Cortina-Milano 3-2 ot (0-0; 0-1; 2-1; 1-0)

primo gol

Il finale è da film, uno di quelli con un sadico come sceneggiatore e un masochista come regista, ma nemmeno l’amaro in bocca di due punti svaniti quando ormai sembravano ragionevolmente acquisiti può sminuire la sostanza di una squadra che lotta sempre e che ormai sa affrontare ogni situazione con carattere e spirito. D’altronde, si sa, sono cose che nell’hockey possono capitare. Era cominciata meglio rispetto alle ultime uscite, il Milano (senza Borghi, Migliore e Murray) aveva giocato bene i primi dieci minuti,imponendo una leggera supremazia. Come accade spesso in questa fase della stagione, la partita non trovava una sua dinamica netta, alternando frangenti di tatticismo ad altri di “run and gun”, con un equilibrio sostanzialmente bilanciato nel lungo termine, ma caratterizzato da tratti di lieve prevalenza dell’una o dell’altra squadra. Prima svolta in chiusura di seconda frazione: Tyler Gron, come capita spesso, dopo aver sbagliato molto trova il gol importante e porta avanti il Milano. Nel terzo periodo il Cortina cerca il pareggio ma i rossoblu tengono discretamente. Gli ampezzani hanno un’arma – forse l’unica, stasera – che può girare la partita a loro favore: un ottimo powerplay. E’ infatti durante una penalità di Campanale che, a metà frazione, Wunderer trova la deviazione su tiro di Gellert e impatta. Ma il Milano tira fuori il carattere: tempo tre minuti e Vallorani, portando a spasso la difesa cortinese, prende penalità (differita) e offre a Lutz un disco che il terzino piazza sotto la traversa: 2-1. Tutto da rifare per i padroni di casa, i rossoblu portando il vantaggio intatto fino agli ultimi istanti, il destino sembra addirittura sigillato quando Wunderer prende due minuti che condannano il Cortina a giocare in inferiorità tutto ciò che resta sul cronometro. Hicks toglie il portiere, il Milano colpisce due pali in regime di empty net con Fontanive, poi lo stesso Duca commette fallo, i secondi scorrono, ne mancano 9 quando anche Campanale finisce in panca puniti. Petrov si appresta ad un ingaggio che, in questa situazione, vale un gol, ma stavolta lo perde: il powerplay del Cortina, con 5 uomini di movimento contro 3, trova il gol al 19’57” con Gellert. Non solo: la penalità di Campanale si trascina naturalmente anche nell’overtime, e ancora una volta il powerplay del Cortina punisce, con Stanislav Gron. Finisce così incredibilmente 3-2 per i padroni di casa. C’è un bicchiere mezzo pieno: il Milano è ora matematicamente almeno quinto e , tutto sommato, guadagna un punto anche sulla Valpe sconfitta a Caldaro, consolidando il momentaneo quarto posto.

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