Fassa-Milano 2-5 (1-2; 1-0; 0-3)

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La partita di Alba di Canazei giunge nel mezzo di una serie di durissimi impegni contro i top teams in lotta serrata per le posizioni di vertice: la classifica  per il Milano, invece, è già scritta, ma è comunque importante vincere stasera per mostrare una reazione alla doppia cinquina presa tra sabato e martedì e per cominciare a lavorare sulla ‘modalità playoff’. Fassa in emergenza tra i pali: Scola (classe’95) difende la gabbia, poiché  sia Tillanen che Vallini sono infortunati. Milano senza Di Diomete, Migliore, Guerra e Latin: Caletti sale nel secondo blocco con Schell e Ranallo,  Borghi e Gherardi girano in terza.
Inizio da mettersi le mani nei capelli: powerplay per il Milano, errore di Gellert, transizione, Dainton non è ben posizionato ed è shorthanded gol di Sindel. Ci risiamo. Come da manuale, i rossoblu ‘sentono’ il ciclico riprodursi di questa situazione e perdono un po’ di lucidità, applicando una supremazia sterile e disordinata, affidandosi a iniziative personali e trovando fortunatamente la soluzione con Ranallo, che entra nel terzo e fulmina Scola. Ristabilito l’equilibrio il Milano può ricominciare da capo, costruisce qualcosa di più ma dietro si balla ancora: l’assenza di Guerra – ultima delle tre giornate di squalifica da scontare – si sente eccome. Arriva provvidenzialmente un’altra superiorità numerica: tiro di Lutz fuori dallo specchio, rimbalzo sulla balaustra raccolto da Caletti che segna da posizione angolata ed è 2-1. Nient’altro da segnalare fino alla sirena.
Il secondo periodo comincia con un Milano ad alta pressione, la frazione sembra instradata verso un dominio schiacciante invece i rossoblu vanno a corrente alternata e lasciano a tratti troppi spazi ai fassani, che a loro volta costruiscono qualche occasione su cui Dainton è pronto. Si ricrea insomma quella situazione di supremazia del tutto sterile che costa molto a livello di energie ma non produce nulla, e il rischio – sempre presente – è la beffa. Insam rimescola le linee, invertendo in sostanza un Estoclet un po’ evanescente e lezioso con Schell, che sale nel primo blocco, ma rimane un po’ di mollezza generalizzata. E la beffa – appunto – arriva puntuale: Sindel a rimorchio penetra nella difesa del Milano, il suo tiro colpisce il pattino di Dainton ed entra. Finisce così 2-2 un drittel in cui il Milano ha avuto tre superiorità numeriche e ha tirato 18 volte (contro 8) verso il terzo portiere del Fassa (uscitone facendo un buona figura), senza segnare.
Nel terzo periodo Insam ristabilisce il lineup iniziale, poi arriva quasi subito un gol di Ranallo – ancora lui – che spariglia nuovamente il risultato. Giusto sottolineare il valore di questo ragazzo che senza mai assumere il ruolo della star, ma lavorando duro in ogni blocco, è cresciuto moltissimo ed è diventato un fattore fondamentale per la squadra. Come spesso capita in partite di questo tipo il Milano ha immediatamente un rilassamento e rischia molto (incluso un palo), alternando occasioni “pro” e “contro”. Il momento chiave arriva quando a cinque minuti dalla fine Re va in panca puniti: il Milano porta a termine il penalty killing, poi proprio Re, tornando in pista, recupera il disco facendo da assistman per Schell che fulmina un non impeccabile Scola dallo slot. Il Fassa molla e dopo 50 secondi Estoclet ritrova il gol, ancora con Scola non perfetto: è il definitivo 5-2.
Un risultato che non deve ingannare: consolidatasi solo a due minuti e mezzo dalla fine, la vittoria è stata in “pericolo” quasi fino all’ultimo, a testimoniare una partita non certo memorabile.
C’è qualche nota positiva, il secondo blocco  è il più efficace e mostra un ottimo Ranallo. Un po’ sotto tono invece la prima linea. In particolare, è assolutamente necessario che Estoclet esca da questo andamento sinusoidale avuto lungo tutta la stagione, una dinamica mentale che lo porta in maniera ricorrente a far seguire serate eroiche (come quella di Torre e tante altre) da fasi di leziosità eccessiva che ne abbassano verticalmente l’efficacia per qualche tempo: invece noi abbiamo bisogno dei suoi gol sempre, senza la sua pericolosità è dura. Speriamo che il gol giunto in extremis, per quanto in pieno “garbage time”, faccia scattare l’interruttore giusto in uno dei giocatori strategicamente più importanti. Ancor più urgente, bisogna stare attentissimi a porre fine a una fase di evidente rilassamento mentale immediatamente seguito all’acquisizione matematica del sesto posto: aspettare i playoff per riaccendere il motore sarebbe il classico, fatale errore. Non ci sono interruttori on/off che funzionino istantaneamente. Ci sono però – va sottolineato sempre – impegno, cuore e desiderio di onorare la maglia, il che lascia comunque ben sperare e rende cosa buona e giusta l’immancabile applauso a fine partita. Se c’è un momento giusto per sostenere la squadra più che mai, beh, è questo. Onore alla decina di tifosi presenti anche stasera allo Scola ed al loro modo fatto di tanta sostanza e poca tastiera per sostenere il Milano. Gente che sa cos’è lo spirito Saima anche perché lo può vedere in faccia – cosa concessa a pochi – ogni volta che alle quattro del mattino passa esausta davanti a uno specchio prima di quelle tre ore di sonno agitato.

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