Gara 5 di semifinale: 4-2 al Merano, il Milano e il suo popolo sono in finale.

29948392040_ef0044e5d9_z

La finale è del Milano, i rossoblu se la sono sudata e guadagnata con merito, hanno sofferto fino a pochi secondi dalla conclusione e il Merano, che non ha mai mollato, alla fine si è dovuto arrendere. Per la partita decisiva coach Da Rin modifica secondo e terzo blocco difensivo e schiera Ilic con Spimpolo e Piccinelli con Betti. Coach Max Ansoldi invece mischia le carte in attacco e al primo ingaggio con Lo Presti e Moren c’è Thaler.
Quagliato deve subito far fronte a Perna e Petrov, in un’occasione il disco fa la barba al palo alla sinistra del goalie meranese e il pubblico si infiamma. Un paio di azioni offensive a testa e arriva la prima penalità: sanzionato Luca Ansoldi per sgambetto. Il Milano da il meglio con Perna, ma per Quagliato è normale amministrazione. L’estremo difensore del Merano è indeciso al 7’48″ su Ilic, quando tenta di allontanare il disco col bastone, lo manca e si ritrova il puck sotto i gambali. Il primo serio pericolo lo corre Tura all’11’27″, la terribile cannonata di Cainelli si stampa sul palo. E’ l’ultimo sussulto del periodo iniziale, le squadre rientrano negli spogliatoi sullo zero a zero: è la prima volta che nel corso di questa serie un parziale termina a reti inviolate.
Come nelle precedenti gare della serie l’approccio del Milano al secondo tempo non è brillante, il Merano ci prova con diversi tiri, ma questa volta i rossoblu non subiscono nessuna rete. Poi la reazione e il più pimpante è Petrov che per due volte, nella seconda con la collaborazione di Pozzi, mette alla prova pinza e riflessi di Quagliato. Le aquile, che continuano a variare i terzetti offensivi, impensieriscono Tura con un’incursione di Luca Ansoldi; il portiere non trattiene il disco, l’azione prosegue, ma il gioco viene interrotto per lo spostamento della gabbia. Manco un minuto e gli arbitri colgono Re in flagrante; Milano per la prima volta in inferiorità numerica. Si vola da una grossa opportunità costruita e non finalizzata a dovere da Perna al remunerativo power play degli ospiti, che in pratica passano in vantaggio con Luca Ansoldi nel momento in cui la penalità di Re è scaduta da soli tre secondi e il difensore è ancora fuori dal gioco. Da notare che Luca Ansoldi, Ingemar Gruber e Lars Moren sono rimasti sul ghiaccio per tutti e due i minuti di uomo in più. Il Milano riparte con decisione e il pareggio è quasi immediato: botta di Ilic, Quagliato non trattiene e Pozzi lo fredda. Le squadre sono affaticate, del Milano conosciamo cerotti e guai fisici di alcuni giocatori ed evidentemente anche i bianconeri devono fare i conti con i loro. Il gol del pareggio riavvia le energie superstiti dei rossoblu, che impongono il proprio gioco con assoluta determinazione e da qui al secondo riposo possiamo contare due minuti di panca a Kobler purtroppo non concretizzati, un palo di Ilic e nientepopodimeno che la rete del vantaggio di Marcello Borghi con il disco che attraversa una selva di sagome, gambe e bastoni per infilarsi in fondo alla rete del copertissimo e incolpevole Quagliato.
L’ouverture dell’ultima frazione registra i due episodi che si rivelano determinanti: la penalità inflitta a Davide Turrin e il successivo paziente e ragionato power play premiato con la rete del 3-1 di Domenico Perna. Fino a stasera la costante di questa serie era che il parziale del terzo tempo, eccetto il 2-2 di gara 1, aveva sempre visto il Milano chiudere in passivo. I due gol di vantaggio, oltre a far crescere il morale di atleti e tifosi rossoblu, rappresentano oro e ossigeno allo stato puro. Le aquile, sempre sommando meno tiri rispetto ai rivali, sembrano più affaticate, rischiano il tracollo in superiorità numerica e al 12’12″ inciampano in un “troppi uomini sul ghiaccio” che la dice tutta. Nei seguenti due minuti il Milano va ancora vicino al 4-1: Petrov mette il disco davanti alla porta, Pozzi anticipa Roland Pircher e spara a botta sicura, ma Quagliato non si fa sorprendere. A rendere unico il nostro sport ci sono gli imprevisti del mestiere e i minuti di penalità che spuntano quando meno te lo aspetti. A 2’58″ dalla sirena altro vamtaggio numerico per il Merano con Migliore in castigo. Per i bianconeri è il momento dell’ora o mai più: via il portiere e al 17’48″ Faggioni inganna Tura per riaccendere la speranzosa fiammella che ancora arde in riva al Passirio. Nel finale il Milano è lucidissimo e non sbaglia un colpo; limita le grandi manovre degli avversari, mantiene sapientemente il disco e cattura ingaggi. A 45″ dal termine coach Max Ansoldi rinuncia per l’ultima volta a Quagliato; idem come sopra, finché Schina si impadronisce del disco e con prepotenza si invola verso la porta sguarnita e insacca il quarto gol per il tremendo boato del popolo rossoblu che ha suonato la carica dal primo all’ultimo minuto e per l’ennesima volta si è eretto a inimitabile e insostituibile settimo giocatore! Che nessuno abbassi la guardia, domenica arrivano i pirati…

MILANO-MERANO 4-2 (0-0; 2-1; 2-1)
2° t 10’30″ L. Ansoldi (Mer), 12’10″ Pozzi (Ilic, Migliore), 19’41″ M. Borghi (Re, Perna).
3° t. 3’43″ Perna (Schina, M. Borghi) sup. num., 17’48″ Faggioni (Mer) sup. num. e porta vuota Merano, 19’58″ Schina (porta vuota Merano).

MILANO: Tura (Pignatti); Re, Schina; Ilic, Spimpolo; Piccinelli, Betti; Fadani; Perna, Vanetti, M. Borghi; Migliore, Petrov, Pozzi; Asinelli, Terzago, M. Mondon Marin; Gherardi. Coach: M. Da Rin.
MERANO: Quagliato (Quaglio); Pircher, Kobler; I. Gruber, Beber; Mair, Kemenater; F. Turrin; Lo Presti, Moren, Thaler; L. Ansoldi, Faggioni, Mitterer; Cainelli, D. Turrin, Plankl, Lombardi, K. Gruber, Schwienbacher. Coach: M. Ansoldi.

Arbitri: Simone Lega, Fabio Lottaroli, Daniel Rigoni e Michele Slaviero.

Spettatori: 2.503 (record stagionale)

Gara 1 di finale: domenica 2 aprile Milano-Eppan ore 19.00 all’Agorà.

(Foto Carola)

Both comments and pings are currently closed.

Comments are closed.