I pannelli celebrativi

In questa pagina riproponiamo la storia dell’hockey milanese attraverso i pannelli presentati in occasione della festa dei novant’anni: lo facciamo tramite le immagini e l’articolo di Carlo Sansilvestri su MilanoSiamoNoi del 12 marzo 2014.

“… Ancora due parole sul “novantesimo” festeggiato l’altra sera.
Ovvero, l’anniversario non di una società – è noto che tra l’HCM del ’24 e il Milano di oggi non c’è continuità giuridica – ma di uno spirito.
Il che, conta molto di più.
Non si è “il Milano” perché lo dicono carte bollate: si è “il Milano” perché ci si sente tali e soprattutto perché da novant’anni ci si dimostra tali coi fatti.
Chi domenica ha attraversato il “tunnel” coi quindici pannelli a raccontare la storia (squadra e tifo) di questo ‘quasi secolo’, non ha letto solo di grandi vittorie, ma anche di cocenti sconfitte, di chiusure, rinascite, morti, resurrezioni, periodi gloriosi, fasi buie.
Ecco, la differenza sta lì: noi non abbiamo celebrato un marchio, ma il fatto di essere sempre stati noi stessi, nel bene e nel male, con un nome o con l’altro.
Questo è il senso profondo del concetto di storia.
Sì, perché la ruota gira. Sempre. E se ne fotte della continuità giuridica, perché la storia la fanno i popoli: a Milano – caso indiscutibilmente unico in Italia – gli uomini del popolo ci sono sempre, in qualunque posizione ci si trovi su quella ruota che non si ferma mai: alto, basso. E’ uguale. Ecco, questo è la Continuità (con la C maiuscola) che abbiamo celebrato l’altra sera, quella di fatto, quella che attraversa la storia con maggiore orgoglio.
Uomini: quelli che a stagione finita, in qualunque momento accada, potranno guardare con orgoglio la propria coscienza hockeistica certi di ritrovarla ben viva l’anno dopo, così come ritroveranno il volto che hanno avuto alla loro destra durante ogni battaglia sugli spalti o quello che hanno avuto alla loro sinistra sul pullmino o in macchina in ogni trasferta, senza che questo dipenda da dove, contro chi e a che livello si giochi.
Quelli di Milano, d’altronde, sono spalti che hanno due peculiarità.
Primo: sono gli unici in cui manca quasi sempre il tifo avversario , perché se non altro sono gli unici in cui il tifo milanese non va in trasferta. Come dire che il fuoco non può essere incendiato. Ma scotta tanto.
Secondo: sono gli unici da cui – guardandoli fuori contesto – è impossibile capire se si stia giocando una finale scudetto, una coppa europea o un playoff di A2. Sono sempre uguali. Anzi, in realtà c’è una cosa che si può capire, c’è un fattore che può modificarli: il fatto che lo spirito del Milano sul ghiaccio sia o meno all’altezza della tradizione.
Giovedì, Agorà: si scattano idealmente le prime foto per il sedicesimo tabellone della mostra per il centenario, 10 Marzo 2024; noi quel giorno ci cercheremo, ci troveremo in quegli spalti e saremo orgogliosi, in ogni caso.
Noi siamo fatti così.”