt Dias, ala canadese (con passaporto
portoghese) classe 1988 che arriva a
Milano per rendere quanto più letale
possibile l’attacco rossoblu in versione
2010/11. La sua carriera comincia a
quindici anni nei Soo Thunderbirds (NOJHL);
nel 2005 Matt approda alla OHL, draftato
al quarto giro dai Sudbury Wolves. “Si
trovano spesso delle perle al
quarto-quinto giro”, sostiene ancora
oggi il presidente dei Wolves, Blaine
Smith. Come dargli torto? In quattro
anni Dias produce 204 punti (105 G, 99
A) in 295 partite con un rendimento in
costante crescita (rispettivamente 38,
52, 48 solo regular season, 66 punti nei
quattro anni coi Wolves ), e costella di
momenti indelebili i ricordi dei suoi
tifosi. Indimenticabile il gol al minuto
3:23 del terzo overtime in gara 6 nella
finale della Eastern Conference OHL 2007
contro i Belleville Bulls: un gol che
valse l’accesso ad una storica
finalissima per una squadra che aveva
chiuso la regular season col sesto
seeding. In finale i Wolves non riescono
a compiere il miracolo, ma Dias, durante
la serie, viene eletto “giocatore OHL
della settimana” per aver realizzato 5
punti (2G 3A) in due partite a distanza
di pochi giorni. Negli annali anche i 4
gol (di cui 3 nei primi 13 minuti di
gioco) segnati in una gara 5, sempre
contro i ben più attrezzati Bulls, ney
playoffs 2009. Malgrado l’ottimo
rendimento in OHL , la chiamata dalla
NHL non arriva, e nel 2009, dopo qualche
buona apparizione in ECHL nei due anni
precedenti (6 punti in 6 partite tra
Wheeling Nailers e Cincinnati Cyclones),
comincia una difficile lotta per entrare
nelle minors con un contratto da
professionista. Sembra fatta con gli
Elmira Jackals (ECHL), tanto che coach
Martinson dichiara “Matt è un giocatore
con un gran senso del gol, giovane,
veloce, esaltante da guardare”;
tuttavia, a inizio stagione nel roster
non c’è posto per un’altra ala. “E’ come
una porta girevole per noi giocatori,
ero il sessantanovesimo a vestire la
maglia dei Jackals quest’anno; si
guadagna poco e c’è molta politica . E’
dura.”, dichiarerà Dias. Sempre nel 2009
Matt gioca una partita-esibizione con
gli Hershey Bears (AHL), segnando,
naturalmente, un gol, ma anche in questo
caso il roster è già completo. Dias
sembra abbandonare l’idea del
professionismo, e all’inizio del 2010
sceglie di giocare in CIS per i
Thunderwolves della Lakehead University,
affiancando all’hockey gli studi in
Scienze Politiche. Il suo arrivo produce
un’impennata nel rendimento offensivo
della squadra (a fine stagione saranno
27 punti in 23 partite per lui). A
Lakehead Matt ritrova il vecchio
compagno di linea Matt Caria, un centro
di origini italiane con cui ha sempre
creato una coppia devastante, e
l’ambiente sembra convincerlo: “mi piace
il fatto che ci si alleni ogni giorno e
che si lavori molto, come in OHL; il
coach, poi, non è affatto vecchio
–stile, vuole una squadra che giochi ad
alti ritmi”. Nel cuore di Matt ,
tuttavia, battono stecca e puck, non c’è
posto per altro, e per uno sniper come
lui che sul ghiaccio non si tira mai
indietro, le vie verso il professionismo
non fanno mai paura.
La prossima passa per l’Agorà. |