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Chi
ha l’età per ricordare tra gli eroi
d’infanzia il leggendario “Jeeg robot
d’acciaio”, forse rivivrà nel mercato
del Milano degli ultimi giorni
l’emozione del momento-clou del cartone
animato giapponese, quando i
“componenti” lanciati dalla fidata Miwa
si univano per creare l’imponente corpo
del protagonista.
Così, dopo la testa – Klouda - e le
(s)palle - Constant - ecco innestarsi
sul corpo rossoblu anche il braccio
destro – ed è un braccio di quelli col
bicipite che non scherza: Luca Ansoldi
arriva a Milano, dopo una vita da
cannoniere, con la precisa intenzione di
non cambiare abitudini.
Più di 500 partite in serie A, 431 punti
( 174 gol, 257 assists ), 487 PIM, e una
carriera di tutto rispetto in maglia
azzurra: 42 presenze con la nazionale
maggiore e 15 punti (8+7).
Di Merano, Renon, Cortina, Bolzano le
maglie vestite da Luca, ma nell’armadio
mancava ancora il rossoblu.
Ala destra/centro 29enne, Ansoldi
aggiunge peso (183 cm x 92kg.),
precisione e potenza all’attacco
milanese.
Indicazioni terapeutiche: cura il male
che l’anno scorso ha messo in ginocchio
a lunghi tratti il Milano, ovvero la
gravissima crisi di finalizzazione in
attacco, powerplay compreso. Occhio,
però, è un medicinale, leggere
attentamente le avvertenze e le modalità
d’uso: messo all’ala di un tipo come
Peter Klouda, può avere effetti
collaterali gravi – anche esplosivi. Le
fondamenta dell’Agorà sono avvisate: di
farne un uso moderato, qui, nessuno se
lo sogna nemmeno.
D’altronde - e con le consapevolezze
hockeistiche maturate oggi abbiamo
finalmente la prova che non si trattava
di una coincidenza – appena le cose
cominciavano ad andare male il braccio
destro di Jeeg si trasformava nel
temibile, devastante e indimenticabile
bazooka spaziale, invocato come
un deus ex machina nei giochi
di tutti i bambini degli anni ’80. Noi,
attraverso la sempreverde passione per
il rossoblu, abbiamo trovato il modo di
invocarlo anche da grandi: ecco, è il
momento di Luca bazooka.
Cuore e acciaio. |